IL SUCCESSO DI KEY 2026

KEY 2026 chiude "a tutta energia": presenze in crescita e più spinta internazionale

A Rimini +10% di visitatori totali e +9% di presenze estere. Superati i 1.000 espositori (320 internazionali) e 530 hosted buyer da 59 Paesi

09 Mar 2026 - 11:28
 © Ufficio stampa

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KEY – The Energy Transition Expo archivia l’edizione 2026 con numeri in aumento e un segnale chiaro: la transizione energetica, a Rimini, è ormai un appuntamento di sistema. La manifestazione di Italian Exhibition Group si è chiusa il 6 marzo alla Fiera di Rimini dopo tre giornate di incontri, business e confronto, con risultati "oltre le attese" e un rafforzamento della componente internazionale.

I numeri dell’edizione: cresce il pubblico e sale l’estero

 Il dato principale è sulle presenze: +10% di visitatori complessivi, con le presenze estere in crescita del 9% e una "forte presenza di investitori". Sul fronte espositivo, KEY conferma la crescita già annunciata: oltre 1.000 brand espositori, di cui 320 internazionali, distribuiti su 125mila metri quadrati lordi e 24 padiglioni. A consolidare l’impronta globale ci sono anche 530 hosted buyer e delegazioni da 59 Paesi, con il supporto di Agenzia ICE e MAECI. In totale, 412 giornalisti accreditati "da tutto il mondo".

Contenuti e mercato: 160 convegni e i temi che contano

 KEY 2026 ha messo in agenda 160 convegni, con un taglio dichiarato di "alta qualità e rigore scientifico". I temi ricorrenti, emersi anche nel confronto con associazioni e industria, sono quelli che oggi fanno la differenza tra ambizione e cantieri: efficienza energetica come leva per decarbonizzare, storage e soprattutto Intelligenza Artificiale applicata alla gestione del sistema elettrico. L’IA viene indicata come strumento per ottimizzare reti, prevedere la produzione da rinnovabili e gestire flussi energetici in tempo reale.

Finanza e bancabilità: il passaggio decisivo per accelerare

 Un altro asse forte è stato quello tra innovazione tecnologica e finanza: l’obiettivo dichiarato è favorire il dialogo tra ingegneri, sviluppatori, investitori e istituzioni per rendere i progetti bancabili, ridurne il rischio e velocizzarne la realizzazione. Tra le richieste emerse: maggiore flessibilità della rete e regole certe che favoriscano investimenti e competitività. Ampio spazio anche ai nuovi modelli di investimento e agli strumenti citati come utili a controllare i costi dell’energia: nuove forme di finanziamento, green bond, obbligazioni per progetti sostenibili e modelli partecipativi che coinvolgono cittadini, imprese e comunità.

Africa Investment HUB, Innovation District e green jobs

 La fiera ha spinto anche sulla cooperazione internazionale, con un focus specifico sul continente africano nella nuova area Africa Investment HUB. Sul fronte innovazione e competenze, l’Innovation District ha ospitato 32 start-up e PMI innovative e l’iniziativa Green Jobs&Skills, pensata per avvicinare domanda e offerta di lavoro nella sostenibilità. Il Premio Innovation Lorenzo Cagnoni è stato consegnato a sette start-up e a sette aziende espositrici, una per ogni categoria merceologica.

DPE e KEY CHOICE: il "sistema" oltre la fiera

 In contemporanea si è svolta anche DPE – International Electricity Expo, dedicata a generazione, trasmissione, distribuzione, sicurezza e automazione elettrica, organizzata con le associazioni di riferimento del settore. E prima dell’apertura di KEY, il 3 marzo al Palacongressi, spazio anche a KEY CHOICE – Unlock the future of PPA, evento B2B dedicato ai Power Purchase Agreement e organizzato con Elemens.