Hitler Mussolini vince le elezioni in Perù, ma in Italia questo nome è vietato: ecco perché
Anche se non c'è una vera e propria black list gli articoli 34 e 35 del Dpr 396/2000 , pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale, che stabiliscono dei paletti ben precisi sull'attribuzione del nome
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Il suo nome per esteso è Hitler Mussolini Simeón Flores, 45 anni, ha conquistato la carica di sindaco a Queropalca, un distretto della provincia di Lauricocha, nel dipartimento di Huánuco, a nord di Lima. Il suo nome però evoca personaggi storici di un certo peso e in Italia non sarebbe potuto esistere. E non è l'unico. Anche se non c'è una vera e propria black list ci sono leggi, come gli articoli 34 e 35 del Dpr 396/2000 (Decreto del presidente della Repubblica), pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale, che stabiliscono dei limiti all’attribuzione del nome. Ecco le categorie vietate.
Personaggi storici o politici controversi - In Italia, il divieto di utilizzare nomi di personaggi storici non riguarda la figura storica in sé, ma l'effetto che quel nome può avere sulla vita e sulla dignità del bambino. La legge vieta i nomi che possono risultare ridicoli, vergognosi, offensivi o che espongono il minore a derisione e isolamento sociale. Per questo motivo, l'ufficiale di stato civile blocca i nomi di personaggi legati a dittature, crimini efferati o contesti storici fortemente negativi come figure che richiamano immediatamente regimi totalitari o criminali storici. L'esempio classico è Adolf Hitler o l'accostamento Benito Mussolini. Anche nomi di noti criminali o terroristi internazionali vengono sistematicamente rifiutati. Il nome Benito in Italia non è vietato di per sé (è un nome tradizionale), ma viene bloccato se il cognome della famiglia è Mussolini o se l'abbinamento di più nomi richiama palesemente il dittatore. Lo stesso vale per Adolf. Ci sono poi delle eccezioni, come i nomi legati a figure storiche positive, antiche o epiche che sono generalmente consentiti, purché non risultino ridicoli. Ad esempio, nomi come Cesare, Alessandro, Napoleone, Dante, Galileo o Leonida sono perfettamente legali.
Nomi di parenti stretti - È vietato dare al bambino lo stesso nome del padre vivente, di un fratello vivente o di una sorella vivente. Non si può usare il nome del padre nemmeno aggiungendo "Junior", come ade esempio si fa in America, salvo l'uso del nome Maria come secondo nome. Non è nemmeno consentito usare un cognome come nome proprio (ad esempio chiamare un bambino Rossi o Ferrari).
Nomi che non corrispondono al genere - È vietato attribuire nomi maschili a femmine o viceversa. Fanno eccezione alcuni nomi storicamente o tradizionalmente unisex come Andrea (consentito per entrambi) o l'uso di Maria come secondo nome per i maschi (es. Gianmaria).
Nomi ridicoli, vergognosi o offensivi - Sono proibiti i termini volgari, le parolacce, i doppi sensi o nomi che possano esporre il minore a derisione o pregiudizio morale (es. Ikea, Nutella, Venerdì, Satana, Lucifero, Dracula).
Personaggi di fantasia, cartoni animati o animali - Sono vietati i nomi inventati o tratti da opere di finzione che risultano grotteschi per un bambino (es. Goku, Doraemon, Pollon, Ken, Barbie). L'anagrafe può bloccare nomi legati a personaggi famosi o sportivi se giudicati inappropriati per l'identità della persona (ad esempio Maradona). I nomi di colori (come Giallo) o nomi propri tipici di animali (come Fido) sono generalmente vietati (fanno eccezione colori come Bianca o Celeste).
No alfabeto straniero - I nomi stranieri devono usare lettere dell'alfabeto italiano (sono ammesse le lettere J, K, X, Y, W); non si possono usare alfabeti diversi come quello cirillico o ideogrammi. Inoltre si possono attribuire al massimo tre nomi (separati da virgola o spazio).
Che succede se i genitori non rispettano le regole? - Se un genitore si presenta all'anagrafe e insiste nel voler dare al bambino un nome vietato, l'ufficiale di stato civile non può rifiutarsi di registrare la nascita, ma si attiva immediatamente una procedura legale guidata dal Tribunale. Dal 2000, l'ufficiale dell'anagrafe non ha più il potere di imporre direttamente un nome o di rifiutare la registrazione sul momento. Ma c'è una procedura ufficiale. L'avvertimento: L'ufficiale di stato civile informa i genitori che il nome scelto viola la legge (ad esempio: è ridicolo, offensivo o è lo stesso nome del padre vivente) e li invita a cambiarlo. La registrazione "con riserva": Se i genitori rifiutano di cambiare idea, l'ufficiale è obbligato a formare l'atto di nascita con il nome voluto dai genitori. La segnalazione alla Procura: Subito dopo la registrazione, l'ufficiale di stato civile invia una segnalazione immediata al Procuratore della Repubblica. Il giudizio del Tribunale: Il Procuratore promuove un giudizio di rettificazione davanti al Tribunale per i Minorenni. Il giudice chiama i genitori in udienza per ascoltare le loro motivazioni. La decisione finale: Se il giudice ritiene che il nome sia effettivamente lesivo per il bambino, emette una sentenza con cui cambia d'ufficio il nome del minore (spesso sostituendolo con uno simile o con un nome standard scelto dal giudice stesso). L'atto di nascita viene quindi rettificato. Finché il Tribunale non si pronuncia (il che può richiedere diversi mesi), il bambino utilizzerà temporaneamente il nome scelto dai genitori sui documenti provvisori.
