Il mondo è bizzarro

Sei luoghi strani e curiosi da vedere in Asia

Poco conosciuti dai turisti offrono aspetti misteriosi e a dir poco sconcertanti agli occhi dei viaggiatori che si avventurano fin là

16 Feb 2026 - 06:30
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© Istockphoto  |  Kazakistan: il MangistauI e i suoi deserti di rocc
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© Istockphoto |  Kazakistan: il MangistauI e i suoi deserti di rocc

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L’Asia è una terra di misteri e di realtà talmente bizzarre da lasciare sconcertati i viaggiatori occidentali che si avventurano in queste terre lontane. Certo, si tratta di viaggi lunghi, a volte scomodi e non proprio per tutte le tasche, ma i globe trotter più indomabili, capaci di affrontare queste trasferte difficili, raccontano di siti magici, a volte molto bizzarri, che sono stati capaci di catturare la loro attenzione. Ne ricordiamo alcuni, da conoscere almeno per immagini, tanto “strani” da accendere la curiosità e l’immaginazione.

KAZAKISTAN, il MangistauI e i suoi deserti di rocce - Questa regione del Kazakistan sud-occidentale, milioni di anni fa, era ricoperta dell'antico Oceano Tetide. Il ritiro delle acque ha lasciato scenari desertici dominati da formazioni calcaree che sembrano scolpite da giganti, in un vero labirinto di gole impervie con formazioni rocciose, pinnacoli e gigantesche sfere di pietra variopinta. Osano avventurarsi tra queste montagne solo pochi esploratori locali in fuoristrada, ma chi ci è stato riporta il racconto di esperienze incredibili e di impareggiabili notti sotto un cielo trapuntato di stelle di straordinaria grandezza e lucentezza.  Un tempo la regione era attraversata da una diramazione secondaria della Via della Seta, mentre oggi è praticamente disabitata.  

UZBEKISTAN, città fantasma di Moynaq, Lago di Aral - La città in passato sorgeva sulle sponde del Lago di Aral e costituiva un importante porto peschereccio: oggi, però, il lago si è ritirato e la città si trova a circa 200 chilometri dalle rive. I resti della sua flotta peschereccia, curiosamente, sono ancora lì, in mezzo alla sabbia in un vero e proprio cimitero di barche e la città è stata abbandonata: gli unici abitanti sono pochi anziani allevatori di bestiame. Il prosciugamento del Lago d'Aral è uno dei più gravi disastri ecologici della storia, causato dalla decisione del governo dell'Unione Sovietica di deviare il corso dei fiumi Amu Darya e Syr Darya per irrigare i campi di cotone nelle aree desertiche dell'Uzbekistan e del Turkmenistan. Il fondo del lago prosciugato è diventato un deserto di sale e polveri tossiche, residuo di fertilizzanti e pesticidi usati nelle piantagioni di cotone. 

TURKMENISTAN, crateri gassosi di Darvaza - Ecco un altro frutto di maldestri interventi umani, che però stavolta hanno dato origine a una delle maggiori attrazioni turistiche e bizzarre dell'Asia Centrale. I crateri sono frutto accidentale delle perforazioni sovietiche dei primi anni ’70: il più famoso è quello denominato anche "Porta dell’Inferno", una cavità in cui il metano brucia senza sosta, con bagliori visibili anche da molto lontano. L'incendio fu appiccato volontariamente dai geologi, convinti che il gas si sarebbe consumato interamente nel giro di un paio di mesi. Invece, dopo oltre mezzo secolo, il fuoco non si è ancora estinto. 

THAILANDIA, Udon Thani, Red Lotus Sea - Dopo le Porte dell'Inferno ecco una visione assai più gentile: un incantevole lago di acqua dolce, situato presso Udon Thani, una delle quattro grandi città della Thailandia Nord Orientale, che tra dicembre e febbraio si ricopre interamente di fiori di loto rosa. Questo esteso specchio d’acqua è celebre per la spettacolare fioritura stagionale di milioni di ninfee rosa, spesso chiamate fiori di loto rosso; i fiori ricoprono quasi interamente la superficie dell'acqua, creando un "tappeto" vibrante che si estende a perdita d'occhio. Il periodo ideale per ammirare la fioritura è tra novembre e la fine febbraio. Attenzione però: per ammirare la fioritura è bene recarsi sul posto nelle prime ore del mattino: i fiori, infatti, si aprono alle prime luci dell'alba e tendono a richiudersi man mano che aumenta l'intensità dei raggi solari. Per ammirare lo spettacolo occorre essere sul posto tra le 6 e le 11 del mattino.

CINA, Mongolia Interna, Deserto di Badain Jaran - Un deserto famoso perché qui si trovano le dune stazionarie più alte della terra (circa 500 metri) e per gli oltre 100 laghi colorati che si trovano tra di esse. Ma il deserto è celebre soprattutto per le "dune che cantano", un fenomeno acustico raro e potente che si verifica quando il vento sposta la sabbia o se qualcuno cammina sui crinali. Le dune, in queste situazioni, emettono un suono a bassa frequenza che può ricordare il rombo di un aereo o un tuono profondo. Non è suggestione: è un evento fisico vero e proprio, la cui voce può raggiungere i 105 decibel, l'equivalente di un concerto rock o di un elicottero a bassa quota. Il fenomeno non viene generato dal vento che soffia sulle creste, ma dal movimento collettivo dei granelli, prodotto quando una massa di sabbia scivola lungo il pendio, per erosione naturale o perché calpestata: si crea così una vibrazione che ricorda il rombo di una valanga.

VIETNAM, Danang, Dragon Bridge - Infine, concludiamo con un'opera dell'uomo: un ponte a forma di drago che ogni sabato e domenica sera alle 21.00 mette in scena uno spettacolo di luci e suoni. Il ponte è un'opera ingegneristica e artistica che simboleggia la crescita e la prosperità del Vietnam moderno; inaugurato nel 2013 per commemorare il 38° Anniversario della Liberazione della città, il ponte ha la forma di un drago della dinastia Ly che sembra "volare" verso il mare. Nei giorni del weekend va in scena uno spettacolo in cui la testa del drago sputa getti di fuoco alternati a spruzzi di acqua: naturalmente prima dell'inizio dello spettacolo il ponte viene chiuso ai veicoli per permettere alle migliaia di persone che accorrono sul posto di assistere allo show in sicurezza lungo le carreggiate, sul lungofiume o dall'acqua, su apposite imbarcazioni.