SEMPRE PIù STRESSATI

Lavoro, italiani sempre connessi: uno su tre è reperibile anche fuori orario

La giornata lavorativa si allunga oltre l'orario per milioni di dipendenti: il 32,5% deve restare disponibile fuori turno e oltre la metà fa straordinari

28 Ago 2026 - 06:45
SeguiLogo Tgcom24suSeguici su
 © Istockphoto

© Istockphoto

Il lavoro non finisce più quando scatta l'orario di uscita. Messaggi, telefonate, email e richieste dell'ultimo minuto continuano a entrare nella quotidianità di molti dipendenti, rendendo sempre più difficile separare il tempo professionale da quello personale. Nel nostro Paese, secondo un'analisi di Hays Italia, quasi un lavoratore su tre è spesso o sempre chiamato a restare reperibile anche fuori dall'orario di lavoro. A pesare non è soltanto la quantità di ore lavorate, ma anche la difficoltà di staccare davvero e recuperare le energie.

Google Preferred Site

Un lavoratore su tre deve essere reperibile

 I dati mostrano quanto il lavoro possa estendersi oltre i limiti dell'orario contrattuale. Il 32,5% dei dipendenti afferma infatti che gli viene richiesto frequentemente o sempre di rimanere disponibile anche fuori dall’orario di lavoro. A questo si aggiunge il peso degli straordinari. Il 52,2% dei lavoratori dichiara di svolgere almeno un'ora di lavoro aggiuntivo ogni settimana. In quasi la metà dei casi, il 48,5%, queste ore non vengono riconosciute. Il risultato è un accumulo di stanchezza che rischia di rendere insufficiente anche il tempo dedicato al riposo.

Secondo Hays, quindi, la cosiddetta "sindrome da rientro" non dovrebbe essere letta soltanto come una conseguenza della fine delle ferie. Il punto è piuttosto il contesto lavorativo nel quale si torna: riunioni frequenti, attività da gestire contemporaneamente, priorità che cambiano rapidamente e aspettative di reperibilità quasi continua. In questo scenario, qualche giorno di pausa può non bastare per recuperare pienamente le energie fisiche e mentali. Il benessere, sottolinea l'analisi, dipende soprattutto da come viene organizzato il lavoro quotidiano.

Organizzazione e leadership diventano decisive

 Il benessere dei dipendenti passa, dunque, anche dalle scelte dell'azienda. Organizzazione dei carichi, qualità della leadership, autonomia nello svolgimento delle attività e possibilità di lavorare con una certa flessibilità possono incidere in modo significativo sull'esperienza professionale. Un principio che sposta l'attenzione dal semplice diritto alla disconnessione durante i periodi di ferie alla necessità di costruire condizioni di lavoro sostenibili nel quotidiano.

Il rischio è perdere i talenti

 La pressione sul lavoro ha conseguenze anche per le aziende. Secondo la Salary Guide 2026 di Hays Italia, più del 44% dei professionisti sarebbe disposto a cambiare impresa entro i prossimi 12 mesi. Il tema dell'esaurimento lavorativo entra così direttamente nelle strategie di retention. Il 32% delle aziende considera la prevenzione del burnout una delle leve più importanti per riuscire a trattenere le proprie persone.

Non basta staccare in vacanza

 Per affrontare il problema, la sola disconnessione durante le ferie rischia dunque di essere una risposta parziale. La sfida è creare durante tutto l'anno condizioni che permettano ai lavoratori di recuperare energie senza dover attendere il prossimo periodo di vacanza. Carichi di lavoro sostenibili, maggiore autonomia, flessibilità, una gestione più equilibrata dei team e veri momenti di recupero possono diventare elementi centrali di una nuova organizzazione del lavoro per trattenere i talenti che altrimenti potrebbero cercare fortuna altrove.

Ti potrebbe interessare

videovideo