L'allarme in uno studio

Le estati sono sempre più precoci, lunghe e calde

Secondo una ricerca canadese, le stagioni cambiano più rapidamente rispetto al passato. Gli studiosi suggeriscono nuovi criteri per classificarle: ecco quali sono 

10 Apr 2026 - 16:38
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Le estati sono sempre più precoci, lunghe e calde. Non solo: le stagioni cambiano più rapidamente e il calore si sta accumulando più velocemente rispetto al passato. È quanto emerge dallo studio pubblicato sulla rivista Environmental Research Letters e condotto dell'Università della British Columbia in Canada.

In particolare le aree costiere dell'emisfero settentrionale stanno registrando alcuni dei più repentini aumenti nella durata dell'estate e del calore accumulato con ripercussioni sull'agricoltura, l'approvvigionamento idrico, i sistemi energetici e la salute di tutti gli esseri viventi, uomo compreso. 

Lo studio

 I ricercatori hanno analizzato l'andamento della temperatura dal 1961 al 2023 in terre emerse, oceani e zone costiere di entrambi gli emisferi, ed esaminato le tendenze in dieci città di tutto il mondo. Dati alla mano, tra il 1990 e il 2023, la durata media dell'estate nella fascia compresa tra i tropici e i circoli polari, è aumentata di circa sei giorni per decennio rispetto ai quattro rilevati da precedenti ricerche fino ai primi anni 2010.

"Per molte città le rilevazioni sono ancora più sorprendenti", sottolinea Ted Scott, dottorando presso il dipartimento di Geografia dell'Ubc e autore principale dello studio. "In Australia, a Sydney, le temperature estive durano ora circa 130 giorni, rispetto agli 80 giorni del 1990, con un incremento di 15 giorni per decennio mentre a Toronto le estati si allungano di otto giorni per decennio", prosegue. 

Il cambio più rapido delle stagioni

 A questo si aggiungono bruschi passaggi dalla primavera all'estate e dall'estate all'autunno. Risultati che, secondo gli esperti, mettono in discussione quello che crediamo essere il normale ciclo delle stagioni. "Il momento e la rapidità in cui arriva l'estate influenzano i modelli e i comportamenti della vita vegetale e animale, nonché della società umana", aggiunge Scott. 

Ad esempio, i fiori potrebbero sbocciare quando gli impollinatori non sono ancora attivi, le colture potrebbero dover essere seminate prima e il rapido riscaldamento primaverile potrebbe sciogliere della neve con un maggiore rischio di inondazioni e dove il clima era mite ora è torrido. Di qui il suggerimento di non utilizzare più la definizione delle stagioni in base al calendario ma in base alle condizioni meteorologiche.

Come definire il periodo estivo

 L'estate andrebbe dunque intesa come il periodo dell'anno in cui le temperature superano la media storica per una determinata località durante il periodo più caldo dell'anno, soglia stabilita utilizzando i dati climatici dal 1961 al 1990. Secondo Scott, infatti, l'aspettativa che, nell'emisfero settentrionale, l'estate inizi a giugno influenza negativamente pianificazioni e politiche, "perché ci coglie impreparati affrontare il caldo anticipato". Proposto anche un inedito metodo per misurare il calore che si accumula durante l'estate, combinando temperatura e tempo. In base alle nuove rilevazioni, dal 1990 nell'emisfero settentrionale il calore estivo accumulato sulle terre emerse è aumentato di oltre tre volte più velocemente rispetto al periodo compreso tra il 1961 e il 1990. 

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