Rapporti complicati

È possibile essere “allergici” al proprio partner?

Non solo in senso figurato o psicologico: l’intolleranza al fidanzato è rara, ma esiste davvero

31 Mar 2026 - 06:50
 © Istockphoto

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Essere allergici al proprio partner: non si tratta solo di un modo di dire, ma di un problema di salute vero e proprio, raro ma reale, che si manifesta con sintomi fisici come orticaria, starnuti, prurito, difficoltà a respirare come accade in primavera, quando l’aria si riempie di pollini. Sembra uno scherzo di natura, ma alcune persone, parlando di sé, raccontano un’esperienza che ha proprio queste caratteristiche: di solito si tratta di coppie che vivono a distanza e in perfetta salute; in occasione di ogni incontro, però, uno dei due comincia a manifestare disturbi come orticaria, bruciore agli occhi e dermatiti, anche prima di avere rapporti intimi. Tutti questi sintomi non rispondono ai consueti trattamenti con antistaminici e cortisone, ma spariscono quasi subito non appena il fidanzato “allergizzante” torna a casa propria.

SI PUÒ ESSERE ALLERGICI ALLO SPERMA? – La risposta è sì e si tratta di una forma di allergia che può segnare il rapporto con il partner.  In termini medici, il problema si chiama “ipersensibilità al plasma seminale umano" e per alcuni soggetti può trasformarsi in un serio rischio per la salute. Consiste in una forma di allergia alle proteine presenti nello sperma, in grado di scatenare una reazione immunologica ai componenti del plasma seminale maschile. I sintomi possono essere da lievi a molto gravi: nei casi lievi la reazione è limitata all’area locale, con prurito, bruciore, dolore o gonfiore nella zona genitale, che possono durare da poche ore a qualche giorno, con manifestazioni che possono passare inosservate o essere scambiate per un’infezione venerea. Nei casi più gravi, invece, la reazione può verificarsi a livello sistemico, con prurito diffuso, gonfiore di viso e labbra, difficoltà respiratorie e, al limite, shock anafilattico. Possono esserne colpiti sia le donne che gli uomini, i quali possono essere allergici sia alle secrezioni della partner, sia al proprio stesso sperma, in una sorte di reazione autoimmune.  

ALTRI FLUIDI CORPOREI – L’allergia, in alcuni casi, può verificarsi a contatto non con lo sperma, ma in presenza di altri fluidi corporei, come saliva o sudore, che conservano tracce di alimenti, farmaci o cosmetici utilizzati dalla persona e allergizzanti per il partner. L'allergia alla saliva può derivare da antigeni presenti in essa o da residui di sostanze assunte dalla persona mentre quella al sudore, invece, può essere causata da una proteina specifica e può provocare prurito od orticaria.  Questi casi possono verificarsi anche in presenza di altri familiari e non solo del partner, con un impatto profondo sulla vita emotiva e intima della persona: l'unica via d'uscita, infatti, è evitare di venire a contatto con il fluido allergizzante. La consolazione è che, sia l’allergia alo sperma che quella ai fluidi corporei, si verifica in casi davvero rari, anche se realmente documentati.

LO STUDIO SCIENTIFICO – L’allergia interpersonale, che come abbiamo detto è comunque rara, viene di solito ricondotta ad un contatto con altri allergeni che avviene in modo concomitante: Pensiamo ad esempio al caso della polvere o di certe sostanze di cui restano tracce addosso alla persona alla quale si pensa di essere allergici. Un’altra possibile spiegazione a cui si ricorre per spiegare i sintomi del paziente è la sua somatizzazione di aspetti, desideri non risolti nel rapporto, o allo stress generato dal partner “allergizzante”. Tuttavia, esiste almeno uno studio scientifico che ha dato credito all’idea che possano esistere delle allergie interpersonali vere e proprie: la ricerca è stata realizzata da un gruppo di ricercatori giapponesi e pubblicata sulla rivista accademica Scientific Reports. Lo studio ha preso in considerazione un gruppo di soggetti che presentavano la curiosa sindrome chiamata "Persone allergiche a me" (PATM - People Allergic To Me):  secondo lo studio, la pelle di questi individui produrrebbe sostanze volatili naturali in grado di provocare in altri individui "reazioni allergiche" simili a quelle del comune raffreddore da fieno. Lo studio ha notato infatti che nei pazienti che si autoidentificavano come PATM si riscontrava una "differenza significativa" nei profili di queste sostanze rispetto a quelle liberate dai pazienti non PATM. Sebbene finora la PATM sia poco conosciuta e poco studiata, la condizione sta guadagnando interesse e riconoscimento nella comunità medica.

NELLA VITA DI TUTTI I GIORNI – Quindi, i casi di allergia vera e propria al partner esistono davvero, anche se sono estremamente rari. Se ci troviamo a sperimentare sintomi di inspiegabile allergia quando siamo in compagnia del nostro lui, vale la pena approfondire la questione e rivolgersi al medico solo nel caso in cui i sintomi dopo i rapporti sessuali siano associati alla difficoltà a concepire. In tutti gli altri casi, che rappresentano poi la quasi totalità, può essere utile invece interrogarsi piuttosto sulle aspettative e sugli stress sollevati da una persona conosciuta da poco: potremmo scoprire che è così fantastica e così giusta per noi come, al primo sguardo, vorremmo credere.