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Strategie per gestire i pensieri che mettono ansia

La soluzione non è allontanare, ma affrontare

Strategie per gestire i pensieri che mettono ansia

Abbiamo tutti senso di ansia o angoscia, persino i bambini. I piccoli, infatti, non sono privi di sentimenti profondi, anche se spesso non ce ne rendiamo conto: al contrario sono esseri complessi e possono nutrire paure ancestrali che è bene ascoltare. Soprattutto quando si entra nell'entra nell'età adulta i problemi si moltiplicano, con un inevitabile carico in termini emotivi, per questo è importare capire come imparare a nuotare nell'oceano della nostra mente senza affogare.

Credere che gli altri siano più sereni di noi è un'espressione comune, ma non ha niente a che vedere con la realtà, perché anche la persona più rilassata a felice possiede, o nasconde, abissi che in realtà costituiscono un patrimonio dell'intero genere umano. Questa è un'ottima base di partenza per considerare se stessi e gli altri con più tranquillità e senso critico.

Prendi contatto con le tue emozioni. Talvolta un'educazione eccessivamente rigida porta a grandi difficoltà nell'esprimere bisogni, timore, ansie. Soprattutto il sesso maschile è vittima di una violenza secolare che impone agli uomini di dover essere forti in qualsiasi situazione, evitare di lasciar trapelare ogni sfumatura di debolezza, con conseguenze devastanti sia per chi si trova a avere uno scrigno esplosivo denso di sensazioni inespresse, sia per le persone con cui si condivide la vita.

Anche gli uomini possono piangere, evviva. L'autentica rivoluzione è avere il coraggio di liberare le nostre emozioni: rabbia e paura corrodono solo quando sono lasciate prigioniere della nostra interiorità. Impara a creare spazi protetti dove ritrovare la connessione con le tue emozioni profonde: può essere la casa quando è vuota e ci sei solo tu, un giardino o un luogo che riesce a farti sicuro e in pace, un bosco o il mare, per qualcuno persino una sauna. L'importante è sapere che in quello spazio puoi sentirti in totale sicurezza, così da aver accesso all'ansia e poter piangere, urlare, sfogarti in totale libertà, senza che nessuno ti giudichi. Con il pensiero, anche nelle situazioni difficili della vita quotidiana, potrai tornare a quel luogo ogni volta che ne avrai bisogno: immediatamente percepirai più forza e energia dentro di te. Cstituirà un'immagine di pace e sarà uno spazio di libertà in cui sapere di poter tornare quando hai bisogno di vedere le tue fragilità e trovare la connessione con te stesso.

Secondo lo psicologo Rick Hanson, autore del libro Hardwiring Happiness: The New Brain Science of Contentment,Calm and Confidence, il cervello umano ha una naturale inclinazione verso la negatività. È pur vero che per secoli abbiamo dovuto combattere per la nostra sopravvivenza e, ancora oggi seppur in maniera diversa, la vita è una lotta e contraddistingue una sfida continua. Più ti aspetti di incontrare qualcosa, più tenderai a trovare evidenza negli eventi che succedono, per questo quando ci accorgiamo di eccedere con il senso di pessimismo e uno sguardo eccessivamente preoccupato sulle cose è importante dare un taglio ai pensieri e focalizzare la mente su qualcosa di differente.

Riflettere e considerare le possibili conseguenze delle cose è importante, ma lasciarsi trascinare in un vortice di pensieri negativi è ben diverso: nessuno può sapere come andranno le cose, dunque impara a affidarti al flusso vitale e ripetiti, anche nei momenti in cui tendi a analizzare tutto con la mente "non puoi sapere come andrà". Mentre lo ripeti respira profondamente: numerose ricerche in ambito psicologico hanno dimostrato che parlare a noi stessi attraverso affermazioni positive aiuta il cambiamento.

Ricorda che non si nasce coraggiosi, privi di paure o capaci di osare, ma usare i pensieri per costruire più forza in noi stessi è possibile. Tutti abbiamo esperienze dolorose, eppure confrontando il pensiero delle persone pessimiste con chi si mostra più ottimista, spesso si scopre che i primi sono semplicemente focalizzati su quanto è loro successo di negativo, mentre i secondi cercano di imparare anche dagli eventi problematici e puntare a ciò che è costruttivo.