LIVE
Speciale Guerra in Iran

GLI AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE

Guerra in Iran, Stati Uniti: "Abbiamo iniziato a colpire gli obiettivi iraniani a Hormuz" | Khamenei: "Daremo agli Usa una lezione indimenticabile"

Putin a Pezeshkian: "Ammiriamo il vostro coraggio nella lotta per gli interessi nazionali"

01 Set 2026 - 23:33
SeguiLogo Tgcom24suSeguici su
 © centcom

© centcom

Sono ripresi gli attacchi incrociati tra Iran e Stati Uniti. Washington ha reso noto di aver colpito obiettivi iraniani a Hormuz. La minaccia del presidente Usa, Donald Trump, non lascia dubbi: "Se Teheran risponde, colpiremo più duramente". Non si è fatta attendere la risposta della Guida Suprema, Mojtaba Khamenei, nel suo primo messaggio dopo la nuova escalation con Washington: "Daremo agli Usa una lezione indimenticabile". I media della Repubblica islamica riportano dell'inizio di un'"operazione decisiva" contro gli obiettivi statunitensi nella regione. I bombardamenti delle forze armate statunitensi sono andate in scena mentre in Kirghizistan si stanno chiudendo i lavori del vertice della Shanghai Cooperation Organisation (SCO). All'incontro hanno partecipato i leader dei Paesi membri, tra cui il presidente russo Vladimir Putin, il presidente cinese Xi Jinping, il premier indiano Narendra Modi e il presidente iraniano Massud Pezeshkian.

L'incontro a margine dello Sco

  Dall'inizio del conflitto tra Iran, Stati Uniti e Israele non c'era mai stato un incontro ufficiale tra Vladimir Putin e Massud Pezeshkian. Quell'incontro è avvenuto oggi, primo settembre, a Bishkek, capitale del Kirghizistan, dove lo zar ha ribadito al presidente dell'Iran il supporto e la solidarietà al popolo iraniano: "Ammiriamo il vostro coraggio e la vostra determinazione nella lotta per i vostri interessi nazionali" ha poi aggiunto.

Google Preferred Site

Ghalibaf su Hormuz

 Le forze armate iraniane controllano "pienamente" lo Stretto di Hormuz e Teheran "non permetterà" un transito nel corridoio meridionale, in violazione del memorandum di intesa di Islambad. Lo ha detto il presidente del parlamento, Mohammad Bagher Ghalibaf, affermando che gli Usa "danno false garanzie alle navi sul paggio nello Stretto" e che un blocco navale equivale a "una dichiarazione di guerra". I recenti attacchi nello Stretto di Hormuz, ha proseguito Ghalibaf, sono avvenuti come risultato "dell'esercizio di autorità" dell'Iran nello Stretto di Hormuz. "Gli Stati Uniti, contrariamente al memorandum d'intesa, vogliono attraversare la rotta meridionale nello Stretto di Hormuz, e non lo permetteremo. Le nostre forze impongono il pieno controllo sullo Stretto di Hormuz", ha detto Ghalibaf. Secondo il presidente del parlamento, la presenza di "un'amministrazione iraniana sullo Stretto non contraddice in alcun modo le leggi internazionali".

Il piano dei Pasdaran

 "La guerra asimmetrica significa guerra a Wall Street, a Manhattan e ovunque, in qualsiasi momento". Lo ha dichiarato Mohammadreza Naqdi, consigliere del comandante dei Pasdaran (le Guardie della rivoluzione iraniana), sottolineando: "Finora abbiamo condotto una guerra convenzionale contro gli Stati Uniti. Non ci siamo ancora impegnati in una guerra asimmetrica". "La priorità dell'Iran non è né la guerra né i negoziati, ma stabilire la deterrenza. Non sarebbe nell'interesse degli Stati Uniti impegnarsi in un'altra guerra di grandi proporzioni", ha aggiunto. Secondo l'agenzia Isna, Naqdi ha anche fatto riferimento ai siti militari iraniani danneggiati durante la guerra, affermando che "sono stati ricostruiti in luoghi più sicuri e ora sono operativi con tecnologie più moderne e a ritmi di produzione più elevati".

Baghei contro l'Ue

 Se per gli Stati Uniti il regime degli Ayatollah continua a riservare minacce, verso l'Unione europea sono più che altro critiche. Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei ha affermato che il recente sostegno dell'Ue alle pressioni economiche statunitensi sull'Iran rappresenta "una violazione del diritto internazionale, contraria alle leggi dell'Ue, ai valori e agli standard morali che l'Ue stessa professa, di fronte alle intimidazioni statunitensi". "L'Ue non può approvare il terrorismo economico statunitense e allo stesso tempo affermare di voler allentare le tensioni nella regione", ha scritto su X, aggiungendo: "Tali azioni irresponsabili dimostrano l'incompetenza morale e politica dell'Ue e gli europei dovrebbero essere ritenuti responsabili delle loro azioni".

Pezeshkian ringrazia Putin "per le sue posizioni nella guerra con gli Usa"

 Il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, ha ringraziato il presidente russo, Vladimir Putin, per la posizione assunta da Mosca durante la guerra in Medio Oriente, nel loro primo incontro dallo scoppio del conflitto. "Apprezziamo e vi ringraziamo per le vostre posizioni in ogni fase, sia durante il periodo in cui si sono verificati i combattimenti e gli atti di aggressione, sia in circostanze normali, quando gli Stati Uniti ci imponevano sanzioni, sia alle Nazioni Unite che nei forum internazionali", ha detto Pezeshkian a Putin durante un incontro a margine del vertice Sco in Kirghizistan. "Questo dimostra che la nostra è una relazione strategica; non è una relazione ordinaria", ha aggiunto.

Usa bombarda l'Iran

 Alle 12 locali (le 18 italiane) del 1° settembre, le "forze americane hanno iniziato a colpire target del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie in Iran". Lo annuncia il Us Central Command. "Gli attacchi fanno seguito ai recenti tentativi di aggressione da parte del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie contro il traffico mercantile nello Stretto di Hormuz e contro il personale militare statunitense nella regione", mette in evidenza il Us Central Command. Diverse esplosioni sono state udite a est di Bandar Abbas, stando a quanto riporta l'emittente statale iraniana Irib, precisando che più di cinque deflagrazioni sono state udite nei pressi del villaggio di Masan a Qeshm, e altre quattro udite nello Stretto di Hormuz, sempre a Qeshm. Secondo il vice responsabile per gli affari politici, di sicurezza e sociali del governatorato di Hormozgan, dove si trova Bandar Abbas, finora non sono stati segnalati feriti né incidenti. 

Trump: "Se l'Iran risponde ai raid ci sarà una nuova offensiva"

   Poco dopo è arrivata la minaccia di Donald Trump, che non lascia spazio a dubbi: "Se l'Iran dovesse reagire a questo attacco più che giustificato, subirebbe una nuova offensiva di ben altra portata e intensità", ha scritto il presidente Usa sul suo social Truth, sottolineando che il nuovo raid non sarebbe comunque l'attacco decisivo, perché "quello è già pronto e, una volta concluso, dell'Iran rimarrebbe ben poco". 

Trump ha definito gli attacchi in corso nei confronti di obiettivi iraniani vicino allo Stretto di Hormuz "massicci e potenti" e ha spiegato che sono "in risposta al fallito tentativo iraniano di piazzare mine navali nello Stretto, attualmente privo di mine (sono state tutte rimosse o fatte brillare), e al lancio di otto missili (tutti abbattuti con successo) contro la nostra base militare in Giordania", ha precisato.

E ai microfoni di Fox News il presidente ha minacciato l'Iran di attacchi devastanti qualora continuasse a rispondere alle azioni degli Stati Uniti. "Se reagiranno, verranno colpiti molto più duramente. E se lo faranno ancora, non esisteranno più", ha dichiarato Trump. Aggiungendo anche che un accordo con l'Iran "non vale la carta su cui è scritto", e che Washington ha concesso a Teheran molte opportunità per raggiungere un'intesa. "Penso che un accordo con loro non valga la carta su cui è scritto. Abbiamo dato loro molte possibilità".

Il raid sulla festa nuziale

  Già si hanno notizie delle prime vittime. Un raid americano ha colpito una zona residenziale della città di Sirik, nel sud dell'Iran, dove era in corso una cerimonia di matrimonio. Almeno quattro persone sono rimaste uccise e 50 ferite.  "Un'abitazione è stata colpita mentre era in corso una cerimonia nuziale", ha riferito alla televisione di Stato Ahmad Nafisi, vicegovernatore della provincia di Hormozgan, citato dai media statali. Al momento non è arrivato un commento degli Stati Uniti.

La risposta di Teheran: "Se ne pentiranno"

 Le Guardie rivoluzionarie iraniane hanno promesso di far "pentire" gli Stati Uniti dei nuovi attacchi nell'area dello Stretto di Hormuz, mentre il presidente statunitense Donald Trump avvertiva Teheran di non reagire. "Una punizione severa attende gli aggressori. Gli Stati Uniti si pentiranno dei loro nuovi attacchi", ha dichiarato il portavoce delle Guardie, Hossein Mohebi, in un post su X, dopo le esplosioni udite in diverse zone lungo lo Stretto di Hormuz. "Gli interessi e le basi statunitensi nella regione saranno presto oggetto di attacchi da parte dell'Iran", ha detto il funzionario. Subito dopo si è concretizzata la minaccia iraniana. Secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Tasnim, l'esercito iraniano ha lanciato un'"operazione decisiva" contro obiettivi statunitensi nella regione in risposta al raid statunitense. "Le basi e gli interessi statunitensi nella regione sono presi di mira da missili e droni iraniani", si legge. 

La Guida Suprema: "Daremo agli Usa una lezione indimenticabile"

  Dopo i radi statunitensi che hanno colpito diverse zone dell'Iran, è arrivato il messaggio della Guida Suprema iraniana, Mojtaba Khamenei: "Il popolo iraniano e il Fronte di Resistenza daranno lezioni indimenticabili agli Stati Uniti", sono le parole del leader religioso iraniano dopo la nuova escalation con Washington.

Pasdaran: "Uccisi molti militari Usa in Giordania"

  Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane ha dichiarato di aver condotto un attacco balistico contro una caserma dei Marines statunitensi a Camp Titin, una base militare vicino ad Aqaba, in Giordania. In una dichiarazione diffusa dall'emittente iraniana Irib, i pasdaran hanno annunciato di aver ucciso numerosi membri delle forze statunitensi e di aver distrutto "diverse installazioni ed elicotteri d'attacco nemici" all'interno del campo. Le Guardie Rivoluzionarie hanno inoltre dichiarato che la loro rappresaglia continuerà. La smentita non si è fatta attendere: non ci sarebbero vittime statunitense. Lo afferma il giornalista dell'agenzia stampa Reuters Idrees Ali su X citando due funzionari americani.

L'allarme Usa

  Restano complesse le condizioni di sicurezza in Medio Oriente. Le autorità statunitensi invitano gli americani presenti nella regione a mantenere un livello elevato di vigilanza. Tra i principali rischi segnalati figurano cancellazioni dei voli, chiusure dello spazio aereo e possibili interruzioni dei collegamenti e dei trasporti. Agli americani in viaggio da o verso il Medio Oriente viene quindi raccomandato di monitorare costantemente gli aggiornamenti forniti da aeroporti e compagnie aeree. L'allerta riguarda anche il possibile rischio di azioni contro interessi statunitensi all'estero. Secondo l'avviso, l'Iran e gruppi proxy vicini potrebbero prendere di mira strutture, aziende e istituzioni legate agli Stati Uniti, così come luoghi frequentati da cittadini americani, anche al di fuori della regione.

Ti potrebbe interessare

videovideo