New York, è morta Happy: l'elefantessa che si riconosceva allo specchio diventata simbolo dei diritti degli animali
Aveva 55 anni ed era affetta da gravi patologie croniche. Il suo caso sollevò un dibattito sul benessere degli animali negli zoo
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È stato il primo elefante al mondo a superare il test di riconoscimento allo specchio, nonché protagonista di un caso mediatico che ha cambiato per sempre le valutazioni sul benessere degli animali negli zoo. Stiamo parlando di Happy, l'elefantessa nata in Asia e ospite di uno zoo nel Bronx dal lontano 1977: il pachiderma è stato soppresso nei giorni scorsi a causa dell'aggravarsi delle sue condizioni di salute.
New York: la storia dell'elefantessa Happy
L'elefantessa asiatica era arrivata piccolissima, quando aveva appena un anno di vita, negli Stati Uniti: appena approdata in America le fu dato il nome di uno dei personaggi di "Biancaneve e i sette nani", Happy appunto, in Italia conosciuto come Gongolo.
Dimostrò che gli elefanti possono riconoscersi allo specchio
Happy non è stata un'elefantessa qualunque: nel 2005, dimostrò ai ricercatori che gli elefanti sono in grado di riconoscersi allo specchio, un segno di autocoscienza riscontrato solo in poche altre specie. Durante l'esperimento, Happy si trovò di fronte al proprio riflesso e usò ripetutamente la proboscide per toccare una "X" dipinta sopra il suo occhio, un segno che poteva vedere solo allo specchio.
La denuncia degli attivisti
Non solo, l'elefantessa nel 2018 è stata al centro di un caso dopo che un il gruppo di attivisti Nonhuman Rights Project hanno citato in giudizio lo zoo del Bronx chiedendo che Happy venisse riconosciuta come "persona" per fini legali e trasferita in un santuario per animali. La Corte Suprema di New York ha respinto però la richiesta con una maggioranza di 5 voti contro 2. I responsabili del giardino zoologico dal canto loro si sono difesi sostenendo che Happy era seguita con cura e aveva lo spazio necessario per vivere serenamento. Un trasferimento, secondo loro, sarebbe stato addirittura deleterio a causa dell'allontanamento dal suo habitat quotidiano.
Le condizioni di Happy si sono aggravate
La soppressione è stata decisa, hanno spiegato i curatori della struttura, dopo che, nelle ultime settimane, alcune patologie dell'animale legate all'età, si erano aggravate. In particolare Happy mostrava segni di un deterioramento della funzionalità renale o epatica. L'autopsia ha poi rivelato la presenza di artrite e di grandi tumori uterini inoperabili, impossibili da diagnosticare negli elefanti tramite esami o imaging.
