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Guerra Russia-Ucraina

Ucraina, droni colpiscono la raffineria di petrolio russa di Yaroslavl | Mosca lancia missili e bombe contro un ospedale di Kharkiv: almeno 62 feriti

Intanto, questo mese inizierà la prima esercitazione in Polonia di una forza multinazionale per l'Ucraina: parteciperanno circa 2.800 soldati provenienti da 10 Paesi europei

03 Nov 2026 - 08:30
 © Ansa

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Le forze armate ucraine hanno colpito con droni una raffineria di petrolio nella città russa di Yaroslavl. Si tratta della Slavneft-Yanos, uno dei più grandi impianti di lavorazione del petrolio della Russia, a circa 250 chilometri a nord-est di Mosca. L'attacco è avvenuto - come riporta il Kiev Independent citando canali di monitoraggio ucraini -, nella notte e i residenti hanno segnalato almeno tre incendi all'interno dell'impianto. In totale, nella notte tra lunedì e martedì le difese aeree russe hanno intercettato 493 droni ucraini diretti verso la capitale russa: lo ha riferito il sindaco della capitale russa, Sergej Sobianin, che ha scritto su Telegram: "Tra le 20:30 del 2 novembre e le 7:30 del 3 novembre, 493 droni hanno volato in direzione della regione di Mosca. La maggior parte è stata distrutta dal sistema di difesa aerea del Ministero della Difesa nelle zone periferiche. 187 droni sono stati neutralizzati mentre si avvicinavano a Mosca".


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Colpito anche il fronte ucraino

  Un ospedale è stato colpito nella notte da un attacco russo a Kharkiv, in Ucraina: lo riferisce l'agenzia di stampa Rbc-Ukraine, citando il sindaco Igor Terekhov, che ha segnalato un attacco combinato sulla città con missili balistici e bombe aeree guidate. Secondo il Kyiv Independent, che cita le autorità locali, il bilancio dei feriti è di 62. Circa 200 pazienti dovranno essere evacuati verso altre strutture sanitarie, mentre i soccorritori sono al lavoro sul posto. Una bomba ha colpito un passaggio tra gli edifici della struttura sanitaria nel distretto di Nemyshlianskyi. Secondo il sindaco, l'attacco ha danneggiato oltre mille finestre dell'ospedale e dei palazzi residenziali circostanti.


Le forze armate russe hanno lanciato, poi, un massiccio attacco missilistico e con droni contro la regione di Dnipro. Lo ha riferito - come riporta l'agenzia Unian - il capo dell'amministrazione militare regionale di Dnipropetrovsk, Oleksandr Ganzha, su Telegram. In dettaglio sono state colpite infrastrutture, oltre a edifici residenziali ed edifici amministrativi, nei distretti di Dnipro e Kryvyi Rih. Nella regione di Nikopol l'attacco ha danneggiato un'abitazione privata e ci sono quattro feriti. "All'alba, il nemico ha nuovamente colpito il Dnepr. Alcune case sono state danneggiate. Ci sono feriti, tutti i servizi di emergenza stanno lavorando sul posto. Le operazioni di ricerca e soccorso sono in corso", ha scritto Ganzha.

Il bilancio delle vittime degli attacchi aerei russi di ieri - 2 novembre - su un centro umanitario a Komyshuvakha, un villaggio nella regione di Zaporizhzhia, "è salito a 29 morti e cinque feriti". Sul posto "sono in corso operazioni di ricerca e soccorso, perché altre 48 persone risultano ancora disperse". Lo ha annunciato Mykhailo Semikin, capo dell'amministrazione regionale di Zaporizhzhia. "La portata della tragedia è terribile. Dietro ogni numero c'è una vita umana, una famiglia che ha perso i propri cari o che sta ancora aspettando notizie dei propri cari", ha sottolineato il responsabile.

Il sostegno europeo a Kiev

 Mentre sul campo la situazione è ancora tesa, l'Europa si muove già per il dopoguerra. Circa 2.800 soldati provenienti da 10 Paesi europei parteciperanno questo mese alla prima esercitazione di una forza multinazionale per l'Ucraina che verrebbe dispiegata dopo un cessate il fuoco nella guerra scatenata dall'invasione russa. Lo hanno dichiarato in una nota i ministeri della difesa di Regno Unito e Francia. L'esercitazione si terrà nel sud-est della Polonia e durerà dal 9 al 22 novembre, per verificare con quanta rapidità ed efficacia la Forza Multinazionale per l'Ucraina (MNF-U) sia in grado di dispiegarsi.

Continuano i negoziati

 Si va avanti anche sul fronte diplomatico, dove - a poche ore dallo scadere del cessate il fuoco a Oleshky - si parla sempre più spesso dell'ipotesi di deporre le armi. Gli Usa faranno da mediatori nei negoziati a livello tecnico tra Ucraina e Russia del 10-11 novembre ad Abu Dhabi, portando avanti l'obiettivo del presidente Donald Trump "di porre fine alla guerra". Lo scrive in un post su X, l'inviato americano Steve Witkoff, secondo cui "le discussioni si concentreranno sugli assetti di sicurezza nel dopoguerra, sulla de-escalation, sugli interventi umanitari e sui passi successivi verso la pace. Inoltre, questa settimana a Bruxelles, i negoziatori americani incontreranno i rappresentanti di Francia, Germania, Gb, Ue e Nato per discutere delle garanzie di sicurezza per l'Ucraina".

Nel confronto, sarà discusso anche il tema "dell'architettura di sicurezza europea nel dopoguerra e delle opportunità economiche a sostegno della ricostruzione del Paese". "Il nostro auspicio è quello di consolidare i progressi già compiuti a Kiev, Oslo e San Pietroburgo, puntando a un accordo di pace globale e duraturo che garantisca una sicurezza stabile per le generazioni a venire", conclude Witkoff. Il post dell'inviato speciale di Trump è maturato all'indomani di quanto riferito dal Wall Street Journal secondo cui gli Stati Uniti sostengono una rapida ripresa delle vendite di gas naturale russo verso l'Europa tramite gasdotti che attraversano l'Ucraina nell'ambito dei negoziati per ottenere una tregua energetica per l'inverno. Steve Witkoff e Jared Kushenr hanno paventato l'idea nel viaggio in Russia e Ucraina fatto a settembre. La vendita di gas naturale, inoltre, sarebbe realizzata tramite un intermediario americano allo scopo di poter aggirare le sanzioni.

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