Lo stilista, con alle spalle un passato da Fendi e per oltre vent'anni alla guida della direzione creativa di Valentino - ha condiviso una sua riflessione dal suo account personale su Instagram: "La couture è un modo di pensare, una prospettiva da cui scegliere di guardare - scrive Piccioli -. È un territorio inesplorato, un ecosistema delicato in cui la cura e il legame umano sono tutto; un equilibrio mantenuto vivo da chi sceglie questo mestiere con consapevolezza. Nel corso degli anni, la mia passione per la couture ha definito chi sono, plasmando le mie scelte e i percorsi che ho intrapreso.
Ho imparato osservando, facendo e ascoltando. La couture richiede tempo e attenzione; esige convinzione e coraggio. È dove ho sempre desiderato essere, è il luogo che ho scelto di abitare. È il mio modo di intendere questa professione: non solo un look, ma un gesto; non soltanto una silhouette, ma una mano sapiente, una prospettiva e un punto di vista da cui osservare paesaggi immaginati. È una terra senza mappe e senza compromessi, un luogo di possibilità, uno spazio capace di farsi veicolo di un’espressione potentissima. Abbiamo creduto in un sogno. Era un sogno bellissimo, da condividere e in cui credere; un paesaggio immaginato proprio da quella prospettiva. Eppure, la vita è un viaggio e ogni capitolo esiste per lasciare il posto a quello successivo. Nulla finisce mai davvero; tutto si evolve. In fondo, la nostra identità e i nostri valori sono le uniche cose che possediamo realmente. Restare fedeli a quell’identità e a quei valori è l’unico modo per affrontare ciò che ci attende con grazia. C’è una frase di Pasolini che porto sempre con me: «Ti insegneranno a non splendere. E tu splendi, invece». Grazie, dunque. Per il lavoro svolto, per le mani, per il coraggio, per la cura; grazie a tutti coloro che hanno condiviso questa prospettiva e hanno camminato al mio fianco lungo questo percorso. Senza mappe e senza compromessi. Voi sapete chi siete. E, nonostante tutto, continuate a splendere. Sempre. Con affetto, Pp".