Addio alle "case fantasma": l'Agenzia delle Entrate sta inviando (o ha già inviato) circa 20mila lettere di conformità ai proprietari di immobili non dichiarati al Catasto, scovate grazie all'intelligenza artificiale e alle ultime tecnologie, che incrociano foto aeree e mappe catastali. Lo scopo è uno: portare i contribuenti a dichiarare l’esistenza di fabbricati non presenti nei registri.
Chi rischia
A finire nel mirino del fisco non sono soltanto questi ultimi, ma anche altre variazioni minori delle mappe catastali rimaste fuori dagli archivi pubblici: un piano in più non denunciato, una mansarda trasformata in abitazione, la costruzione di garage o depositi. L’irregolarità può riguardare anche modifiche della consistenza dell’immobile o cambi di destinazione d’uso mai comunicati. L'obiettivo dell'Agenzia delle Entrate, che porta avanti questa campagna dall'inizio del 2025, è appunto quello di aggiornare gli archivi statali con tutte queste "novità" non ancora dichiarate.
Come si è svolta l'analisi
Fondamentale per scovare le anomalie è stata la fotointerpretazione delle cosiddette "orto foto": gli uffici dell’amministrazione finanziaria indagano sulla cartografia catastale sovrapposta alle immagini aeree rese disponibili dall’Agenzia per le erogazioni in agricoltura. Le analisi, durate pochi mesi, hanno già portato a un primo risultato, non lontano da quello definitivo: stando a quanto riporta il Dpfp, il lavoro è stato completato sui territori di 95 province e già avviato in altre quattro. Il 96% del territorio nazionale è già coperto ed entro la fine dell’anno si arriverà alla ricognizione di tutto il Paese.
A chi arriveranno le lettere
Il fisco invierà le prime 20mila segnalazioni ai proprietari di immobili in cui le irregolarità sono maggiormente evidenti, ovvero a chi possiede le cosiddette "case fantasma" (fabbricati mai dichiarati al Catasto). Ma l'Agenzia delle Entrate è pronta anche ad avviare verifiche sulle infrazioni catastali degli immobili oggetto di ristrutturazioni agevolate con i bonus edilizi: per circa 21.600 di questi, nel secondo trimestre del 2026, sono già state inviate lettere di invito alla compliance.
