Mps annuncia il lancio di due offerte pubbliche di scambio volontarie, contestuali e parallele, interamente in azioni, sulla totalità delle azioni ordinarie di Banco Bpm e Banca Generali per un corrispettivo complessivo di circa 34 miliardi di euro. Quella sul Banco, si legge in una nota, avrà un controvalore di circa 25,3 miliardi e quella su Banca Generali di circa 8,72 miliardi.
Le offerte, continua la nota, puntano a "creare un nuovo campione nazionale di riferimento, con competenze distintive e complementari nel banking, nell'advisory e nel wealth management". Si tratta, si legge ancora, di "un progetto industriale di rilevanza sistemica volto a costituire un gruppo finanziario italiano più forte, più competitivo e più resiliente, con oltre euro 810 miliardi in total financial assets" e che mira a "rafforzare il quadro competitivo del settore, sostenere il credito all'economia reale, valorizzare il risparmio di lungo termine e contribuire alla crescita del sistema Italia".
Il gruppo allargato "diventerebbe il terzo gruppo bancario italiano per totale attivo, con un bilancio pro forma pari a circa 466 miliardi di euro, impieghi alla clientela pari a 245 miliardi di euro, raccolta diretta pari a 315 miliardi di euro e total financial assets pari a 810 miliardi di euro, sulla base dei dati al 31 dicembre 2025", si legge ancora nella nota. Il progetto industriale proposto da Mps "deve essere considerato coerente con la direzione strategica delineata da Banco Bpm nella lettera del 7 giugno 2026", in cui la banca milanese proponeva una fusione alla pari, spiega Mps, "in quanto volto a dare attuazione a un piano condiviso finalizzato a valorizzare le complementarità tra gli istituti coinvolti e a rafforzarne il posizionamento competitivo nell'interesse di tutti gli stakeholder", secondo il Monte.
L'offerta di scambio di Mps su Banca Generali prevede un rapporto di cambio di 6,958 nuove azioni del Monte per ciascuna azione Banca Generali, con un premio del 10% sui prezzi ufficiali dello scorso 19 agosto. Per quanto riguarda Bpm, si legge in una nota, la combinazione sarà "tra pari a valori di mercato", dunque senza alcun premio, con 1,567 nuove azioni Mps in cambio di ogni titolo del Banco. "L'aggregazione con Banca Generali rappresenta un primo passo verso un più ampio programma di collaborazione industriale con il Gruppo Generali, finalizzato allo sviluppo di nuove opportunità di crescita in aree di business strategicamente rilevanti per entrambe le istituzioni", continua la nota di Mps.
Il piano messo a punto da Mps per fronteggiare l'opas di Intesa prevede anche la "distribuzione di 4 miliardi di euro a favore degli azionisti Mps" da corrispondere "in parte in cassa", con un miliardo di euro, "e in parte in azioni Generali", per "3 miliardi di euro", somma che corrisponde "a circa il 4,5% del capitale sociale" del Leone "agli attuali corsi di mercato". Il dividendo straordinario è pari a 1,208 euro per azione Mps, di cui 0,302 euro in denaro ed 0,906 euro mediante assegnazione di un numero di azioni Assicurazioni Generali da determinarsi sulla base del prezzo ufficiale rilevato su Euronext Milan alla relativa record date. Al pari delle offerte su Banco Bpm e Banca Generali la distribuzione del dividendo straordinario sarà subordinata al via libera dell'assemblea dei soci. Mps prevede che le offerte generino "un significativo miglioramento della profittabilità e dell'efficienza operativa" con la distribuzione di 15 miliardi di euro di dividendi nel periodo 2026-2030, a cui va aggiunto il dividendo straordinario di 4 miliardi riservato agli attuali soci del Monte, con un pay-out ratio atteso del 100%. Il ritorno sul patrimonio netto tangibile medio, si legge in una nota, è previsto crescere da circa il 13% nel 2025 a oltre il 19% nel 2029, mentre la crescita dell'utile per azione al 2028 è stimata all'11%, tenuto conto del pieno realizzo delle sinergie attese.
Le operazioni con Banco Bpm e Banca Generali genereranno sinergie prima delle tasse a regime per circa 2,6 miliardi di euro annui, di cui circa euro 0,8 miliardi dall'integrazione di Mediobanca. Mps prevede che le offerte di scambio su Banca Generali e Banco Bpm si chiudano "entro metà febbraio 2027" subordinatamente "all'ottenimento delle autorizzazioni regolamentari". L'efficacia delle offerte è condizionata, tra le altre cose, "al raggiungimento di un livello minimo di adesioni" pari al 50% del capitale più un'azione. L'applicazione della passivity rule richiederà inoltre il via libera dell'assemblea dei soci del Monte, convocata il 29 ottobre. In caso di adesione integrale alle offerte di scambio, si legge ancora nella nota di Mps, e tenendo conto della fusione di Mediobanca nel Monte, gli attuali azionisti dell'istituto senese deterranno circa il 50,1% del gruppo combinato, gli azionisti Banco Bpm circa il 37,2% e gli azionisti Banca Generali circa il 12,7%.
Giovedì il Consiglio di amministrazione di Monte dei Paschi di Siena aveva approvato il piano sottoposto dall'amministratore delegato, Luigi Lovaglio, di promuovere due offerte di scambio separate su Banco Bpm e Banca Generali, nel tentativo di costruire un'alternativa industriale all'offerta di Intesa Sanpaolo per il Monte.
