Linguaggio del corpo: dimmi come cammini e ti dirò chi sei e come stai
L’andatura non mente: anche senza guardare in faccia una persona, il passo ci rivela molto di chi abbiamo di fronte
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Il linguaggio del copro non mente mai e rivela chi siamo, anche al di là di quel che vorremmo. Così come arricciare il naso o stringere le labbra sono espressioni che rivelano disapprovazione e il contatto visivo costante dimostra interesse, l’andatura che teniamo nel camminare, la postura della schiena e il modo in cui facciamo oscillare le braccia sono un vero e proprio identikit del nostro stato d’animo, senza bisogno di profferire parola e senza neppure mostrare l’espressione del volto.
L’INTERESSE DELLA SCIENZA – Comprendere le persone senza bisogno che queste si esprimano a parole, anche al di là di quanto vorrebbero trasmetterci, è sempre stato un argomento a cui la scienza ha dedicato grande interesse. Leggere il linguaggio del corpo significa comprendere le reali intenzioni e i veri pensieri di un interlocutore: il corpo, infatti, non mente, al contrario di quanto possa avvenire a parole, perché i suoi segnali sono in larga misura involontari e, proprio per questo, molto difficili da controllare. Saper leggere il significato della postura, del movimento delle mani e degli occhi è un argomento a cui si è interessata la psicologia comportamentale con numerosi lavorii dedicati proprio a questo argomento. Uno studio condotto dal Dipartimento di Psicologia della University of British Columbia a Vancouver, in Canada, ad esempio, ha dimostrato che il linguaggio del corpo nasce con noi e precede sia l’utilizzo della lingua che le espressioni del volto. Secondo questa ricerca, infatti, anche i soggetti che nascono non vedenti sono in grado di eseguire le stesse espressioni corporali di quelli che possono vedere: ne sono testimonianza le manifestazioni di esultanza o di delusione di alcuni atleti paralimpici non vedenti dalla nascita, uguali a quelli dei loro colleghi vedenti: questo sarebbe il segno che il linguaggio del corpo è intrinseco nel nostro cervello e presente già al momento della nascita.
IL LINGUAGGIO DEI NOSTRI PASSI – Altri studi hanno dimostrato che la posizione che si adotta nel camminare, in particolare la postura della schiena, l’ampiezza della falcata e dell'oscillazione di gambe e braccia, sono rivelatrici dello stato d'animo: forniscono quindi un altro repertorio di segnali attraverso i quali comprendere la natura e le intenzioni della persona che ci troviamo di fronte. Ad esempio, un passo veloce e deciso indica la determinazione e la fiducia in se stessi che spesso contraddistinguono i leader. Una camminata lenta o incerta, al contrario può segnalare insicurezza, mentre braccia conserte e postura chiusa indicano diffidenza o bisogno di protezione. Analizzando i principali tipi di camminata e il loro significato, ad esempio, possiamo capire che:
- un passo deciso e una buona velocità sono di solito segni di sicurezza, determinazione, orientamento all'azione. In particolare, la velocità può essere sinonimo di energia, ma, in alcune situazioni, anche di desiderio di allontanarsi al più presto, esprimendo l’esatto contrario, ovvero ansia, stress e volontà di concludere in fretta. Per interpretare correttamente il segnale, occorre collocarlo nel contesto della situazione, osservando ad esempio l’oscillazione delle braccia, che nelle persone sicure di sé è ampia ma non troppo, e l’appoggio dei piedi: chi è certo di sé cammina con un appoggio forte del tallone, mentre i timidi tendono a camminare con passo felpato e in punta di piedi.
- Testa in avanti e sguardo basso sono segnali di cautela, prudenza e timidezza.
- Camminare a testa alta e con incedere sicuro esprime capacità di leadership e fiducia nel futuro.
- Passo con petto aperto e spalle indietro sono indici di ambizione, fiducia in se stessi e desiderio di farsi notare.
- Camminare con mani in tasca o braccia conserte suggerisce chiusura, bisogno di protezione o il desiderio di non rivelare i propri pensieri.
- Dondolarsi o camminare avanti e indietro sono spesso segnale di nervosismo, agitazione o di incapacità di prendere una decisione.
- Un passo leggero e fluido indica eleganza e armonia interiore.
MENTIRE CON I PIEDI È PARTICOLARMENTE DIFFICILE - Mentre è possibile imparare a gestire il proprio linguaggio corporeo, almeno entro certi limiti e per breve tempo, è particolarmente difficile tenere sotto controllo il comportamento dell’andatura per lunghi intervalli temporali. La possibilità di leggere i segnali trasmessi dal modo di incedere è stato oggetto di studio di un team di ricercatori giapponesi, i quali hanno chiesto ad alcuni volontari di rivivere mentalmente alcuni momenti della loro vita in cui avevano provato rabbia, felicità, tristezza o paura, e di camminare con questi pensieri nella mente. I volontari indossavano particolari tute con marcatori riflettenti, grazie ai quali i loro movimenti sono stati catturati e filmati con la tecnica del "motion capture", in cui i “camminatori” erano tracciati da puntini luminosi su uno sfondo buio che non lasciava intravedere nient'altro. I video ottenuti in questo modo sono poi stati mostrati ad altri volontari, i quali sono riusciti a riconoscere le diverse emozioni con buona percentuale di successo. Gli scienziati hanno poi manipolato alcuni di questi filmati in modo da accentuare o diminuire artificialmente le oscillazioni di gambe e braccia, confermando i risultati del test precedente: i movimenti più marcati sono stati interpretati come espressioni di aggressività, quelli più deboli come indice di tristezza o paura. In questo modo, è stato possibile capire che era proprio l'ampiezza dei movimenti degli arti a trasmettere lo stato emotivo dei partecipanti. Insomma, a quanto pare, chi vuole mentire ormai non ha più scampo: se vogliamo nascondere le mostre vere emozioni e sensazioni, non ci resta che restare fermi, possibilmente da seduti e nascondendo i piedi sotto il tavolo: sembra che proprio le estremità inferiori siano le più incapaci di bugie.
