Dating: che cos'è il partner "chalant" perché tutte lo vogliono
Un trend che imperversa da qualche tempo sui social e che contrappone il partner premuroso a quello “nonchalant”
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I sentimenti? Devono essere profondi e autentici, anche per chi cerca un partner attraverso i siti di dating. Lo evidenziano tutti i report sulle tendenze che si vanno affermando nel 2026, dai quali risulta che la maggior parte di chi è alla ricerca di un compagno desidera sviluppare un certo grado di intimità anche a livello emotivo. Per arrivare a questo risultato, occorre che entrambi i partner abbiano un certo grado di coinvolgimento interiore e personale: insomma è necessario trovare un compagno che sia “chalant”.
PARTNER “CHALANT” O “NONCHALANT” – Per capire quali caratteristiche debba avere un partner “chalant” può venire in aiuto, almeno entro certi limiti, la parola stessa. Per districarci nei meandri del linguaggio del cuore, in questo caso è meglio partire dal termine contrario “nonchalant” o addirittura dal sostantivo corrispondente, che ci è sicuramente più familiare: la “nonchalance”. La nonchalance è quell’atteggiamento di disinvolta noncuranza e calma, reale o simulata, che alcune persone assumono, muovendosi e agendo con eleganza e disinvoltura, senza sforzo apparente anche in situazioni in cui per lo più ci si sente a disagio o in imbarazzo. Può descrivere un atteggiamento positivo di calma e compostezza anche sotto stress, come se nulla fosse, ma può assumere anche il significato negativo di svogliatezza e trascuratezza. Queste sono esattamente le caratteristiche del partner “nonchalant”: si muove sempre a proprio agio e senza scomporsi, tanto che spesso è difficile capire che cosa pensa realmente; sembra poco interessato a coinvolgersi nei confronti della partner e, naturalmente, non si cura di ricordare gli appuntamenti sentimentali importanti, come compleanni, San Valentino e anniversari. Il partner “chalant” è ovviamente l’esatto contrario: è affettuoso, premuroso, puntuale agli appuntamenti e non si lascia sfuggire una sola data importante sul calendario. È anche quello che non manca di cogliere i segnali della sua ragazza: sa capire quando ascoltarla, quando incoraggiarla emotivamente o quando la cosa migliore è farla ridere.
COME SI COMPORTA IL PARTNER “CHALANT” – Insomma, chi non vorrebbe un compagno “chalant”? In un panorama sentimentale in cui si parla sempre e solo di relazioni tossiche, di ghosting e situationship, con ragazzi che fuggono non appena si prospetta il più piccolo investimento affettivo e di impegno in una relazione, il partner premuroso e attento sembra tornato di moda. Che cosa deve fare un partner per essere definito “chalant”? In effetti si tratta di comportamenti che appaiono di disarmante semplicità. Ad esempio, un fidanzato chalant risponde alle telefonate o ai messaggi: se poi non può rispondere in quel preciso momento, si ricorda di richiamare; prende l’iniziativa per organizzare gli incontri e sa che cosa piace alla sua ragazza: ad esempio non prenoterà mai in una bisteccheria ricordandosi che lei è vegana. Un partner chalant è capace di prendersi cura della sua dolce metà ed è attento ai suoi gusti e ai suoi bisogni. In fondo non serve organizzare cene lussuose o fare regali costosi: secondo il report di Hinge Data, "Advice, Trends, Expertise" sulle tendenze di dating del 2026, l’84% delle donne trova un appuntamento ben pianificato più efficace di uno costoso. Il fidanzato “chalant”, invece di nascondersi dietro l'ambiguità o la "noncuranza", esprime con chiarezza le proprie intenzioni, evitando la cosiddetta "ambiguità tossica". Probabilmente, è stato proprio l’eccesso di nonchalance che negli ultimi anni ha dominato la scena dei rapporti sentimentali a generare come reazione opposta il desiderio di autenticità e impegno.
IL BELLO DELLA “CHALANCE” – Essere chalant non significa esasperare tutti gli aspetti della relazione, né lasciarsi prendere da attenzioni asfissianti e ossessive: è semplicemente la ricerca della trasparenza, della chiarezza e di un impegno emotivo chiaro e stabilito fin dall’inizio. Insomma: basta con la friendzone, le relazioni liquide e la superficialità: essere chalant significa mostrare apertamente il proprio interesse, lo sforzo e l’intenzione. La chalance ha quindi soprattutto il merito di spezzare il circolo vizioso e lo stress legato all'incapacità e alla non volontà di definire con chiarezza un rapporto: la nebulosità da cui sono avvolte molte relazioni genera ansia, timore di essere rifiutati e, alla lunga, burnout emotivo.
QUANTO INVECE PUÒ ESSEE UTILE UN PO’ DI NONCHALANCE – A volte, possono esserci persone che preferiscono manifestare il loro attaccamento e il loro romanticismo attraverso gesti più discreti, diversi dal presentarsi a casa della partner con grandi mazzi di fiori: le persone fatte così non esprimono il loro sentimento in modo plateale, per timore di essere eccessivi, o per ritrosia personale. In questo caso, non si possono definirli “nonchalant”: forse sono solo timidi o, al limite, un po’ distratti. Un po’ di “nonchalance” da parte della compagna può essere utile, per interpretare correttamente dei segnali che non indicano una mancanza di coinvolgimento, ma una semplice nota caratteriale. Un partner dotato di una certa quota di “nonchalance” può essere utile anche nel caso fossimo noi quelle che non rispondono al volo ai messaggi, o che cambiano idea all’ultimo minuto costringendo ad annullare o posticipare un appuntamento. Un fidanzato un po’ “nonchalant” può anche essere un punto di riferimento equilibrato per chi è molto emotivo, perché è capace di non prendersela troppo davanti a un bisticcio a o una dimenticanza da parte nostra. A parte questi pochi casi, però, i social hanno già emesso, nei confronti di un partner nonchalant un verdetto di condanna che sembra senza appello.
