Intesa Sanpaolo, avanti tutta su Mps: 3,8 miliardi cash per l'Opas sull'istituto senese
A comunicarlo in una nota è la stessa banca. In caso di prosecuzione dell'Offerta, il controvalore monetario complessivo salirebbe dunque a 31,4 miliardi di euro (di cui 27,6 miliardi in azioni e il restante in denaro)
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In caso di prosecuzione dell'Opas (Offerta pubblica di acquisto e scambio) su Monte dei Paschi di Siena, Intesa Sanpaolo intende incrementare la componente in denaro di 25 centesimi di euro per azione Mps, a patto che l'assemblea del 29 ottobre non dia l'ok all'offerta lanciata da Luigi Lovaglio, amministratore delegato dell'istituto senese, su Banco Bpm e Banca Generali. A renderlo noto la stessa Intesa al termine del Consiglio d'amministrazione straordinario. In caso di adesione totalitaria all'Opas, il controvalore monetario complessivo dell'Offerta sarà dunque pari a 31,4 miliardi di euro, di cui 27,6 miliardi di euro quanto al corrispettivo in azioni e 3,8 miliardi di euro quanto al corrispettivo in denaro (cash).
La nota di Intesa
L'8 giugno, Intesa aveva annunciato un'operazione da 30,6 miliardi su Mps. L'offerta prevedeva 16 azioni di Ca' de Sass ogni dieci di Siena, più un euro in contanti per ciascuna azione della banca senese. Il progetto annunciato da Mps non offre alcun "premio, ma è a sconto per gli azionisti delle società target e configura una struttura complessa caratterizzata da elementi di incertezza, sinergie sfidanti e rischi di esecuzione", scrive Intesa. L'Opas di Intesa Sanpaolo genera in maniera certa un "valore significativo, immediato e sostenibile per gli azionisti di Mps e valorizza Siena", si legge. Il rapporto di cambio annunciato da Intesa a giugno verrà "adeguato nel caso di distribuzione dell'acconto sul dividendo 2026 da parte di Ca' de Sass".
E sulla fusione con Mediobanca...
Ca' de Sass ha anche espresso l'auspicio che gli azionisti di Mps non approvino la fusione con Mediobanca il 29 ottobre, ma che questo avvenga "successivamente all'Opas da parte del management di Intesa", per minimizzare il "rischio di ripercussioni negative nelle attività di integrazione informatica e operativa dei sistemi e di evitare il rischio di duplicazione di costi". Se l'assemblea Mps non dovesse approvare la fusione con Mediobanca, Intesa ha dichiarato di rinunciare alla condizione di efficacia, con la conseguenza che l'Opas non potrà venir meno per effetto della mancata approvazione di tale fusione.
