Speciale Il caso Epstein
Il messaggio inedito

Jeffrey Epstein, rivelato il biglietto lasciato prima di morire: "Un privilegio scegliere quando dire addio | Non hanno trovato nulla"

Secretato per anni perché incluso nel fascicolo del procedimento a carico del compagno di cella, ora un giudice federale ha deciso di rendere pubblico il contenuto. 

07 Mag 2026 - 07:59
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© Afp  | AFP PHOTO / United States District Judge Southern District of New York
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"È un privilegio poter scegliere il proprio momento per dire addio". Le parole sono scritte con una grafia disordinata, e a tratti illeggibile, su un pezzo di carta giallo strappato da un bloc notes. Sarebbe questo il presunto biglietto d'addio lasciato da Jeffrey Epstein prima di morire in carcere, nell'agosto 2019. Lo si legge nella prima fotografia del foglietto che, secondo il suo ex compagno di cella, il finanziere pedofilo aveva scritto qualche giorno prima del suo suicidio. Secretato per anni, un giudice federale ha deciso di rendere pubblico il suo contenuto.

Il messaggio d'addio: "Non hanno trovato nulla"

 "Mi hanno indagato per mesi. Non hanno trovato nulla!!! Così hanno resuscitato accuse vecchie di 15 anni", si legge nella prima riga. Epstein pare qui sottolineare come, a suo giudizio, l'arresto e i reati a lui imputati no siano frutto di una nuova attività investigativa. Secondo lui infatti si limiterebbero a replicare le accuse che lo avevano già portato nel 2008 a patteggiare 18 mesi di carcere. "È un privilegio poter scegliere il proprio momento per dire addio", continua. "Cosa volete che faccia...Scoppiare a piangere!! NON C'È DIVERTIMENTO — NON NE VALE LA PENA!!".

Il resoconto del compagno di cella: dove ha trovato il biglietto

 Il presunto biglietto d'addio scritto di proprio pugno da Jeffrey Epstein sarebbe stato trovato due settimane prima della sua morte da Nicholas Tartaglione, ex poliziotto accusato di quadruplo omicidio e compagno di cella del finanziere. Stando a quanto raccontato da lui stesso al New York Times, lo avrebbe rinvenuto all'interno di un libro a fumetti: “Ho aperto il libro per leggere ed era lì”. Poco prima Epstein era stato trovato privo di sensi con una fascia di stoffa attorno al collo. In un primo momento aveva additato proprio Tartaglione, accusandolo di tentato omicidio, salvo poi ritrattare il racconto. Tartaglione ha raccontato di aver consegnato il biglietto ai suoi avvocati perché riteneva che potesse essere utile nel caso in cui Epstein avesse continuato a sostenere quelle accuse.

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Gli ultimi giorni di Epstein: la cella da solo e il presunto suicidio

 Jeffrey Epstein era stato quindi posto in sorveglianza anti-suicidio per poi tornare nella sua cella del Metropolitan Correctional Center di New York. Nonostante gli psichiatri avesse consigliato di farlo alloggiare sempre in coppia dietro alle sbarre, Tartaglione fu trasferito poco dopo. Anche il successivo compagno di cella fu spostato l'8 agosto lasciando Epstein completamente solo. La mattina del 10 agosto Jeffrey Epstein venne trovato senza vita sul pavimento della cella. Una morte su cui da anni si dibatte e che ha lasciato spazio a dubbi e teorie del complotto.

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