i dati del biennio 2023-2025

Lo smart working aumenta la fertilità, lo certifica... l'andamento demografico

Secondo uno studio internazionale sul biennio 2023-2025, fecondità accresciuta nelle coppie in cui entrambi i partner lavorano da casa almeno una volta a settimana

11 Mar 2026 - 07:00
 © Istockphoto

© Istockphoto

Non solo più benessere - fisico e mentale - e meno inquinamento ambientale. C'è anche l'aumento della fertilità tra gli effetti positivi dello smart working post pandemia. Fecondità accresciuta, infatti, nelle coppie in cui entrambi i partner lavorano da casa almeno una volta a settimana: +14% rispetto alle coppie in cui nessuno dei due opera da remoto. A certificarlo è uno studio in progress, "Lavoro da casa e fertilità", finanziato dalla Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo, e a firma di un gruppo di ricercatori internazionali con a capo l'economista Cevat Giray Aksoy del King's College di Londra, che ha analizzato i dati del biennio 2023-2025 di coppie a lavoro da casa (tecnicamente, infatti, si parla di Work For Home) in 38 Paesi. La conclusione? Famiglie più numerose con questa flessibilità d'impiego, perché per i (neo)genitori diventerebbe più facile - e più economica - anche la gestione dei figli. Assist vincente per i governi alle prese con l'inverno demografico.

Lo smart working riduce l’inquinamento

1 di 1
© Withub

© Withub

© Withub

I numeri della ricerca "Lavoro da casa e fertilità"

  Dallo studio sui dati raccolti tra il 2023 e l'inizio del 2025 risulta che la fertilità effettiva dal 2023 all'inizio del 2025 e la fertilità futura pianificata sono più elevate tra gli adulti che lavorano da casa almeno un giorno alla settimana e, per le coppie, ancora più elevate quando entrambi i partner ne usufruiscono. La fertilità stimata nel corso della vita è maggiore di 0,32 figli per la donna quando entrambi i partner lavorano da casa uno o più giorni alla settimana rispetto al caso in cui nessuno dei due lo fa.

Smart working, la situazione in Italia

1 di 1
© Withub

© Withub

© Withub

Nel report si precisa, inoltre, che le implicazioni per i tassi di fertilità nazionali differiscono da Paese a Paese, principalmente a causa delle grandi differenze nei tassi di smart working. In un'analisi complementare che utilizza dati statunitensi, i tassi di fecondità a un anno, sempre nel periodo 2023-2025, aumentano con le opportunità di lavoro da casa nella propria professione e, per le coppie, nella professione del partner.

La ricetta della natalità?

 E' svelata nello studio di Aksoy. Nell'articolo facilmente reperibile online si legge che la fertilità totale, comprese le nascite effettive e i piani dichiarati per altri figli, su un campione di oltre 11.000 adulti intervistati, era "sistematicamente più alta per coloro che lavorano da casa almeno un giorno alla settimana".

E nelle coppie in cui entrambi i partner lavorano da casa almeno una volta a settimana, la fertilità totale è risultata superiore del 14% rispetto alle coppie in cui nessuno dei due lo fa, pari a 0,32 figli per donna. Questo perché il lavoro da remoto riduce i tempi di spostamento, facilita la gestione del ritiro dei figli a scuola e offre ai genitori un maggior controllo sulla propria giornata.

"La flessibilità sul luogo di lavoro si sta rivelando uno dei modi più promettenti ed economici per aiutare le persone ad avere la famiglia che dicono di desiderare", commenta Cevat Giray Aksoy al Financial Times, anticipando il lavoro del suo team.

Ti potrebbe interessare

videovideo