Stefano Accorsi ricorda il set con Kimi Antonelli: "Aveva una disciplina incredibile, era un samurai"
L'attore parla a "Verissimo" del film "Veloce come il vento", dove il campione di Formula 1 - ancora bambino - ha preso parte come comparsa
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Da bambino, sul set di "Veloce come il vento", Kimi Antonelli era già diverso dagli altri. A raccontarlo è Stefano Accorsi, ospite a "Verissimo" nella puntata del 7 novembre: "È un vero fenomeno".
All'epoca il futuro pilota aveva appena otto anni e faceva la comparsa nel film, di cui Accorsi era protagonista. Nessun ruolo da protagonista, quindi, ma un set che per lui era comunque casa: "Noi in quel film avevamo delle auto che correvano in pista e il nostro pilota era suo papà, Marco Antonelli", ricorda l'attore, che ha incrociato la famiglia Antonelli proprio durante le riprese.
Non era, del resto, un bambino qualunque. "Già all'epoca Kimi era campione del mondo" con la Baby Academy nelle tappe del Championkart Series by Parolin, sottolinea Accorsi, tracciando il ritratto di un ragazzino che sulle piste ci sapeva già stare.
A colpirlo, però, era anche altro: la compostezza. "Gli altri bambini si rompevano presto le scatole, Kimi aveva una disciplina incredibile, era un piccolo samurai", racconta. E aggiunge il dettaglio che rende bene l'idea: "Mi ricordo come per attirare l'attenzione degli altri bambini dovevamo sperimentare, lui dall'inizio alla fine era impassibile".
Un ritratto che, a distanza di anni, suona quasi come una profezia. Chi era impassibile a otto anni, oggi è il talento che il mondo della Formula 1 guarda con attenzione.
