Speciale Guerra Ucraina
Accordo in vista?

Ucraina, colloqui di Oslo: proposte su cessate fuoco, sicurezza e incontro Trump-Putin-Zelensky | Gli emissari Usa volano in Russia

Il presidente Usa rilancia: "L'Ucraina deve voler raggiungere un accordo". E per il Wall Street Journal Elon Musk avrebbe ordinato il rallentamento di Starlink

20 Ott 2026 - 22:53
 © Ansa

© Ansa

Proposte per un cessate il fuoco parziale, garanzie di sicurezza per l'Ucraina (anche sul modello dell'articolo 5 della Nato) e un possibile incontro al massimo livello tra i presidenti di Ucraina, Stati Uniti e Russia. Sono questi alcuni dei principali temi affrontati oggi a Oslo nei colloqui tra il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, l'inviato speciale statunitense Steve Witkoff, il primo ministro norvegese Jonas Gahr Store e il presidente finlandese Alexander Stubb. Al termine delle discussioni, Stubb ha parlato di "progressi reali" nel processo diplomatico, mentre Store ha annunciato che Witkoff, mercoledì 21 ottobre, si recherà a San Pietroburgo per presentare alla leadership russa le proposte elaborate con Kiev e i partner europei.

Google Preferred Site

Il confronto

 La missione potrebbe preparare il terreno per un successivo vertice tra i leader, anche se dalla conferenza stampa conclusiva non sono emerse intese definitive sulle questioni territoriali o sull'interruzione delle ostilità. Il confronto è stato incentrato sulle condizioni necessarie per rilanciare il negoziato dopo le tensioni registrate negli ultimi giorni tra Washington e Kiev, ma anche sugli aspetti militari, economici e politici di un'eventuale soluzione del conflitto. Aprendo la conferenza stampa, Store ha sottolineato come le parti abbiano convenuto sulla necessita' di continuare a lavorare insieme. Il premier norvegese ha spiegato che le delegazioni hanno discusso delle garanzie di sicurezza per l'Ucraina, un piano di prosperità economica per il dopoguerra, le questioni territoriali, il regime delle sanzioni e il futuro assetto della sicurezza europea. 

"La guerra non aspetta"

 Più esplicito sul significato dei colloqui è stato Stubb, secondo il quale sono stati compiuti progressi sia sulle misure di breve periodo sia sul quadro generale di una possibile soluzione negoziata. "Abbiamo individuato alcuni elementi di pace che saranno trasmessi a San Pietroburgo", ha dichiarato il presidente finlandese precisando che le parti sembrano condividere un'impostazione comune e che occorre adesso definire come tradurla in risultati concreti. Stubb ha però evitato di presentare l'incontro come una svolta risolutiva. "La pace richiede pazienza, ma purtroppo la guerra non aspetta", ha affermato. Zelensky, da parte sua, ha confermato la disponibilità dell'Ucraina a discutere differenti formule di cessate il fuoco, osservando che Kiev intende prendere in considerazione ogni possibilità concreta di riduzione delle ostilità.

Garanzia Nato

 Un altro punto centrale del confronto ha riguardato le garanzie di sicurezza che dovrebbero accompagnare la conclusione della guerra. Zelensky ha riferito che con la delegazione statunitense sono state discusse diverse ipotesi, tra cui quelle legate alla Nato e all'articolo 5 del Trattato Nord Atlantico, che disciplina il principio di difesa collettiva, oltre a una formula definita "Article 5 light", ossia una versione alleggerita di tale meccanismo, un'opzione più volte proposta dall'Italia in occasione di altre tornate negoziali.

No a colloqui senza Kiev

 Sulla questione territoriale, Zelensky ha invece sostenuto che le decisioni più delicate richiedono un negoziato direttamente tra i capi di Stato, rilanciando l'ipotesi di un incontro trilaterale con Donald Trump e Vladimir Putin. Secondo il presidente ucraino, alcune questioni possono essere risolte soltanto dai leader, mentre il lavoro delle delegazioni deve contribuire a preparare le condizioni necessarie per un confronto politico. Zelensky ha quindi insistito sulla necessità che l'Ucraina partecipi direttamente a qualsiasi negoziato riguardante il proprio futuro. Rispondendo a una domanda sull'eventualità di colloqui tra Stati Uniti, Russia e Cina, ha ribadito il principio secondo cui "non possono essere assunte decisioni sull'Ucraina senza il coinvolgimento di Kiev".

Il ruolo dell'intelligence

 Nel corso della conferenza stampa Zelensky ha inoltre affrontato la questione dei rapporti militari con Washington, confermando che è nuovamente operativa la condivisione delle informazioni di intelligence statunitensi necessarie a individuare tempestivamente i lanci di missili balistici russi. "Siamo grati alla parte americana, il sistema funziona ed è un'ottima cosa", ha dichiarato, sottolineando l'importanza degli allarmi anticipati per consentire alla popolazione civile di mettersi al riparo. Si tratta di una conferma significativa dopo le recenti difficoltà nella cooperazione tra i due Paesi.

Occhi su San Pietroburgo

 Interrogato sulla possibilità che le pressioni degli Usa inducano Kiev ad accettare concessioni e sull'andamento del conflitto, il presidente ha respinto l'idea che l'Ucraina stia andando incontro a una sconfitta militare. "Non stiamo perdendo la guerra, ma stiamo perdendo vite umane e tempo", ha dichiarato, richiamando le conseguenze del conflitto sulla popolazione e in particolare sui bambini. Il presidente finlandese ha inoltre sottolineato l'importanza che Trump e i negoziatori statunitensi rimangano direttamente impegnati nel processo diplomatico. Il prossimo passaggio sarà dunque il confronto di Witkoff con la leadership russa: l'attenzione, quindi, ora si concentra su San Pietroburgo dove l'inviato statunitense e i rappresentanti della leadership russa discuteranno i risultati raggiunti durante l'incontro odierno.

"Zelensky faccia un accordo"

 Intanto, dall'altra parte dell'Atlantico, anche il presidente Trump dice la sua sulla delicata fase di interlocuzioni tra Russia e Ucraina: "La Russia vorrebbe concludere un accordo - le parole del tycoon - Vogliamo che Zelensky faccia un accordo, deve voler mettere fine alla guerra". Poi ancora: "L'Ucraina deve voler raggiungere un accordo, perché gli Stati Uniti hanno speso una fortuna. Anche l'Europa ha speso una fortuna. L'Europa ne è stanca. Se non arrivano a un accordo, alla fine la situazione non potrà che peggiorare", ha detto Trump sottolineando che è il momento di trovare un accordo e ricordando che gli Stati Uniti hanno fornito all'Ucraina "350 miliardi di dollari".

Il "sabotaggio" Starlink

 Che ci sia più di qualche ruggine tra Usa e Ucraina è evidente anche dalle indiscrezioni lanciate dal Wall Street Journal. Secondo il quotidiano americano, infatti, Elon Musk avrebbe ordinato il rallentamento di Starlink in Ucraina, imponendo un limite alla velocità di connessione alla rete satellitare e di fatto rendendo inutilizzabili alcuni droni offensivi. Il Wsj cita alcune fonti, secondo le quali Musk ne avrebbe addirittura parlato con Donald Trump poco dopo che la notizia del rallentamento era divenuta pubblica. Secondo altre fonti, Musk avrebbe invece parlato con vari funzionari all'interno della Casa Bianca, incluso Trump, prima di impartire l'ordine.

Ti potrebbe interessare

videovideo