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Borghi d’Italia: un viaggio… tra le pietre

Che si tratti di rocce, materiale da costruzione o ciottoli, caratterizzano il paesaggio di molti paesi dal Nord al Sud dello Stivale

Borgo che vai, pietra che trovi

Alcune sono rosse, altre bianche, e poi ci sono i ciottoli di fiume. Da paesaggi urbani a paesaggi nel verde, borgo dopo borgo, partiamo per un viaggio dedicato alle pietre e alle rocce che a loro modo avvolgono i borghi e le città nel nostro Belpaese. Un punto di vista inconsueto per ammirarli in tutte le loro speciali caratteristiche.

Matera - In un percorso dedicato alle pietre, Matera con i suoi Sassi è il primo luogo a saltare alla mente. La città lucana è per eccellenza la “città della pietra”: il suo intero centro storico è stato scavato nel calcare della gravina ed è abitato sin dal Paleolitico, con reperti che risalgono fino al XIII millennio a.C. Molte delle sue case scendono in profondità nel calcare della gravina: nonostante questo sono state popolate senza interruzione dall'età del bronzo ai nostri giorni. Un tempo i Sassi erano considerati “vergogna d’Italia” per le pessime condizioni igieniche in cui vivevano i loro abitanti, oggi sono stati riqualificati, sono un museo a cielo aperto e ospitano lussuose dimore di design.  


Noto – In questa splendida città, tempio del Barocco, tutto è bianco, come il colore della pietra che dà vita ai palazzi, riluce splendendo nell’etere, anima gli occhi dei visitatori, Il  particolare materiale utilizzato nelle costruzioni si chiama pietra giuggiulena (o pietra torrone perché il suo aspetto richiama alla mente questo dolce)  ed è lo stesso che si trova a Siracusa: è venuto alla luce quando i Monti Iblei affiorarono dal mare. Una splendida città, arroccata su un altopiano che domina la Valle dell’Asinaro, e Patrimonio Unesco.  


Piedimonte Etneo, Catania - Chi ama le escursioni, la natura e le vacanze en plein air in un paesaggio caratterizzato dalla pietra lavica, non può che andare a Piedimonte Etneo. Come dice il suo nome stesso, questo grazioso borgo siciliano è caratterizzato dalla presenza dell’Etna, il vulcano dei vulcani, capace di creare un paesaggio ancestrale. La roccia lavica di cui è costituito il suolo nutre anche i vigneti della regione, come uno scrigno di colori e sapori. 


Mugnano del Cardinale, Parco del Partenio, Campania - Ancora una volta i vulcani fanno la parte del leone: qui è il materiale piroclastico a caratterizzare il suolo del Parco del Partenio, polmone verde della Campania e dell’Irpinia. Ci si immerge in una natura esuberante, ricca di boschi, di cavità naturali, di zone impervie, Mugnano del Cardinale  è un piccolo borgo che ospita il Santuario di Santa Filomena, conosciuto anche con il nome di Santissima Maria delle Grazie: nei dintorni e all’interno del Parco si trovano castelli e torri di origine medievale. 


Castro dei Volsci, Frosinone – Risalendo lungo lo Stivale giungiamo nel Lazio. Castro dei Volsci è abbarbicato a uno sperone dei Monti Ausoni e alla loro roccia di natura carbonatica, tra inghiottitoi e grotte che da sempre solleticano l'immaginazione. Ad esempio, l’Abisso la Vettica che intimorisce ed affascina al tempo stesso. Gli speleologi lo hanno esplorato fino a una profondità di a 250 metri circa, ma la fantasia popolare lo vuole direttamente collegato attraverso un fiume sotterraneo con le più note Grotte di Pastena e con il Rio Obaco. 


Compiano, Alta Val Taro, Emilia - Dalle “case-torri” ad abitazioni più semplici e con pochi piani, e ancora ciottoli di ofiolite bianchi e neri raccolti dall’alveo del fiume Taro, che insieme vanno a ricreare disegni e geometrie: sono lo “strigàa”, ovvero la pavimentazione della strada principale che taglia il suo affascinante centro storico. Zigzagando tra piazzette, stretti viottoli e scalini ripidi che collegano discretamente la via superiore con quella inferiore del paese, scopriamo i vicoli chiamati “carubbi” da un retaggio ligure, poiché ricordano i tipici “caruggi” genovesi. 


Gorro, Parma – Il Groppo di Gorro, nella località Belforte del comune di Borgo Valtaro, è uno dei più grandi ammassi ofiolitici della zona. Dopo decenni di sfruttamento come cava per la facilità di lavorare la sua roccia, oggi è stato restituito al suo compito di habitat naturale di alcune specie vegetali e animali. Il Groppo è un imponente roccione scuro e brullo, che a tratti rievoca uno scenario quasi lunare. L’origine di questa formazione è da ricercarsi sul fondo marino, più di settanta milioni di anni fa. 


Egna, Alto Adige – È uno dei Borghi più belli d’Italia e dell’Alto Adige, con il suo impianto medievale dalle strade lastricate e stretti vicoli: qui è la pietra calcarea a caratterizzare lo scenario, dai portici, alle residenze signorili, ai meravigliosi cortili interni. Una perla paesaggistica, nascosta tra le Dolomiti. 
 

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