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"Grazie alla maternità, la mia carriera ha spiccato il volo"

Ilaria Profumi, Direttore Generale di Remax Italia: una brillante carriera, ma i suoi bambini sono il suo unico e più grande amore

Tanta passione per i viaggi e una eccezionale voglia di lavorare, formarsi e mettersi in gioco continuamente: così Ilaria Profumi, avvocato, è passata dalla Silicon Valley a Milano con un percorso professionale che la vede ad oggi ricoprire il ruolo di Direttore Generale di Remax Italia.

Ilaria Profumi, Direttore Generale di Remax Italia

Buongiorno Ilaria, è un buon momento per una chiacchierata?
Sì, va benissimo anche se mi sto occupando dell’organizzazione della nostra Convention Nazionale e mi trovo a Roma in questo momento. Magari sentirà un po’ di chiasso!

Nessun problema: la Convention è un evento molto importante, immagino…
Lo è. Si tratta di un momento topico in cui si celebrano i successi dell’azienda e i Top Producers e dove vengono ribaditi gli obiettivi per quest’anno ed il prossimo anno. Ci saranno circa un migliaio di persone, sarà davvero eccezionale.

Lei di dov’è?
Io sono umbra, di Assisi, ma mi piace definirmi cittadina del mondo. Ho sempre amato viaggiare e vivere all’estero e così, terminati gli studi classici della scuola superiore, mi sono trasferita a San Francisco. Peraltro devo aggiungere che non sono mai stata un giorno senza lavorare dalla maturità ad oggi ed ecco perché, anche mentre studiavo, cercavo di mettere da parte qualche risparmio per il mio trasferimento negli States facendo la cameriera. Andai a vivere a Santa Clara, dove alloggiai presso una famiglia che abitava nei pressi della Silicon Valley. Rimasi per un anno, frequentando corsi di lingue e vivendo tra la Silicon Valley e San Francisco. 

Che accadde poi?
Al mio rientro in Italia decisi di studiare giurisprudenza, ma non feci subito l’esame per l’avvocatura e, mentre studiavo all’università, lavorai come giornalista pubblicista per un quotidiano locale ed addetta stampa in un ente pubblico, e nello stesso tempo vendevo polizze assicurative. Il lavoro nell’ente pubblico mi consentì di venire in contatto con un magnate americano che mi chiese di seguire la costruzione di un teatro da mille posti in Assisi; l’edificio era un ex opificio chimico Montedison, e successivamente mi fu offerto di occuparmi della gestione dello stesso. Si trattò di un’esperienza straordinaria, ma purtroppo molto breve. Dopo un anno la società americana rese il teatro al Comune di Assisi ed io non avevo voglia di lavorare per un’amministrazione locale e dovetti rimettermi in gioco.

Non credo che si sia spaventata.
Assolutamente, no. Io nel frattempo, dopo essermi laureata, mi iscrissi a un Master in Diritto del Lavoro e una società romana nel business delle sale bingo, che aveva pianificato l’apertura di sessanta sale in Italia, mi chiamò per occuparmi della parte amministrativa e burocratica. Mi trasferii a Roma e lì incontrai il padre dei miei figli. Proprio per amore, a seguito del suo trasferimento a Milano, mi trasferii anch’io ed esattamente a Milano, dove vivo, sono nati i miei due figli, Luca, dieci anni, ed Edoardo, sei.

La maternità ha cambiato la sua vita?
Nonostante fossi un manager aziendale fin dall'età di 28 anni posso affermare con certezza che è grazie alle maternità che la mia carriera ha spiccato il volo. Ho desiderato e fortemente voluto i miei figli, che sono assolutamente la cosa più importante della mia vita. Non ho mai smesso però di sentirmi una professionista, oltre che una madre, per cui, nonostante non avessi internet a casa, appena arrivata a Milano andavo negli internet point per inviare il mio curriculum. Non smisi nemmeno di studiare e così, anche un po’ inaspettatamente, superai brillantemente al primo colpo l’esame per diventare avvocato. Fui chiamata per un colloquio in Remax per una posizione da segretaria, ma non mi preclusi alcuna possibilità. Fui affascinata dal colloquio col presidente che mi palesò uno scenario in cui la collaborazione era al top in una società dalla vocazione altamente meritocratica. Accettai.

Direi che di strada ne ha fatta parecchia!
Molta sì! Sono trascorsi tredici anni da allora e la mia carriera è stata in continua ascesa. Adoro lavorare in team, far crescere le persone con cui condivido obiettivi e attività, ma devo ammettere che io mi sento profondamente mamma. Pensi che mi sarebbe piaciuto avere un terzo figlio, anche se a causa della fine della storia con mio marito non è più stato possibile.

Maternità e lavoro: non sempre facile.
Non lo è affatto. Per esempio, io per lavoro devo viaggiare molto e ogni volta che parto soffro molto nel doverli lasciare. Per cercare la forza, mi sono rivolta a un coach che mi ha suggerito un libro che mi è stato di grande conforto in cui il rapporto madre-figlio viene descritto come uno yo-yo, ovvero l’amore tiene legati anche nell’assenza. D’altra parte, ci sono cose per me imprescindibili, per esempio accompagnare a scuola i miei figli ogni mattina, portarli a judo o agli allenamenti di calcio, andare ai colloqui con gli insegnanti o anche organizzare un pigiama party a casa con gli amichetti. Io sono una persona giocosa e adoro giocare con i miei bambini.

La sua esperienza in Remax?
Per me salire a bordo di Remax è stato facile perché l’azienda ha una filosofia meravigliosa incentrata sulla considerazione di ogni singolo individuo; tuttavia non nego che in alcuni momenti non è stato semplice decidere di rimanere, ma ho sempre studiato molto e mi sono rimessa in gioco. Il settore immobiliare è molto maschile, quindi all'inizio è stato tutt'altro che semplice. Io però non ho mai fatto pesare la maternità, che io non ritengo certo una malattia, ma un dono. Certamente, un uomo con le mie stesse competenze avrebbe fatto carriera assai più velocemente, io ho dovuto sfondare il cosiddetto “soffitto di cristallo”, secondo il quale nelle aziende solo il 16% del top management è donna. Io ho invece introdotto lo smart working, che ha consentito al personale femminile di poter gestire molto meglio il lavoro e la famiglia, al punto che oggi in Remax il 38% dei collaboratori è donna.

Ammesso che ne abbia, cosa fa nel tempo libero?
Quando riesco, un paio di volte alla settimana mi dedico al Pilates o allo yoga; inoltre mi piace cucinare perché mi rilassa, adoro la convivialità, invitare gli amici a cena. Preferisco una cucina green e salutare, ma i miei bambini non possono fare a meno delle lasagne alla bolognese e dell’arrosto con patate, un classico!

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