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Vacanze: il grande momento della pigrizia

Non sentiamoci in colpa perché ci dedichiamo … al dolce far niente: il cervello si ricarica e diventa creativo

Istockphoto

Ci hanno insegnato da bambini che l’ozio e il padre dei vizi.

Nei nostri tempi in cui la vita è sempre frenetica, la

pigrizia

e il

dolce far niente

diventano invece

virtù da praticare,

almeno in

vacanza

. Abbiamo bisogno di

rallentare il ritmo

delle nostre giornate per tornare in connessione con noi stessi e dare alla nostra mente il tempo di

ricaricarsi

e di trovare in sé le

soluzioni

che stiamo cercando. Ecco allora che essere un po’ pigri non è qualcosa di cui sentirsi in colpa, ma una capacità di

staccare la spina

che non ci è più così familiare e che invece dobbiamo imparare.

METTERE IN PAUSA L’ATTENZIONE –

Premere il pulsante Off sulle varie attività consuete e starsene semplicemente in panciolle significa mettere in pausa il lavorio continuo a cui è sottoposta la nostra attenzione. Quando l’attenzione cala, la mente si svuota e può scorrere liberamente, creando nuove connessioni tra informazioni diverse che se ne stavano lì, immagazzinate e pronte all’uso, ma in stato di inerzia. Quando abbiamo la sensazione di non fare nulla e di perdere tempo, stiamo in realtà concedendo alla mente la possibilità di riposare e nello stesso tempo, di organizzare le informazioni che ha immagazzinato e di produrre nuove idee. Ne è esempio un’esperienza che, prima o poi, capita a tutti: siamo assillati da un problema e la soluzione ci viene in mente quando smettiamo di pensarci, magari mentre facciamo la doccia. 


 


LA PIGRIZIA INVENTA NUOVE SOLUZIONI

– Ci avete mai fatto caso? Una persona pigra spesso è capace di trovare soluzioni semplici per risolvere compiti complicati. In effetti, il nostro cervello è “programmato” per risparmiare quanta più energia è possibile: lasciamogli campo libero e potremmo essere sorpresi dal risultato. Del resto, molte invenzioni sono state create proprio per toglierci del lavoro e della fatica, basti pensare al telecomando della tv o all’ascensore. Quindi, un po’ di sana pigrizia può cambiare in meglio la nostra vita. 


 


IL RIPOSO FA BENE AL CORPO E ALLA MENTE

– Nei momenti in cui siamo improduttivi, l’organismo si riposa e recupera dalle fasi di stress a cui è stato sottoposto. In pratica, si “autoripara” compensando i danni e il logorio della super-attività a cui lo costringiamo quotidianamente. Per aiutarlo in questo prezioso compito, anche in vacanza è indispensabile fare una vita sana, mangiando in modo equilibrato, con qualche concessione alla gola ma senza eccessi, facendo un po’ di movimento (come i famosi diecimila passi al giorno consigliati dall’OMS), dormendo un giusto numero di ore. Tutto questo non dovrebbe essere avvertito come un dovere, ma come uno stile di vita che ci è proprio e al quale dedicarsi in lentezza, senza costrizione. Insomma, in modo pigro. 


 


LASCIAMO VAGARE LA MENTE

– Fantasticare, sognare a occhi aperti, leggere romanzi o altri libri che ci piacciono: tutto questo aiuta la mente a muoversi in piena libertà. La creatività si nutre di questo stato di grazia: potrebbe persino venirci voglia di sperimentare un hobby nuovo, come il disegno, la scrittura, il bricolage. Ottimo! Anche perché in vacanza finalmente ne abbiamo il tempo. 


 


PENSARE “DA PIGRI” –

Che cosa fa in effetti uno scansafatiche? Cerca, come dice il suo nome, di sottrarsi il più possibile ai compiti che gli vengono proposti. Impariamo da lui a selezionare le attività davvero indispensabili e mettiamo in coda il resto. Come si diceva sopra, cerchiamo le soluzioni più semplici per portare a termine i nostri compiti, senza perderci in troppe complicazioni. 


 


I SENTIMENTI NEGATIVI

– Il discorso è diverso quando la pigrizia si trasforma in apatia, cioè in assenza di interesse, in chiusura su se stessi e in disinteresse per il mondo circostante. Questo genere di pigrizia non ha alcuna valenza positiva e va combattuto. La pigrizia creativa non ha niente a che fare con la tendenza ad arrangiarsi in qualche modo, con la mancanza di sogni e di aspirazioni: la condizione di questo tipo è definita accidia e non a caso è uno dei sette peccati capitali. Brucia i talenti e disperde le nostre energie migliori. In questo caso, attività e dinamismo sono un toccasana. 



VIZIO O VIRTÙ?

– La pigrizia di per sé non è né un bene né un male, soprattutto se la spogliamo del valore negativo che ci hanno insegnato ad attribuirle a priori. Certo, se non teniamo fede ai nostri doveri al lavoro o quando abbiamo preso un impegno, ma aspettiamo che ci pensi qualcun altro, la riprovazione non può mancare. Ma se ci ritagliamo uno spazio in cui non fare nulla alla fine di una giornata frenetica, stiamo solo facendo del bene a noi stessi.  


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