Un collage da Pitti People (credit: Enrico Labriola, Chillaxingroad) © sito ufficiale
Via alle danze. Pitti Uomo apre i battenti con l'edizione numero 110 e Firenze torna ad essere la capitale mondiale del menswear e dei trend che detteranno la linea per il guardaroba maschile che verrà. Fino a venerdì prossimo, 19 giugno, stili e tendenze della primavera estate 2027 - tra moda, lifestyle e business - vengono ancora una volta svelati in anteprima negli spazi della Fortezza da Basso.
Che cos'è Pitti Uomo? I numeri di questa edizione
L'appuntamento estivo del salone dedicato alla moda uomo prende il via in un contesto geopolitico scosso da grandi tensioni e si confronta con uno scenario macroeconomico dai contorni incerti. Sono 740 i brand presenti, di cui il 45% arrivati da più di trenta Paesi diversi, per una vetrina completa e approfondita a livello internazionale. "Abbiamo alle spalle storia, tradizione e competenze ma abbiamo anche gli strumenti per affrontare le nuove sfide che ci attendono, che attendono tutto il settore moda", spiega Antonio De Matteis, presidente di Pitti Immagine. "Energia, coraggio e visione trasformatrice - prosegue - caratterizzano da sempre il nostro lavoro, sono gli elementi che ci hanno consentito di ridisegnare a ogni frangente decisivo lo stesso concetto di fiera, trasformando Pitti Uomo in un evento non solo commerciale, ma anche un promotore culturale, un luogo di confronto, generativo di nuove idee, tendenze e connessioni. È così che si diventa leader internazionali ed è così che si mantiene quella leadership".
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Lo scatto ufficiale di Pitti Uomo 110: The Pool è il tema ispiratore e visivo, curato da Chris Vidal Tenomaa e Tuomas Laitinen
Pitti Uomo, il consolidamento di una formula vincente
La manifestazione ribadisce, così, il suo ruolo centrale nel calendario della moda globale. Dal classico ai marchi di ricerca, dalla sartorialità italiana alle tendenze stilistiche in arrivo dall'Asia, alle collaborazioni internazionali di alto livello. Il messaggio e l'obiettivo è "navigare nel futuro", come sottolinea Ivano Cauli, neo amministratore delegato di Pitti Immagine. "In un momento storico definito da complessi mutamenti geopolitici e da uno scenario globale in continua evoluzione - prosegue -, la fiera fisica di Firenze si conferma come la bussola più vitale per accogliere e orientare il confronto tra offerta e domanda. Apriamo le porte della Fortezza da Basso alla community di buyer e stampa di alto livello provenienti da tutto il mondo e curiamo per loro un viaggio immersivo nell'innovazione, dimostrando che la sinergia creativa è il motore principale della crescita delle aziende e del settore".
Dove si svolge Pitti Uomo?
Per questo ciclo estivo della rassegna, gli spazi della Fortezza da Basso di Firenze sono suddivisi in sei sezioni: Fantastic Classic, Futuro Maschile, Superstyling, Dynamic Attitude, I Go Out e Hi Beauty, lo spazio dedicato alla profumeria d'avanguardia che abbraccia Europa ed Asia (novità lanciata lo scorso gennaio in occasione di Pitti Uomo 109).
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Simone Rocha, tra i Guest Designer di Pitti Uomo 110. La stilista irlandese presenterà a Firenze la sua prima sfilata indipendente di moda maschile (portrait by William Waterworth)
Pitti Uomo 110, il tema e i protagonisti
A bordo piscina, un giovane uomo come un moderno Narciso sfiora con la mano la sua immagine riflessa sulla superficie immobile dell'acqua. La luce è ghiacciata e vivida, come in un dipinto di David Hockney, il genio inglese dell'arte contemporanea recentemente scomparso. È "The Pool", ovvero la piscina, il tema ispiratore e visivo di Pitti Uomo 110, curato da Chris Vidal Tenomaa e Tuomas Laitinen. Guardando, invece, ai protagonisti di questa edizione estiva, spicca il nome di Simone Rocha, tra i Guest Designer. Fondatrice e direttrice creativa del brand che porta il suo nome, la designer irlandese basata a Londra realizzerà a Firenze la sua prima sfilata indipendente di moda maschile. È in programma giovedì 18 giugno alle ore 17 al teatro della Pergola.
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The Pool: dal tema di Pitti Uomo 110, l'installazione centrale curata da Philéo Landowski e firmata da Pascal Hachem
