Ucraina, Zelensky apre al dialogo con Putin ma esclude Mosca e Kiev: "Incontriamoci altrove, ovunque"
Il leader ucraino rilancia il confronto diretto ma avverte: cedere il Donbass aprirebbe nuove offensive russe e dividerebbe il Paese
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Volodymyr Zelensky apre a un possibile incontro con Vladimir Putin, ma pone subito dei limiti chiari sul luogo. "Sono pronto a incontrare Putin. Di sicuro, non a Mosca, né a Kiev. Ma se è pronto a incontrarmi, ci sono molti posti per farlo. Possiamo trovarne uno in Medioriente, Europa, Stati Uniti, ovunque", ha dichiarato in un’intervista al Gr1 Rai.
Nodo Donbass
Il presidente ucraino ha ribadito che non ci sono margini per trattative sulla cessione del Donbass. "Non possiamo discutere semplicemente della cessione del Donbass", ha spiegato, sottolineando i rischi militari e strategici di una simile scelta.
Rischio avanzata
Secondo Zelensky, un eventuale ritiro favorirebbe nuove offensive russe. "Se lasciamo il Donbass ai Russi, occuperanno i luoghi da noi meglio difesi senza alcuna perdita. Per costruire nuove linee di fortificazione potrebbe volerci un anno, un anno e mezzo. Potrebbero attaccare Kharkiv e altre città che contribuiscono molto al nostro Pil". Il leader ucraino ha messo in guardia anche dalle conseguenze sociali. "E ci sarà una frattura nella società. E qualsiasi divisione è l'obiettivo chiave di Putin e la rovina della nostra indipendenza".
Garanzie sicurezza
Zelensky ha poi insistito sulla necessità di garanzie concrete per il futuro. "Quali garanzie di sicurezza abbiamo se la Russia deciderà di avanzare di nuovo? Forse non lo farà subito oppure tra due o tre anni attaccherà di nuovo. Vogliamo anche che le garanzie di sicurezza prevedano una presenza europea e degli Stati Uniti".
Elezioni rinviate
Sul fronte interno, il presidente ha escluso elezioni a breve. "Farle ora è contro la nostra legge. In secondo luogo dobbiamo dare sicurezza alle persone, ai soldati che devono votare. Come possiamo farlo sotto attacco?". Uno sguardo anche al passato, con un’ammissione sugli errori commessi. "Sono stati sicuramente fatti anche degli errori, tutti sbagliano. Bisognerebbe tornare agli anni novanta, poi ai primi anni duemila ma Putin avrebbe ugualmente trovato un pretesto per occupare l'Ucraina".
Rapporto Trump
Infine, un passaggio sui rapporti con Donald Trump. "Chi ha un rapporto migliore di me con Trump? Penso che abbiamo buone relazioni perché sono una delle poche persone che gli dice quello che pensa. Non ci sono molte persone che possono dire al Presidente degli Stati Uniti che non ha sempre ragione. Abbiamo bisogno di supporto dagli Stati Uniti, non solo militarmente. Anche loro hanno bisogno di noi e della nostra esperienza acquisita in questi anni di guerra".
