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Ilaria D'Amico e il matrimonio con Buffon: "Gigi mi ha chiesto tante volte di sposarlo, ma non nella maniera giusta"

La giornalista si racconta a "Verissimo" e svela di voler allargare la famiglia con una femmina

 ILARIA D'AMICO, Gigi Buffon

Ilaria D'Amico e Gigi Buffon sono state una delle coppie più inaspettate e paparazzate degli ultimi anni. Dopo essere diventati genitori di Leopoldo nel 2016, ora stanno pensando al matrimonio. "Gigi me l’ha già chiesto tante volte ma in maniera goffa. E io gli rispondo sempre che non si fa così. Vorrei una cosa romantica, con la neve e il camino", ha confessato la D'Amico a "Verissimo".

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"DESIDERO UNA FIGLIA DA GIGI" - Anche sul fatto di allargare la famiglia la giornalista ha le idee chiare: "Direi una bugia se dicessi che non mi manchi una figlia femmina perché sono cresciuta in una famiglia tutta al femminile. Ogni settimana scrivono che sono incinta, ma non lo smentisco mai. Se dovesse ricapitare mi piacerebbe tanto avere una bambina anche se faccio fatica a immaginare un equilibrio migliore di quello che abbiamo adesso”.

 

"NON PENSAVO DI INNAMORARMI DI UN CALCIATORE" - Una passione fortissima quella tra Gigi e Ilaria, nata quando lui era ancora legato ad Alena Seredova. “Non l’avrei mai detto nemmeno io, ho sempre pensato di combattere gli stereotipi e invece ero l’esatto opposto. Non immaginavo che un calciatore potesse essere un compagno di vita, invece Gigi è una persona meravigliosa, con un cuore grandissimo e trasparente. È un uomo che mi ha ricoperto di un amore enorme e che aveva bisogno di essere amato, abbracciato e capito”.

 

"MI HA FATTO SOFFRIRE L'ETICHETTA DI ROVINAFAMIGLIE“ - "Io e Gigi ci siamo incontrati perché eravamo nella stessa situazione emotiva, reduci da grandi sofferenze, di crisi profonde. Quando ci siamo visti abbiamo sentito il bisogno di raccontarci come dei rubinetti aperti e abbiamo capito che dentro di noi era successo qualcosa”. E su cosa l’abbia fatta più soffrire rispetto agli attacchi subiti agli inizi della loro storia aggiunge: “In Italia c’è lo stereotipo della donna rovinafamiglie, non c’è il corrispettivo maschile. C’è sempre questa idea che gli uomini siano lì candidi nella loro vita felicissima e che le donne arrivino con malizia e cattiveria a strapparli dalle loro famiglie. Questo mi ha fatto soffrire perché non era così”.

 

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