TRA PASSATO E FUTURO

Le miniere che conservano la memoria della Lombardia

In Val Camonica è nata la Cooperativa Ferrominers, che ha creato un percorso turistico all’interno di una miniera dismessa

di Marco Vassallo
30 Mar 2026 - 18:04
 © Facebook

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Può una vecchia miniera raccontare la storia di un territorio? Sta succedendo a Malonno, in Val Camonica. Qui un gruppo di appassionati ha creato un percorso turistico nella miniera Ferromin, per ricordare il passato di un paese incastonato nelle montagne.

- È vero che i tuoi avi lavoravano proprio in questa miniera?

Stefano Morandi, Cooperativa Ferrominers: “Sì, mio nonno ha lavorato in questa miniera attorno agli anni ‘50, per estrarre principalmente la siderite, che era questo minerale di ferro, chiamato addirittura l'oro di Malonno. Tutta la Val Camonica - ma principalmente Malonno - ha sul suo territorio queste antiche miniere che sono state fondamento di guadagno per le famiglie”. 

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Abbiamo dei documenti che attestano la storia dell'estrazione mineraria malonnese addirittura nel 1400. Il nostro scopo principale è quello di portare le persone dentro questo sito e far vivere loro la nostra passione, far vivere loro anche l'emozione dei racconti delle nostre nonne”.

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Giorgio Maione, Assessore Ambiente e Clima Regione Lombardia:La Lombardia è stata fatta da mani che hanno scavato, forgiato e costruito. Questa che era una volta un'area dismessa, quindi un'area inutile, persa, è diventata - grazie alla scelta lungimirante di Regione Lombardia - un luogo dove si può rilanciare un territorio. Lo si può rilanciare dal punto di vista della ricostruzione della propria storia, della propria identità e non solo di quel turismo lento che oggi è tanto considerato fondamentale per la crescita di un territorio”.

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Abbiamo ben 15 miniere visitabili in Lombardia. La riscoperta del proprio passato è una leva importante per far sì che le persone si riconoscano nel nell'immagine della propria comunità”.

- Ma com'era la vita dei minatori?

Stefano Morandi, Cooperativa Ferrominers: “Era veramente dura, il minatore doveva portare a casa il pane per la propria famiglia. Questa miniera attualmente è stata recuperata per circa un 10% delle sue potenzialità e attualmente il percorso visitabile si aggira attorno ad 1,5 km”.

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- Che cosa si può vedere esattamente qui?

All'interno del nostro parco minerario possiamo notare le bellezze che madre natura sviluppa all'interno del sotterraneo, quindi queste concrezioni bianche di carbonato di calcio, stalattiti e le pisoliti, simili a piccoli confetti". 

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- Ma ci sono anche le tracce di chi è passato da qui.

I minatori portavano da casa il proprio pranzo all'interno della classica gavetta militare d'alluminio. Poggiavano questa gavetta sopra la lampada e così scaldavano il proprio pranzo sopra la fiamma dell’acetilene”.

- Lungo questi cunicoli abbiamo visto tanti attrezzi del passato, ma anche tanti tesori geologici. Questo percorso ha una natura essenzialmente didattica?

Federico Titola, Cooperativa Ferrominers: “È pensato per famiglie, per appassionati di montagna e anche ovviamente per le scolaresche. Abbiamo attivato il percorso della visita turistica classica, ma gli altri progetti che vorremmo attivare, soprattutto con l'università, sono dei campus dal punto di vista geologico, dal punto di vista speleologico, perché all'interno ci sono tante potenzialità. Vogliamo che la miniera diventi un volano per tutto il territorio e quindi insieme a noi possa crescere anche il territorio stesso”.

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