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Campania: Procida, le delizie dell'occhio e del palato

L'isola dai mille colori, set ideale per film famosi e capolavori letterari, con una gastronomia, molto, molto speciale

Golfo di Napoli: Procida, l'isola degli artisti

L'isola dai mille colori, set ideale per film famosi e capolavori letterari, con una gastronomia, molto, molto speciale

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In Campania l'isola di Procida è una perla del Mediterraneo: Boccaccio vi ambientò una novella de Il Decamerone ed Elsa Morante il celebre romanzo “L’isola di Arturo”.

Più recentemente, Massimo Troisi vi girò “Il Postino” e Anthony Minghella “il talento di Mr.Ripley, con Matt Damon e Gwyneth Paltrow: insomma Procida è un luogo di bellezza così straniante da riuscire a incantare artisti e turisti. 
È la più piccola e la meno conosciuta delle isole del golfo di Napoli da cui dista 13 miglia; con Vivara e Ischia forma le Isole Flegree. È collegata a Napoli e Pozzuoli (ma anche con Ischia) con frequenti corse giornaliere di traghetti e aliscafi: la traversata dura dai 30 ai 55 minuti.

Le pittoresche tradizioni dell’isola - Ben sei spiagge circondano Procida e molto ben attrezzate, anche se l’isola è meno sfruttata turisticamente di Ischia e Capri, Procida offre al turista diverse possibilità, dal mare (in un territorio limitato sono comunque ben sei le spiagge, anche attrezzate) ai tesori artistici e architettonici, dalla natura all’archeologia (gli appassionati possono trovare molti reperti nei bellissimi fondali marini).

Il premio Morante - Ma l’anima più popolare di Procida si manifesta nelle suggestive processioni, nelle cerimonie legate alla tradizione religiosa, e nelle tante sagre. A settembre si svolge invece il premio letterario intitolato a Elsa Morante. E in qualsiasi stagione dell’anno, assolutamente consigliata, infine, un’escursione in barca. Hotel, residence, case in affitto, bed&breakfast: per tutti i gusti, insomma. Per chi ama vivere all’aria aperta, e godere dei profumi della terra stando a due passi dal mare, potrebbe essere una buona idea soggiornare nei diversi campeggi dell’isola. 

Un paese di mille colori - Appena arrivati, si rimane folgorati dalle case coloratissime, perché così i pescatori, anche da lontano, potessero riconoscere dalle barche la propria. Procida nell’alto medioevo fu spesso oggetto delle incursioni dei pirati saraceni, e ciò spiega le torri di guardia (la meglio conservata è quella cinquecentesca in località Rotonda) e il “trasloco” della popolazione sul promontorio di Terra Murata, più facilmente difendibile: qui vennero scavati i fossati e le case nel tufo. Marina Grande è il porto commerciale dell’isola: ogni pomeriggio, verso le 16, si può acquistare il pesce direttamente dai pescatori.

Limone, re della tavola - Il re della tavola è il limone, e quello di Procida è davvero particolare perché è più grande e più dolce. Così, oltre al liquore tipico, il limoncello, viene preparata la crema al limone (liquore con latte e limone), le lingue di suocera (dolci di pasta sfoglia ripiene di crema al limone), le granite, i babà al limoncello, e una specialità: l’insalata di limoni da abbinare al pesce fresco e da condire con olio, aglio, peperoncino e foglie di menta o prezzemolo. Altrimenti, altra pietanza prelibata è il crudo di alice al limone, cioè filetti di acciughe fresche cotte nel succo di limone e poi condite. Tra gli ortaggi, da gustare carciofi, zucchine, peperoni (specie quelli verdi), zucche e le melanzane con cui preparare la parmigiana re mulignane (melanzane, fiordilatte, pomodori e basilico).

Pesce e vini da gustare - A tavola il pesce è sempre fresco: alici, tonno, merluzzi, polpi, seppie, calamari. Buonissime sono le cicarelle (pannocchie), preparate con sugo di pomodoro, olio, aglio e peperoncino. Altra leccornia, il coniglio alla cacciatora: una tradizione che risale al 1700, quando i re borbonici (per un certo periodo Procida seguì Napoli nelle dominazioni) venivano sull’isola da Napoli per cacciare il delicato coniglio selvatico di Vivara. Vini: Falanghina e Aglianico.

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