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Silvia Carrara: "La combinazione di visioni e approcci diversi produce sempre innovazione e ricchezza"

Silvia Carrara, partner di Mazars Italia, si racconta ai lettori di Tgcom24

Amante del lavoro di squadra e convinta sostenitrice dei team integrati, anche dal punto di vista del genere, Silvia Carrara si batte da sempre per supportare le donne nel loro percorso di crescita professionale e per favorire una maggiore presenza femminile nelle posizioni apicali delle aziende.  

Silvia Carrara, partner di Mazars Italia

Silvia, hai un ruolo di grande importanza in Mazars e ti occupi anche in prima persona di progetti legati alla valorizzazione delle donne in ambito professionale.
Ho sempre lavorato nel settore finanziario, un mondo connotato da una presenza prevalentemente maschile. Nel corso degli anni ho conosciuto moltissime donne brave, preparate e capaci che tuttavia non ricoprivano le posizioni che avrebbero meritato, sempre almeno un gradino in meno rispetto ai colleghi maschi, sia per retaggio culturale o per prassi acquisita. Quando nel 1990 a 23 anni ho iniziato a lavorare in una delle maggiori società di revisione nessuna donna era nel ruolo apicale di “partner” e solo diversi anni dopo si è assistito ad una prima evoluzione in questa direzione, certo in misura molto timida, quasi con il contagocce. Ancora oggi sui tavoli che contano la presenza femminile è decisamente minoritaria e quella che c’è non sempre sembra godere dell'attenzione che merita. Trovo che tutto questo non sia corretto: io non amo le ingiustizie da sempre e quindi non posso che combattere questo atteggiamento, a maggior ragione visto che ho una figlia di 23 anni che tra poco affronterà il mondo del lavoro e a cui vorrei poter offrire una realtà migliore di quella attuale, o almeno provarci. 

 

Non solo il tema della parità, so che anche inclusione e diversità sono temi a te cari.
Si certo. Sono assolutamente convinta che la diversità sia una ricchezza e che vadano valorizzate le inclinazioni e i talenti di ciascuno. E per riconoscere a tutti il giusto valore credo che il punto di partenza sia la capacità di saper accogliere ciò che viene chiamato diverso, allenare la nostra intelligenza emotiva affinché sia in grado di farlo, oltre a una buona comunicazione e condivisione. Ritengo che la comunicazione, infatti, sia fondamentale per creare un circolo virtuoso in ambito aziendale, così come in famiglia, nella società e perfino nella scuola, che dovrebbe aiutare i giovani a far emergere le loro abilità rafforzandone le competenze e puntando sulla diversità invece che sull’omologazione. 

 

Mi piacerebbe saperne di più sulle attività che hai promosso in Mazars proprio in questo ambito.
Molti sono i progetti che mi stanno a cuore e di cui sono stata promotrice: primo fra tutti, il gruppo Gender Diversity Commitee, formato dalle partner donne e dalle senior manager di Mazars, il cui obiettivo è assistere e supportare le donne nel loro percorso di crescita per favorire una maggiore presenza femminile nelle posizioni apicali di Mazars in Italia. Sempre in questa direzione si iscrive la mia partecipazione all’iniziativa “Mentorship” promossa dalla Camera di Commercio francese, di cui Mazars è sponsor, progetto molto stimolante che aiuta il mondo femminile a trovare l’approccio migliore per esprimere le proprie potenzialità caratteristiche professionali. E’ stata un’esperienza che mi ha arricchito molto dal punto di vista umano e professionale, che ho avuto il piacere di condividere con le colleghe di Mazars: due anni fa, infatti, ho fatto da apripista e poi ho passato con piacere il testimone ad altre colleghe. Inoltre, direi che in generale sono una grande fan del lavoro di squadra e che amo soprattutto i team integrati, anche dal punto di vista del genere, perché penso che abbiano una marcia in più. Credo che la combinazione di visioni e approcci diversi produca sempre innovazione e ricchezza. 

 

Flessibilità è una parola d’ordine.
Proprio per il tipo di lavoro che faccio, ritengo che, pur essendo fondamentale il rispetto delle regole, occorra avere una mentalità elastica. La capacità di adattarsi alle diverse situazioni, affrontare le difficoltà e trovare le soluzioni è importantissima, soprattutto oggi in cui gli stimoli che ci si presentano sono diversi e molteplici ogni giorno. Nell’ambito delle situazioni nuove o difficili che si possono presentare, ritengo che il lavoro di squadra e la condivisione siano davvero indispensabili. La capacità di condividere, misurarsi e comprendere le esigenze dell’altro ci permette di valorizzare e offrire opportunità e soluzioni vincenti al cliente, al team e alla singola persona, aumentando così anche il clima di fiducia, dal mio punto di vista essenziale in ogni rapporto ed in qualsiasi ambito. 

 
Donne e carriera: è ancora difficile?
Purtroppo, per le donne fare carriera ancora non è facile, sui tavoli che contano la presenza femminile è ancora troppo poca; ben vengano dunque le quote rosa, se servono in qualche modo a darci accesso alle poltrone importanti. Una cosa è certa: ancora oggi affinché una donna possa occupare una posizione di rilievo, non deve essere solo semplicemente brava, ma super brava. L’aspetto positivo è che in questo momento storico c’è una forte spinta al tema della gender diversity, anche nell’ambito del più ampio tema della sostenibilità: credo sia opportuno cogliere al meglio questo stimolo, che è anche una bella sfida. 

 

Manager e mamma: come è stata la tua esperienza?
Non è mai semplice, ovviamente. Quando sono nati i miei figli, ho dovuto organizzarmi molto bene per poter affrontare entrambi i ruoli al meglio, tanto più che anche mio marito, ora ex, aveva e ha tutt'ora un incarico professionale piuttosto importante. Diciamo che la maternità richiede sicuramente una grande capacità organizzativa ed un rapporto di estrema fiducia con chi ci supporta in questa organizzazione. Anche in questo contesto il lavoro di squadra è essenziale, così come la voglia di mettersi in gioco, uscendo dalla propria zona di comfort se necessario: per esempio, il ruolo di genitore a mio avviso comporta anche un’interazione con il sistema scolastico al fine di cercare le modalità migliori per realizzare una piena collaborazione genitori-scuola, anche sotto gli aspetti di inclusione e diversità. È un impegno importante che richiede tempo ed energie, ma un’esperienza molto gratificante perché, oltre che seguire i propri figli, permette di comprendere meglio il mondo dei giovani. Un arricchimento prezioso anche in ambito lavorativo, dove occorre che vi sia un buon livello di relazioni umane, oltre che professionali. La mia esperienza come genitore si è rivelata preziosa anche in Mazars dove ci sono tantissimi giovani, ragazze e ragazzi. 

 

Che suggerimento daresti alle donne che intendono fare un percorso di carriera?
Voglio usare un insegnamento appreso dal chirurgo che mi ha seguito durante una malattia importante quando vivevo a Roma: alle donne auguro di essere al centro del loro “Grande Raccordo Anulare”, ovvero di essere al centro del loro mondo, capire cosa vogliono (che può anche essere non fare carriera) e lottare per ciò in cui credono, con la semplicità, la chiarezza e il coraggio di cui siamo capaci, oltre a volgere le situazioni negative in insegnamenti positivi, che ci regalano nuovi spunti e stimoli, cosicché si sia pronte per affrontare nuovi percorsi o lo stesso percorso, ma con uno sguardo e un’ottica differenti. Infine, auguro ad ogni donna di portare sempre con sé e trasmettere anche in ambito professionale i propri valori, riconoscendo sempre, ogni mattina, i propri occhi riflessi nello specchio. 

 

Un auspicio per il nuovo anno ormai alle porte.
D’istinto, direi che termini la pandemia. Credo che oggi sia l’auspicio e la speranza di molti, sotto tanti aspetti, non ultimo il fatto che la pandemia è stata pagata pesantemente dalle donne in ambito lavorativo, dove si è assistito ad una rilevante perdita di occupazione femminile. 

 

Il tuo Natale sarà...?
Bellissimo, attorniata dalla mia famiglia, dai miei figli, dal mio ex marito - perché siamo sempre famiglia -, dai parenti e dagli amici, che per me pure fanno parte della famiglia. Non mancheranno la classica tombolata, il cibo buono, le risate e la musica, che è insieme vita e leggerezza. D’altronde, come dice il mio cantante preferito, "le donne vogliono ballare un po' di più".

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