Da outsider a icona. L'estetica della stilista londinese, classe 1980, è profondamente legata alle sottoculture londinesi degli anni '80 e '90, come la musica reggae, il dancehall, l'hip-hop, il punk e la cultura rave, ereditate anche dal vissuto della sua famiglia – madre inglese e padre giamaicano – e della comunità di quartiere. Per lei si tratta di un ritorno: dal 2015 aveva lavorato infatti per tre anni in Balenciaga come consulente per la linea uomo, chiamata da Demna (oggi direttore creativo di Gucci). In precedenza, nel 2007, ha fondato a Londra il suo marchio omonimo, che porta il suo nome. "È un vero privilegio essere nominata direttrice creativa di Balenciaga, una maison dal patrimonio straordinario e dallo spirito creativo audace - ha dichiarato la stilista -. Prima di me, Balenciaga è stata plasmata da talenti creativi eccezionali. Sono determinata a onorare questa eredità e non vedo l'ora di scrivere il prossimo capitolo di questa storia ricca e meravigliosa".