La Nato può espellere o "sospendere" un Paese membro?
Il Trattato della Nato prevede un chiaro iter di ingresso ma non di uscita, a meno di libera rinuncia. Cosa significa allora la minaccia del Pentagono?
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Entrare dalla Nato si può, uscire - soprattutto per espulsione - è molto più difficile, forse impossibile. È questa la situazione entro cui bisogna inquadrare la presunta mail del Pentagono in cui Washington ipotizza la "sospensione della Spagna nella Nato", dopo che Madrid ha negato ripetutamente a Washington le sue basi e il suo spazio aereo per attaccare l'Iran. Per comprendere il funzionamento dell'Alleanza atlantica, in particolare per quanto riguarda i cambi di organico, è utile immaginarsela come un moschettone. Per entrare l'iter è già oliato e semplice: invito formale, colloqui di adesione, invio della richiesta ufficiale e ratifica. Sul procedimento per uscire o per cacciare un Paese, invece, il trattato siglato è pressoché muto, rendendolo difficoltoso. Lasciando dunque potenzialmente la porta spalancata a una libera - e pericolosa - interpretazione.
Il Trattato del Nord Atlantico prevede una clausola di espulsione?
No. Il documento fondativo, firmato nel 1949, non contiene infatti alcun articolo che preveda esplicitamente né accenni all'espulsione di uno Stato membro. All'indomani della Seconda guerra mondiale, e puntando sulla coesione del Blocco atlantico contro l'avanzata dell'Unione sovietica, i membri della Nato puntarono tutto sulla coesione interna, non prevedendo - o comunque preferendo non formalizzare - meccanismi di "sfratto" forzato.
Un Paese può decidere di uscire dalla Nato?
L'unica eventualità ammessa apertamente dal Trattato è quella di una "rinuncia volontaria" di un Paese, che chiede di cancellare l'adesione all'Alleanza atlantica. A normarla l'articolo 13 secondo cui, dopo vent'anni dall'entrata in vigore del Trattato, ogni membro può cessare di appartenervi. Per farlo, deve inviare una "notifica di denuncia" al governo degli Stati Uniti, che è il depositario del Trattato. L'uscita diventa effettiva dopo un anno di preavviso. A oggi nessun Paese ha mai attivato l'Articolo 13, nonostante negli ultimi mesi più volte la Casa Bianca abbia ventilato questa ipotesi.
E nel caso in cui un Paese membro violasse i principi fondamentali dell'Alleanza?
Il preambolo del Trattato impegna i membri a difendere la democrazia, le libertà individuali e lo stato di diritto. Se un Paese deviasse da questi valori, però, non esiste in ogni caso un automatismo simile all'articolo 7 dell'Unione europea, con cui Bruxelles può decidere di sospendere i diritti di uno Stato membro in caso di ripetute e gravi violazioni.
Come possono gli Stati Uniti "sospendere" la Spagna dalla Nato?
È una domanda a cui sanno rispondere, forse, solo gli alti ufficiali del Pentagono. Di certo, come specificato nella mail anticipata da Reuters, si tratterebbe in ogni caso di una misura con "impatto simbolico significativo" ma con effetto concreto limitato. Quell'espressione potrebbe riferirsi però all'arma della "pressione diplomatica", con cui i Paesi alleati possono tentare di isolare un membro "ribelle" escludendolo da tutte le decisioni e tagliandolo fuori da tutte le informazioni di intelligence. Fino a convincerlo a ritirarsi volontariamente.
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Il riflesso di un ciclista su una vetrata con la scritta "Nato?" nel centro di Vilnius, in Lituania, il 9 luglio 2023
Esistono "scorciatoie" nel diritto internazionale?
Siccome il Trattato Nato è silente, capita che gli esperti citino la Convenzione di Vienna sul diritto dei trattati, siglata nel 1969. L'Articolo 60 della Convenzione stabilisce infatti che una "violazione sostanziale" di un trattato multilaterale da parte di uno dei contraenti autorizza gli altri, di comune accordo, a sospendere l'efficacia del trattato o a terminarlo nei confronti del membro inadempiente. Si tratta del cosiddetto "consensus minus one", pratica secondo cui l'ostruzionismo di un Paese può essere vinto se tutti gli altri sono allineati. Ma in questo caso, ammettendo anche che quell'articolo fosse applicabile alla Nato (cosa tutta da chiarire), per gli Usa è virtualmente impossibile che possano raccogliere attorno a sé un consenso tale da far crollare le resistenze di Madrid.
Quali altre opzioni potrebbero avere gli Stati Uniti?
Poiché il Trattato di Washington non prevede l'espulsione, il termine "sospensione" non va inteso in senso strettamente legale-formale, ma politico e burocratico. Tra le possibilità per la Casa Bianca, oltre alla "marginalizzazione diplomatica", ci potrebbe essere l'esclusione dai ruoli di comando di ufficiali e rappresentanti spagnoli dal comando integrato o da posizioni decisionali all'interno della struttura. Oppure una sorta di sospensione simbolica, in cui gli Usa segnalino ufficialmente che i vincoli previsti dal Trattato Nato non saranno rispettati per quanto riguarda la Spagna.
