Mettici una pezza

Patchwork: tante idee per soddisfare la voglia di fai-da-te

Altro che riciclo: il patchwork è un'arte che piace sempre più e contamina il design con rivestimenti e complementi di arredo

26 Feb 2019 - 10:15
 © istockphoto

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Molto più che un ecologico riutilizzo, molto più che un semplice passatempo: oggi il patchwork diventa un modo di essere, un modo di interpretare materiali e arredi in chiave del tutto nuova. Se un tempo erano solo i tessuti o i filati a farla da padrone, oggi il patchwork si trasferisce sulle pareti di casa, sui rivestimenti delle sedute, sulla biancheria da letto.

Amanti del tricot: un vero classico è quello di farsi compagnia o rilassarsi mentre si sferruzza o si lavora all'uncinetto. Se non abbiamo bisogno di altri maglioni, se non ci serve una sciarpa nuova oppure non ci piace indossare capi fatti ai ferri, ecco che possiamo dirottare la passione per il tricotage su piccoli o grandi quadrati da comporre per ottenere calde coperte o anche scendiletto. Pratiche per proteggere i divani, qualora avessimo bimbi piccoli o animali domestici, queste coperte sono perfette anche come tappeti, per appoggiare i piedi su qualcosa di morbido e caldo senza timore di sporcare o di rovinare il parquet.

Altro che stracci: vecchie lenzuola ormai lise dai lavaggi o dal tempo, t-shirt irrimediabilmente rovinate da una macchia irremovibile, jeans che non ci entrano più dalla notte dei tempi: ovvero stoffa preziosa a cui possiamo regalare nuova dignità realizzando coperte, cuscini, borse e chi più ne ha, più ne metta. Una volta scelto il colore dominante, il resto lo faranno fantasia e creatività: abilità particolari non ne servono, ma una buona dose di pazienza sarà comunque molto apprezzata!

Non solo stoffa: chi l'ha detto che il patchwork si può osare solo con il tessuto? Oggi la miscellanea, la contaminazione, il mix and match è diventato un must: ci si può sbizzarrire con il legno, le piastrelle, i materiali di costruzione e tanto altro ancora. Piace l'idea di rompere la monotonia, la scontatezza, il déjà-vu e cosa meglio di un nuovo modo di comporre (o di scomporre)?

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