Speciale Guerra Ucraina
Guerra in ucraina

Oleshky, il tragico racconto degli evacuati: "Costretti a mangiare cani dalla fame"

Operazioni concluse con successo: migliaia di persone hanno attraversato il confine per raggiungere la regione di Chernihiv: "È stato un incubo"

31 Ott 2026 - 17:14
 © Afp

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Oleshky è ormai alle spalle. La città ucraina nella regione di Kherson, da settimane occupata e assediata dall'esercito russo, è stata finalmente evacuata con successo, con migliaia di persone che hanno attraversato il confine di Stato per raggiungere la regione di Chernihiv. Ad accoglierli, le lacrime, grida di gioia e di sollievo, gli abbracci di chi da tempo attendeva con ansia e disperazione il loro arrivo, passaggio finale di un'evacuazione umanitaria che ha portato sollievo a migliaia di famiglie del Paese invaso. Eppure il recente passato non si può dimenticare: "È stato un incubo, per la fame siamo arrivati a mangiare i cani", raccontano alcuni sopravvissuti.

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Cibo finito da un anno

 Gli evacuati sono scesi dagli autobus, con le spalle coperte dalla bandiera ucraina e "sono stati accolti dai propri cari lungo una strada forestale", ha osservato un giornalista dell'Afp presente sul posto. Tra loro, la 19enne Ielyzaveta Palii ha potuto finalmente riabbracciare il padre, che non vedeva dalla "fine di gennaio 2024", quando aveva lasciato Oleshky insieme alla madre e alla sorella. "È da quasi un anno che non abbiamo più cibo", ha raccontato l'uomo, spiegando che gli abitanti erano costretti a percorrere distanze lunghissime per riuscire a procurarsi da mangiare, talvolta a piedi o in bicicletta, nonostante il pericolo.

"Mangiavamo i cani per la fame"

 L'accesso alla città asserragliata - situata nei pressi del fiume Dnipro, che in quel settore segna la linea del fronte - si trovava, fino alla tregua, sotto il fuoco incrociato dei droni ucraini e russi, mentre le strade che vi conducevano erano minate. Secondo Valera, 29 anni, la situazione a Oleshky è peggiorata drasticamente a partire da quest'anno: "Hanno iniziato a bombardare intensamente la zona. Hanno minato le strade. Il cibo saltava in aria. Le persone saltavano in aria. Dopodiché, tutti i negozi hanno chiuso e non c'era più nulla", ha raccontato. "Mangiavamo tutto ciò che riuscivamo a trovare, alcuni sono arrivati persino a nutrirsi di cani". Lui stesso racconta di essere riuscito a sopravvivere, tra le altre cose, coltivando un piccolo orto.

Strade minate

 Alcuni "hanno corso un rischio e hanno raggiunto a piedi (la città di) Radensk. Ce l'hanno fatta. Ma, certo, i prezzi lì erano un incubo", ha proseguito. Daryna Gontcharova, 40 anni, ha atteso i genitori che non vedeva dal 2022. Secondo sua madre, con la quale è rimasta in contatto, "al personale dell'ospedale veniva talvolta recapitato del cibo tramite ambulanza. Ma anche questo ha smesso di funzionare, perché chi si metteva in viaggio in auto finiva per saltare sulle mine". Stando alle stime di Kiev, prima dell'annuncio del cessate il fuoco da parte della First Lady statunitense Melania Trump e dell'avvio delle evacuazioni (richieste anche da Papa Leone XIV in un colloquio telefonico con Vladimir Putin), nella località si trovavano ancora circa 2.000 abitanti, a fronte dei 24.000 residenti pre-bellici.

Braccio di ferro

 Al momento né Mosca né Kiev hanno specificato il numero di persone evacuate. Secondo la mediatrice russa per i diritti umani, Yana Lantratova, alcuni hanno scelto di recarsi proprio in Russia. Sabato ha pubblicato un video in cui la si vede accogliere uomini, donne e bambini - presentati come residenti evacuati da Oleshky - a Simferopoli, in Crimea, territorio annesso alla Russia.

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