Gli aggiornamenti in tempo reale
A Islamabad Iran e Usa per tentare un dialogo | Ma per i media di Teheran non ci saranno colloqui diretti tra le parti | Axios: "Possibile incontro lunedì"
Prorogato di tre settimane il cessate il fuoco tra Israele e Libano ma nelle ultime ore attacchi a Touline e Khirbet Selm
Le forze armate americane stanno preparando piani di emergenza per colpire le difese iraniane nello Stretto di Hormuz qualora il fragile cessate il fuoco dovesse crollare. Lo riferisce la Cnn, in base a funzionari Usa, secondo cui il focus è sulla neutralizzazione delle mine iraniane, delle imbarcazioni d'attacco rapido e delle minacce costiere, al fine di mantenere aperto il braccio di mare da cui transita il 20% del petrolio mondiale. Intanto Il presidente Donald Trump ha ordinato alle forze Usa di sparare a qualsiasi nave venga sorpresa a mettere mine nello Stretto di Hormuz e ha annunciato che il cessate il fuoco tra Israele e Libano è stato esteso di altre tre settimane. Secondo quanto riporta Reuters una email interna del Pentagono ipotizzerebbe misure contro gli alleati Nato ritenuti "difficili" nel conflitto Usa-Iran, inclusa la possibilità di sospendere la Spagna dall'Alleanza. Il premier spagnolo Pedro Sanchez replica: "Valgono solo atti formali".
Wall Street chiude la seduta contrastata, l'S&P 500 e il Nasdaq terminano ai loro nuovi livelli record sull'imminente avvio, in Pakistan, di colloqui di pace tra Usa e Iran. L'S&P 500 sale dello 0,80%, a 7.165,08 punti, mentre il Nasdaq si porta a quota 24.836,60 (+1,63%). Il Dow Jones, tuttavia, ha ceduto lo 0,16%, scivolando a 49.230,71 punti.
L'incontro di Steve Witkoff e Jared Kushner con il ministro degli esteri iraniano Abbas Araghchi potrebbe avere luogo lunedì a Islamabad, dopo che i due inviati Usa avranno tenuto colloqui bilaterali separati con i mediatori pakistani. Lo riferisce Axios citando due fonti. Un funzionario pakistano ha dichiarato al sito che l'incontro con Araghchi si concentrerà sul rilancio dei negoziati con l'amministrazione Trump. "Un incontro trilaterale con gli Stati Uniti sarà valutato dopo il nostro incontro con Araghchi", ha affermato in funzionario pakistano.
I Guardiani della Rivoluzione islamica hanno annunciato di aver sequestrato una nave sospettata di collaborare con l'esercito statunitense dopo che questa avrebbe commesso violazioni e ignorato gli avvertimenti. Lo ha indicato l'agenzia di stampa Tasnim.
Sei persone sono morte a seguito di raid aerei israeliani in Libano, nonostante il cessate il fuoco nella guerra tra Israele e Hezbollah, gruppo filo-iraniano. Lo riferisce il Ministero della Salute libanese. "I raid aerei condotti oggi, 24 aprile, dal nemico israeliano nel Libano meridionale hanno provocato la morte di sei cittadini e il ferimento di altri due", si legge in un comunicato del ministero.
L'ufficio stampa del parlamento iraniano smentisce le notizie secondo cui il presidente dell'organo legislativo di Teheran, Mohammad Bagher Ghalibaf, si sarebbe dimesso da capo del team negoziale, e afferma che non è ancora previsto alcun nuovo round di colloqui con gli Usa.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha avuto un lungo colloquio telefonico con il segretario di Stato statunitense Marco Rubio, con il quale ha parlato dei principali dossier internazionali. Lo rende noto la Farnesina. Ampio spazio della telefonata è stato riservato ai negoziati tra Israele e Libano e alla crisi iraniana. Tajani "ha espresso apprezzamento per l'impegno diplomatico degli Stati Uniti, che ha consentito l'avvio di una nuova tornata di colloqui a Washington, ribadendo la necessità di giungere a un accordo che garantisca la natura esclusivamente civile del programma nucleare iraniano". Il vicepremier ha inoltre richiamato la sua recente missione a Beirut e i contatti con i principali interlocutori regionali, confermando la disponibilità italiana a ospitare futuri negoziati. Nel corso del colloquio è stata affrontata anche la prospettiva di una de-escalation regionale e la ripresa del dialogo a Islamabad. "Tajani ha confermato il sostegno italiano agli sforzi di mediazione del Pakistan, sottolineando l'urgenza di garantire la sicurezza dei Paesi del Golfo e la riapertura, in condizioni di sicurezza, dello Stretto di Hormuz". In questo quadro, l'Italia "resta pronta a contribuire a iniziative multilaterali per la sicurezza marittima e la libertà di navigazione, nel rispetto del diritto internazionale". Tajani e Rubio hanno inoltre accolto con favore la firma dell'accordo Ue-Stati Uniti sui minerali critici, volto a rafforzare la resilienza delle catene di approvvigionamento. Sul Venezuela, Tajani ha evidenziato il riavvio dei contatti politici, anche alla luce dei recenti colloqui con la vicepresidente Delcy Rodri'guez e della prossima visita in Italia del ministro del Commercio venezuelano. È stata inoltre discussa la situazione politica e umanitaria a Cuba. Tajani e Rubio - conclude la nota della Farnesina - hanno concordato di mantenere uno stretto coordinamento sui principali dossier internazionali e confermano l'importanza del prossimo forum imprenditoriale e scientifico da organizzare a Miami con la partecipazione delle imprese dei due Paesi.
Il viaggio del ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi in Pakistan si concentrerà sul rilancio dei negoziati con l'amministrazione Donald Trump. Lo ha riferito un funzionario pachistano al sito web Axios, aggiungendo che "un incontro trilaterale con gli Stati Uniti sarà valutato dopo l'incontro". Araghchi dovrebbe viaggiare da Islamabad a Muscat, in Oman e poi a Mosca, quindi non è chiaro quando incontrerà la delegazione Usa. Due fonti hanno dichiarato che ciò potrebbe accadere lunedì, dopo che Jared Kushner e Steve Witkoff terranno colloqui bilaterali separati con i mediatori pakistani.
Nonostante l'agenzia di stampa iraniana Tasnim abbia riportato che non ci dovrebbero essere colloqui tra il ministro degli Esteri Abbas Araghchi e la delegazione Usa a Islamabad, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato all'agenzia di stampa Reuters che l'Iran prevede di presentare un'offerta volta a soddisfare le richieste degli Stati Uniti. "Stanno facendo un'offerta e dovremo vedere", ha affermato l'inquilino della Casa Bianca.
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, è arrivato a Islamabad. Lo riporta l'agenzia di stampa Tasnim, secondo la quale, però, non è previsto alcun negoziato con gli Stati Uniti. "Si sta confrontando solo con la parte pakistana sulle considerazioni della Repubblica islamica riguardo alla fine della guerra", afferma l'agenzia iraniana, smentendo la notizia della Cnn secondo cui i negoziatori statunitensi si starebbero recando a Islamabad per colloqui con Araghchi. Intanto l'agenzia di stampa Fars, affiliata al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, ha esortato il ministro ad annullare il suo viaggio in Pakistan, sostenendo che la sua sovrapposizione con la visita della delegazione negoziale statunitense potrebbe comunicare l'accettazione da parte di Teheran della prosecuzione dei colloqui con gli Usa, che ha definito "costosi" e "inutili". "Non si può negare la preoccupazione per le iniziative del ministro degli esteri, e l'esito dei suoi due precedenti cicli di colloqui con la controparte americana è la guerra che ora ci troviamo ad affrontare", scrive Fars.
"Per De Gasperi e Adenauer era chiaro: dopo la Seconda Guerra Mondiale, serve un esercito unico. Dobbiamo tornare a pensare così. Non possiamo farlo a livello nazionale, ma dobbiamo farlo a livello europeo, come De Gasperi con l'integrazione europea e Kohl con l'euro. Il loro messaggio era ed è: con un mercato unico, una moneta unica e anche con un esercito unico, la guerra in Europa è impossibile! Creiamo subito un esercito europeo". Lo ha affermato Manfred Weber, presidente del Partito Popolare Europeo, intervenendo a "Liberi, Forti, Popolari", l'evento di celebrazione dei 50 anni del Partito popolare europeo, in corso al Salone delle Fontane dell'Eur.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump manderà l'inviato speciale Steve Witkoff e il suo genero Jared Kushner in Pakistan per partecipare ai colloqui con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi questo fine settimana. Lo riferiscono fonti dell'amministrazione Usa citate dalla Cnn, secondo le quali il vicepresidente James David Vance al momento non ha in programma di partecipare, dato che anche il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad-Bagher Ghalibaf, non prenderà parte all'incontro. Ghalibaf è considerato internamente dalla Casa Bianca il capo della delegazione iraniana e la controparte di Vance. Tuttavia, aggiungono le fonti, il vicepresidente sarà pronto a recarsi a Islamabad qualora i colloqui dovessero progredire.
Il primo ministro di Israele, Benjamin Netanyahu, ha detto di aver avuto "un'eccellente conversazione" con il presidente statunitense Donald Trump, con cui opera "in pieno coordinamento" sia sull'Iran che sul Libano. Lo ha detto in un breve video diffuso sulla propria pagina X, facendo riferimento indiretto all'estensione del cessate il fuoco in Libano annunciata nella serata di ieri da Trump. "Ho avuto un'eccellente conversazione con il presidente Trump. Sta facendo molta pressione sull'Iran, sia economicamente che militarmente. Stiamo operando in pieno coordinamento", ha detto Netanyahu. Lo stesso "vale in Libano", ha aggiunto: "Abbiamo iniziato un processo per raggiungere una pace storica tra Israele e Libano, ed è chiaro che Hezbollah sta cercando di sabotarla". Netanyahu ha precisato: "Manteniamo piena libertà d'azione contro qualsiasi minaccia, anche quelle emergenti. Abbiamo attaccato ieri e attaccato oggi. Siamo determinati a ripristinare la sicurezza dei residenti del nord".
"I conflitti in corso rischiano di alimentare una nuova impennata dei prezzi". Lo afferma il governatore della Banca d'Italia Fabio Panetta parlando durante un incontro al Museo Archeologico Nazionale di Napoli. "Il Consiglio direttivo della Banca centrale europea segue con grande attenzione l'evoluzione della situazione geopolitica, con un obiettivo preciso: evitare che si riaccenda una spirale inflazionistica come quella che ha colpito tutti noi tra il 2021 e il 2023" ha detto.
Fonti governative pachistane hanno riferito all'Ansa che il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi è atteso a Islamabad questa sera con una piccola delegazione. A seguito di importanti colloqui con la squadra di mediazione pachistana, è previsto un secondo round di colloqui di pace a Islamabad tra Stati Uniti e Iran, affermano le stesse fonti. Un team logistico e di sicurezza statunitense è già presente nella capitale pachistana per facilitare il processo negoziale.
Il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, capo della squadra negoziale iraniana con gli Stati Uniti, si è dimesso per i disaccordi interni. Lo riporta Iran International in un'esclusiva. Ghalibaf è stato criticato per aver tentato di includere la questione nucleare nei colloqui con Washington ed è stato costretto a dimettersi. La figura intransigente Saeed Jalili, rappresentante ultraintegralista della Guida Suprema presso il consiglio supremo di sicurezza nazionale, potrebbe sostituirlo, scrive Iran International, mentre anche il ministro degli Esteri Abbas Araghchi cerca di assumere la guida dei colloqui.
"Fin dall'inizio, abbiamo costantemente chiesto la de-escalation e i negoziati nel pieno rispetto del diritto internazionale e del diritto internazionale umanitario. Il recente annuncio del prolungamento del cessate il fuoco contro l'Iran è un passo positivo. I negoziati devono avere l'obiettivo di trovare una soluzione duratura per porre fine a questa guerra e affrontare le preoccupazioni fondamentali. Lo Stretto di Hormuz deve essere riaperto immediatamente, senza restrizioni e senza pedaggi, nel pieno rispetto del diritto internazionale e del principio di libertà di navigazione, questo è vitale per il mondo intero". Lo dice il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa in conferenza stampa dopo il vertice informale a Cipro. "La diplomazia - aggiunge - è l'unica via sostenibile da seguire e l'Unione europea è pronta a contribuire a tutti gli sforzi incorso".
Il capo del Pentagono, Pete Hegseth, ha fatto eco alle critiche agli alleati europei di Donald Trump. "L'Europa e l'Asia hanno beneficiato della nostra protezione per decenni, ma il tempo di approfittarne gratuitamente è finito", ha affermato il segretario alla Difesa in un briefing sulla guerra in Iran.
"Non vedo positivamente" la tensione tra Usa e Spagna sulla Nato. Lo ha detto la premier italiana Giorgia Meloni a margine del vertice informale dei leader Ue a Cipro. "Credo che sia necessario lavorare per rafforzare la Nato, per rafforzare la colonna europea dell'Alleanza. Una colonna europea che deve essere complementare".
"Una presenza internazionale al confine tra Israele e Libano è necessaria. Il ruolo che gioca l'Italia può fare la differenza. Ne ho parlato con Aoun. Bisogna cercare una cornice legale". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni, a margine del vertice informale Ue di Cipro, parlando del ruolo dell'Unifil.
La forza di pace delle Nazioni Unite in Libano (Unifil) ha reso noto che un soldato indonesiano, il caporale Rico Pramudia, è deceduto a causa delle ferite riportate il 29 marzo, quando un proiettile ha colpito la sua base ad Adchit Al Qusayr. “Chiediamo a tutte le parti in causa di rispettare gli obblighi previsti dal diritto internazionale e di garantire in ogni momento la sicurezza e l'incolumità del personale e delle proprietà delle Nazioni Unite", si legge in una nota di Unifil. "Gli attacchi deliberati contro le forze di pace costituiscono gravi violazioni del diritto internazionale umanitario e della risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza e possono equivalere a crimini di guerra”.
Domenica dovrebbero riprendere i voli dall'aeroporto Imam Khomeini di Teheran verso Muscat e Istanbul. Lo ha fatto sapere l'agenzia di stampa statale Tasnim. Il 18 aprile l'Iran ha avviato la riapertura parziale del proprio spazio aereo e la ripresa delle operazioni di volo nell'ambito di un piano graduale in quattro fasi volto a ripristinare i normali servizi.
La Nato prevede di modernizzare la sua flotta di aerei da ricognizione Awacs, ma ha deciso che non si affiderà più a velivoli di fabbricazione statunitense. Se solo un anno fa si dava per scontato che il produttore statunitense Boeing avrebbe ottenuto l'appalto per la costruzione dei nuovi aerei da ricognizione, ora fonti dell'Alleanza atlantica sostengono che in futuro verranno usati aerei del produttore canadese Bombardier, equipaggiati con il sistema di ricognizione e allerta precoce GlobalEye dell'azienda svedese di difesa Saab. L'ordine dovrebbe comprendere fino a 12 velivoli Global 6000 o Global 6500, per un valore di diversi miliardi di euro.
Secondo quanto scrive l'agenzia di stampa Reuters sul sito una email interna del Pentagono ipotizzerebbe misure contro gli alleati Nato ritenuti "difficili" nel conflitto Usa-Iran, inclusa la possibilità di sospendere la Spagna dall'Alleanza. Tra le opzioni allo studio - secondo Reuters - si starebbe valutando anche la possibilità di rivedere la posizione degli Stati Uniti rispetto alla rivendicazione britannica delle isole Falkland. Le opzioni politiche sono dettagliate in una nota che esprime frustrazione per la presunta riluttanza o il rifiuto di alcuni alleati di concedere agli Usa l'accesso, le basi e i diritti di sorvolo per la guerra contro l'Iran.
Interpellato su quanto rivelato in esclusiva da Reuters, il premier spagnolo Pedro Sanchez ha detto: "Non ci basiamo sulle e-mail. Ci basiamo su documenti ufficiali e posizioni governative, in questo caso degli Stati Uniti. Siamo buoni alleati della Nato - ha aggiunto Sanchez - abbiamo forze dispiegate nell'est Europa per difendere l'integrità territoriale - ha aggiunto - quest'anno, per la prima volta dal 2014, abbiamo raggiunto l'obiettivo del 2,1%. Quindi dal nostro punto di vista, non ci sono dubbi: stiamo adempiendo ai nostri obblighi; siamo un partner leale".
I leader Ue "sono stati molto chiari sul fatto che la libertà di navigazione non è negoziabile, quindi lo Stretto di Hormuz deve essere aperto senza alcun pedaggio, e dobbiamo impegnarci in tal senso". Lo ha detto l'Alta rappresentante Ue, Kaja Kallas, all'arrivo al Consiglio europeo informale a Cipro. "Dato che abbiamo le operazioni Aspidas e Atalanta già attive nella regione, il modo più rapido per mettere insieme questa coalizione di volenterosi è utilizzare quelle missioni per potenziarle, per rafforzarle con navi e strumenti le capacità necessarie", ha evidenziato.
Il Regno Unito è pronto a schierare uno squadrone di caccia Typhoon dell'Aeronautica militare (Raf), basati in Qatar, per pattugliare lo stretto di Hormuz nell'ambito di una missione multinazionale volta a mantenere aperta la rotta strategica una volta conclusa la guerra con l'Iran. Come riporta il quotidiano "The Guardian", le forze armate britanniche hanno inoltre offerto droni cacciamine e sommozzatori specializzati per contribuire alla bonifica dello stretto, minato da Teheran, mentre non è stata ancora presa una decisione sull'eventuale invio della nave da guerra HMS Dragon o di altre unità. La proposta sui Typhoon è stata al centro dell'offerta presentata durante un vertice di due giorni con 30 Paesi, organizzato congiuntamente con la Francia presso il quartier generale di Northwood. Il ministro della Difesa, John Healey, ha chiesto "opzioni militari pratiche" e "un piano congiunto" per garantire la navigazione, escludendo pero' azioni contro Teheran.
La guerra con l'Iran ha ridotto in modo significativo le scorte di armi delle forze armate americane, mentre il costo del conflitto è pari a quasi un miliardo di dollari al giorno. È quanto riporta oggi il New York Times. Secondo il quotidiano, dall'inizio della guerra con l'Iran, il 28 febbraio scorso, gli Stati Uniti hanno utilizzato circa 1.100 missili da crociera stealth a lungo raggio progettati per una guerra con la Cina, quasi lo stesso numero di quanti ne rimangono oggi alle forze Usa, e oltre 1.000 missili da crociera Tomahawk, pari a circa 10 volte il numero che acquistano ogni anno. Inoltre il Pentagono ha impiegato oltre 1.200 missili intercettori Patriot, al costo di oltre 4 milioni di dollari ciascuno, e più di 1.000 missili Precision Strike e Atacms, lasciando le scorte a livelli preoccupantemente bassi, secondo stime interne del dipartimento della Difesa e funzionari del Congresso. I funzionari della Casa Bianca si sono rifiutati di stimare il costo del conflitto fino ad oggi, ma due gruppi indipendenti citati dal Nyt affermano che si aggira tra i 28 e i 35 miliardi di dollari, ovvero poco meno di un miliardo di dollari al giorno. Solo nei primi due giorni, secondo quanto riferito dai funzionari della difesa al Congresso, gli Stati Uniti hanno utilizzato munizioni per un valore di 5,6 miliardi di dollari.
L'aviazione israeliana ha lanciato in queste ore nuovi raid nel Libano meridionale, poche ore dopo l'annuncio del presidente statunitense Donald Trump di una proroga di tre settimane del cessate il fuoco in vigore tra Israele e Libano. Secondo i media locali, due attacchi hanno colpito la località di Touline, mentre un terzo raid ha preso di mira Khirbet Selm. Le aree periferiche di Touline sono state inoltre bersagliate da bombardamenti di artiglieria.
Gli Stati Uniti hanno annunciato una ricompensa fino a 10 milioni di dollari per informazioni che portino all'arresto di Hashim Finyan Rahim al Saraji, leader della milizia sciita irachena appoggiata da Teheran Kata'ib Sayyid al Shuhada. Washington accusa il gruppo di essere responsabile della morte di civili iracheni e di attacchi contro strutture diplomatiche e personale statunitense in Iraq e Siria. L'annuncio è stato diffuso dal programma "Ricompense per la giustizia" del dipartimento di Stato Usa, che ha precisato che chi fornirà informazioni utili potrà avere diritto sia alla ricompensa sia a eventuali misure di protezione o ricollocamento.
L'annuncio è anche pubblicato sul profilo X dello stesso programma ('Rewards for Justice') e si legge: "I membri del Kss hanno ucciso civili iracheni e attaccato sedi diplomatiche statunitensi in Iraq, nonché basi e personale militare statunitense in Iraq e Siria".
Il cessate il fuoco in Libano "non è al 100%". Lo ha detto alla Cnn l'ambasciatore israeliano alle Nazioni Unite, Danny Dannon, esprimendo dubbi sulla capacità del governo libanese di far rispettare la tregua nel sud del Libano, dove opera Hezbollah. "Devo essere sincero - ha detto Dannon - il governo libanese non ha alcun controllo su Hezbollah, che sta lanciando razzi nel tentativo di sabotare il cessate il fuoco. E Israele deve reagire. Ogni volta che percepiamo una minaccia, agiamo".
La guerra contro l'Iran ha imposto un costo ingente all'arsenale statunitense di armi di precisione, mettendo in luce i limiti della capacità industriale e logistica della prima potenza mondiale. È quanto si legge sul quotidiano "New York Times", secondo cui durante la campagna aerea di 38 giorni contro la Repubblica islamica, interrotta dal cessate il fuoco tuttora in vigore, Washington ha consumato una quantità impressionante di munizioni avanzate: circa 1.100 missili da crociera stealth a lungo raggio Jassm-Er, oltre mille missili da crociera Tomahawk, più di 1.200 intercettori Patriot e oltre mille missili balistici tattici e Atacms. Si tratta, come sottolinea il quotidiano, di armamenti progettati soprattutto per un eventuale conflitto ad alta intensità con la Cina o, in Europa, per la deterrenza contro la Russia. L'entità dei consumi, spiega il quotidiano, è tale da aver ridotto sensibilmente le scorte strategiche statunitensi. Il "New York Times" ricorda che Stati Uniti producono ogni anno solo una frazione dei missili che hanno già impiegato in questo conflitto: i Tomahawk utilizzati equivalgono a circa dieci anni dell'attuale ritmo produttivo, mentre i missili intercettori per le batterie Patriot impiegati in risposta alle rappresaglie iraniane sono più del doppio di quanti l'industria usa riesca a costruire in un intero anno.
Le forze armate americane stanno preparando piani di emergenza per colpire le difese iraniane nello Stretto di Hormuz qualora il fragile cessate il fuoco dovesse crollare. Lo riferisce la Cnn, in base a funzionari Usa, secondo cui il focus è sulla neutralizzazione delle mine iraniane, delle imbarcazioni d'attacco rapido e delle minacce costiere, al fine di mantenere aperta il braccio di mare da cui transita il 20% del petrolio mondiale. "Le forze armate americane continuano a fornire opzioni al presidente Trump e tutte le opzioni restano sul tavolo", ha commentato un funzionario del Pentagono, sulla pianificazione degli obiettivi.
