La minaccia del super El Niño per l'autunno
Il riscaldamento globale alimenta il rischio di fenomeni devastanti
di Redazione E-Planet© Getty
Ci dobbiamo preparare a fare i conti con El Niño nei prossimi mesi? La US National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) ha fatto sapere che esiste un'alta probabilità, almeno oltre il 60%, che il fenomeno possa in effetti presentarsi. Secondo gli esperti, potrebbe coincidere con l'arrivo della prossima estate oppure slittare anche più avanti.
© Getty
“Se El Niño dovesse formarsi, l’intensità potenziale resta molto incerta, con una probabilità su tre che l’episodio sia ‘forte’ tra ottobre e dicembre 2026”. Altre fonti confermano questa ipotesi spingendosi a parlare di una probabilità del 75% di un super El Niño entro ottobre, con alcuni scenari che suggeriscono l'evento più intenso da oltre un secolo. Ciò comporterebbe impatti meteorologici di vasta portata che durerebbero fino al 2027.
Il clima globale, dunque, starebbe preparandosi ad uno scossone significativo. I segnali che El Niño possa ripresentarsi sono le ingenti quantità di calore presenti al momento negli strati sub-superficiali dell'oceano e l’indebolimento atteso dei venti alisei nei bassi strati dell’atmosfera. Questo fenomeno ciclico di riscaldamento delle Acque del Pacifico che viene accompagnato da eventi meteorologici estremi si manifesta solitamente con una cadenza che va dai due ai sette anni.
Leggi anche
"Sarebbe un po’ sorprendente avere un “El Niño” così presto dopo l’episodio di intensità moderatamente forte relativo al 2023-2024. Ci vuole tempo per ricaricare la ‘batteria’ di calore nel Pacifico orientale, ma forse il riscaldamento di origine antropica sta riducendo il tempo necessario per ricaricarla”, hanno riferito i ricercatori. Lo studio, pubblicato a marzo, aggiunge che, sebbene intensità e frequenza di El Niño siano aspetti importanti – in particolare per capire se siano modificati dal riscaldamento globale –, il tema più rilevante è la “straordinaria, e tuttora in corso, accelerazione del riscaldamento della superficie oceanica”.
© Getty
Dunque il cambiamento climatico, responsabile di un riscaldamento anomalo dell'acqua dell'oceano, causerebbe l'anticipo di El Niño sui tempi previsti e addirittura una sua versione super (nonostante non sia una categoria scientifica ufficiale). Perché si possa formare il fenomeno la temperatura superficiale mensile del mare nel Pacifico tropicale centrale e orientale deve aumentare di almeno +0,5 °C rispetto alla norma. Una temperatura superficiale del mare maggiore o uguale a 1 °C e fino a 1,4 °C definisce un El Niño “moderato”, mentre un El Niño “forte” si verifica quando il valore massimo è almeno 1,5 °C. Un “Super El Niño” implica quindi che si verificherà un El Niño forte – ma non tutti concordano sul fatto che questo scenario si materializzerà davvero. Non ci resta che aspettare.
