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Giornata nazionale degli alberi: stare nel verde allunga la vita

Dal parco alla forest bathing: le buone abitudini che migliorano la salute e alleviano lo stress

Ogni strategia è lecita, pur di stare nel verde, soprattutto se viviamo in una grande città. Sì alle passeggiate al parco, alla gita fuori porta in cerca di pace tra gli alberi, alla scampagnata con tanto di pic nic nei prati, anche se comincia a fare freddo. E’ la scienza a dirlo: la natura è un vero toccasana per il fisico e per la mente, tanto che la creazione di nuovi spazi di verde urbano può allungare la vita e addirittura ridurre le morti in età precoce. In occasione della Giornata Nazionale degli alberi, che si celebra giovedì 21 novembre, facciamo il punto su quanto la scienza ci ha rivelato sul rapporto tra verde e salute. 

La revisione di diversi studi già pubblicati sull'argomento, realizzati coinvolgendo nel complesso sette Paesi tra cui l'Italia, ha rivelato che la presenza in città di spazi alberati nelle vicinanze della propria casa può ridurre il rischio di morte in età precoce: in pratica, abitare nei pressi di un parco pubblico può allungarci la vita. Il lavoro è stato condotto da esperti del Barcelona Institute for Global Health (ISGlobal), in collaborazione con la Colorado State University e con l'Organizzazione Mondiale della Salute (OMS), e pubblicato sulla rivista The Lancet Planetary Health. Sono numerosi gli studi che hanno dimostrato l’esistenza di un legame stretto tra la presenza di spazi verdi nelle città e, più in generale, il contatto con la natura, e la buona salute delle persone. Questo studio ha messo ora sotto la lente l'impatto reale del verde urbano sulla salute, confrontando la sua densità nelle zone di residenza e il tasso di mortalità precoce nelle varie zone considerate. È emerso che un incremento del verde intorno alle case è associato in modo significativo a una ridotta mortalità precoce. In particolare l'effetto protettivo stimato del verde è connesso con una riduzione del 4% delle morti premature per ogni incremento del tasso di vegetazione di 0,1 (misurato con un indice specifico) entro 500 metri dalla zona di residenza.

 

"Questa è ad oggi la sintesi più ampia e completa sulla connessione tra spazi verdi e mortalità prematura", riferisce David Rojas del ISGlobal e della Colorado State University e autore principale del lavoro. "I risultati supportano l'importanza di interventi e politiche per aumentare gli spazi verdi come strategia per migliorare la salute pubblica". Lo studio inoltre "fornisce importanti informazioni che possono già essere usate per futuri studi sull'impatto del verde sulla salute", rileva Rojas. Al momento gli epidemiologi stanno lavorando per ottenere le stime di quante vite si potrebbero risparmiare in alcune città ove fossero attuate politiche mirate in questo senso. 

"Le Aree urbane protette costituiscono spesso, per tante persone che vivono nelle città, il primo punto di contatto con un'area naturale - afferma il presidente di Federparchi Giampiero Sammuri -. Questo vale in particolare per i bambini e i giovani. La valorizzazione e il potenziamento di tali aree, è sicuramente una forte leva per la diffusione di una cultura ambientale che faccia capire il valore della sostenibilità e la necessità del giusto equilibrio fra uomo e natura". 

 

L’obiettivo è dunque è godersi il verde il più possibile. Ben lo sanno i giapponesi, i quali hanno “inventato” un vero e proprio passatempo di relax e insieme di meditazione: lo hanno chiamato, “shinrin-yoku”, che si traduce in inglese con forest bathing (in italiano bagno nei boschi). L’esperienza consiste nell’immergersi il più possibile nel verde della foresta, camminando in silenzio e senza fretta tra gli alberi, respirando profondamente e dedicandosi per almeno un paio d’ore all’osservazione di tronchi, foglie e fiori, lasciandosi tutte le preoccupazioni quotidiane alle spalle. Gli studi hanno dimostrato che una passeggiata di questo tipo riduce in modo importante i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress, e allevia le sensazioni di depressione e di ostilità nei confronti dei nostri simili. Un altro studio, realizzato dalla Nippon Medical School, ha scoperto che le cellule del sistema immunitario umano sono molto più attive e vitali dopo una sessione di forest bathing, specie se si riesce a ripetere l’esperienza per più giornate successive, con benefici che si protraggono anche per una settimana. 

 

Non si sa perché il forest bathing sia così benefico: secondo gli esperti i vantaggi potrebbero venire dall’inalazione di alcune sostanze rilasciate dalle piante. Del resto, provare non costa nulla: basta trovare un luogo alberato, anche in città, e passeggiare in silenzio per un paio d’ore immergendosi nella vista degli alberi e concentrandosi sui loro colori e profumi. E, per il massimo dell’esperienza, possiamo provare ad abbracciare un albero: scegliamone uno che ci piaccia, accarezziamo la corteccia e poi circondiamo il fusto con le braccia, appoggiandoci al tronco. Sentiamo la sua solidità, assorbiamone il profumo cercando di sentirci tutt’uno con esso. Non deve accadere nulla di speciale: lasciamoci semplicemente andare, respiriamo a fondo e lasciamo emergere le nostre emozioni. Sentiremo il corpo rilassarsi e la mente farsi più leggera. 

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