TRANSIZIONE ENERGETICA

Innovazione, cantieri e nuove filiere: a KEY 2026 la transizione energetica entra nella fase più concreta

Dal Premio Innovation Lorenzo Cagnoni ai focus su costruzioni, rinnovabili, efficienza e cooperazione internazionale: a Rimini la transizione si misura su progetti, tecnologie e capacità di scala

06 Mar 2026 - 14:50
 © Ufficio stampa

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A KEY 2026 la transizione energetica si racconta sempre meno come obiettivo teorico e sempre più come una partita industriale fatta di tecnologie, cantieri, filiere e capacità di esecuzione. È il filo che unisce i contenuti emersi a Rimini nella seconda giornata della manifestazione: dall’innovazione premiata con il Premio "Lorenzo Cagnoni" fino ai confronti su rinnovabili, costruzioni, finanza, efficienza e cooperazione internazionale.

Premio Innovation: sette aziende e sette start-up

 Uno dei momenti simbolici è stata la consegna del Premio Innovation Lorenzo Cagnoni, dedicato alle soluzioni più avanzate per la transizione energetica. A essere premiate sono state sette aziende espositrici e sette start-up dell’Innovation District, una per ciascuno dei sette settori merceologici della fiera: solare, eolico, idrogeno, efficienza energetica, energy storage, e-mobility e Sustainable City.

Tra le aziende riconosciute figurano IGreen System, Meteodyn, Clivet, CRRC Zhuzhou Institute, Alperia Green Future, Dragone Energy ed ENEA. Sul fronte start-up, i premi sono andati a Taleta, Northernlight, I-Tes, CO2CO, AI-Cure, Powandgo ed Enercade. Un passaggio che conferma la direzione della fiera: accendere un faro non solo sui grandi player, ma anche sulle realtà più giovani e sulle tecnologie emergenti.

Costruzioni, rinnovabili e finanza: il nodo della competitività

 Un altro tema forte ha riguardato la filiera delle costruzioni, al centro della presentazione del "Rapporto sullo stato della sostenibilità energetica nella filiera delle costruzioni". Il dato da cui si parte è netto: l’ambiente costruito è responsabile di circa il 40% dei consumi energetici finali in Europa e di oltre il 35% delle emissioni di CO₂. In Italia, l’impatto della filiera può arrivare fino al 40% delle emissioni complessive nazionali. In questo quadro, la transizione del settore edilizio non viene letta solo come una necessità ambientale, ma come una scelta industriale che tocca competitività, sicurezza energetica e resilienza economica.

Sul fronte rinnovabili, il focus "EPC e Finanza: la nuova fase delle rinnovabili" ha riportato al centro un altro nodo molto concreto: non basta autorizzare, bisogna realizzare e finanziare. Nel 2025, secondo i dati citati nel convegno, il mercato italiano ha registrato progetti autorizzati pari a 9,5 GW nel fotovoltaico e 1,5 GW nell’eolico. La discussione si è concentrata su bancabilità, flessibilità creditizia, regole di mercato e difficoltà di costruzione, cioè sui fattori che decidono se un progetto resta sulla carta o diventa impianto.

Efficienza, cooperazione e nuove alleanze

 A KEY si è parlato anche di integrazione tra efficienza energetica e fonti rinnovabili, con la presentazione dello studio AGICI dedicato al ruolo dell’efficienza nel percorso di decarbonizzazione italiana. Il messaggio emerso è chiaro: la transizione può seguire una traiettoria lenta, che si limita a ridurre gradualmente le emissioni, oppure una trasformazione più profonda, che mette insieme efficienza e rinnovabili in modo strutturale.

Infine, il capitolo internazionale. L’evento curato da MASE, UNDP e UNEP ha acceso i riflettori sugli strumenti di cooperazione come Mission Innovation, 3DEN ed EPIC, indicati come leve per integrare le rinnovabili, sostenere la decarbonizzazione e promuovere soluzioni scalabili anche in sinergia con il Piano Mattei. Un segnale chiaro: la transizione energetica, oggi, si gioca sempre più su alleanze, tecnologie e capacità di trasformare il potenziale in progetti concreti.