MAL'ARIA DI CITTÀ 2026

Tira ancora una brutta aria

Le città italiane sono un po' meno inquinate ma lontane dai limiti europei

di Redazione E-Planet
01 Apr 2026 - 11:46
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Va un po' meglio ma siamo ancora lontani dai severi limiti europei previsti per il 2030: l'inquinamento atmosferico in Italia mostra segnali di un lento miglioramento nei primi mesi del 2026, tuttavia la strada è ancora lunga e la Pianura Padana si conferma l'area più critica.

Secondo il nuovo rapporto di Legambiente "Mal'aria di città 2026", il numero di città italiane fuorilegge per le polveri sottili (PM10) è diminuito, con 13 capoluoghi che hanno superato i limiti giornalieri nel 2025, un numero inferiore rispetto agli anni precedenti. Sebbene ci siano stati meno sforamenti, il ritmo di riduzione dello smog è giudicato comunque troppo lento per allinearsi agli obiettivi europei di lungo periodo.

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I problemi maggiori si registrano in Pianura Padana che, a causa delle sue caratteristiche orografiche e dell'elevata densità di attività (traffico, riscaldamento, allevamenti intensivi), rimane una delle zone più inquinate d'Europa. Città come Milano, Torino, Bergamo e Brescia registrano spesso concentrazioni elevate di inquinanti durante i mesi invernali. 

La nuova direttiva europea sulla qualità dell'aria (da recepire entro fine 2026) imporrà limiti molto più stringenti, con l'obiettivo di dimezzare i valori attuali entro il 2030. Secondo le stime basate sui dati attuali, se le regole europee del 2030 fossero applicate oggi, oltre il 50-70% delle città italiane sarebbe fuori norma. Per le aree particolarmente difficili come la Pianura Padana, sono state concesse deroghe, ma la pressione per ridurre le emissioni attraverso il potenziamento del trasporto pubblico, l'elettrificazione e zone a zero emissioni è altissima. 

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Sassari è stata segnalata nel 2025 come una delle città con la migliore qualità dell'aria in Italia. Al contrario, molte città del Nord, tra cui spesso Padova, Milano e Torino, faticano a rientrare nei parametri, nonostante i blocchi del traffico previsti dai vari piani antismog regionali. La necessità di interventi strutturali a livello regionale e nazionale è considerata prioritaria per evitare sanzioni europee e tutelare la salute pubblica.