IL MEGLIO E IL PEGGIO

Sanremo 2026, da Gianna Pratesi a Irina Shayk: i top e i flop della 76esima edizione

Commovente la testimonianza della 105enne di Chiavari, tra le prime donne italiane a votare. Bene anche Laura Pausini e Ubaldo Pantani. Non convince, invece, la supermodella russa. E il refuso "Repupplica"...

01 Mar 2026 - 07:36
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© Ansa  | Protagonista della prima serata è Gianna Pratesi, la centenaria è stata tra le prime donne a votare in Italia il 2 giugno del 1946. Il suo “Abbasso i fascisti” gridato sul palco è diventato subito meme.
© Ansa  | Protagonista della prima serata è Gianna Pratesi, la centenaria è stata tra le prime donne a votare in Italia il 2 giugno del 1946. Il suo “Abbasso i fascisti” gridato sul palco è diventato subito meme.
© Ansa  | Protagonista della prima serata è Gianna Pratesi, la centenaria è stata tra le prime donne a votare in Italia il 2 giugno del 1946. Il suo “Abbasso i fascisti” gridato sul palco è diventato subito meme.

© Ansa | Protagonista della prima serata è Gianna Pratesi, la centenaria è stata tra le prime donne a votare in Italia il 2 giugno del 1946. Il suo “Abbasso i fascisti” gridato sul palco è diventato subito meme.

© Ansa | Protagonista della prima serata è Gianna Pratesi, la centenaria è stata tra le prime donne a votare in Italia il 2 giugno del 1946. Il suo “Abbasso i fascisti” gridato sul palco è diventato subito meme.

Come ogni edizione che si rispetti, anche il Festival di Sanremo 2026 può vantare alti e bassi. Azzeccate (e commoventi) le ospitate di Gianna Pratesi e Paolo Sarullo, impareggiabile Ubaldo Pantani nei panni di Lapo Elkann, storico il duetto Morandi padre-Morandi figlio e coinvolgente l'inno alla pace Heal The World cantato da Laura Pausini. Decisamente da censurare, invece, i refusi sul maxischermo ("Repupplica") e i problemi tecnici con la superospite Alicia Keys; da rivedere anche il cameo di Belen Rodriguez e la co-conduzione di Irina Shayk. Ripercorriamo i momenti che, nel bene e nel male, hanno caratterizzato questo Festival.

I top del Festival di Sanremo 2026

1) L'insegnamento di Gianna Pratesi - A illuminare la prima serata del Festival è stata Gianna Pratesi, che con i suoi 105 anni è stata tra le prime donne a votare in Italia. Allo storico referendum del 1946, quando gli italiani scelsero la forma repubblicana dello Stato, lei c'era. "Ho votato per la Repubblica come tutta la mia famiglia. Finalmente hanno potuto votare le donne", ha ricordato Gianna, che all'epoca aveva 26 anni. "I giovani non dovrebbero essere severi con gli altri. Dovrebbero capire com'è la vita, non arrabbiarsi. Bisogna volersi bene", ha sottolineato. Un messaggio che acquisisce ancora più valore se si pensa che suo padre dovette fuggire dalle persecuzioni fasciste e suo fratello da una fucilazione certa.

Carlo Conti l'ha giustamente definita "l'ospite d'onore del 76esimo Festival", che cade proprio nell'anno in cui si celebra l'80esimo anniversario della Repubblica. "La sua testimonianza deve essere un esempio per i più giovani, perché ciò che abbiamo oggi è la conquista di tante persone, che hanno perso anche la vita per noi", ha detto Conti. Anche Laura Pausini è rimasta colpita dalla testimonianza di Gianna: "Che rock! La sua storia emozionante rappresenta tutte le donne italiane, che dal 1946 possono essere donne libere". Un bellissimo momento "macchiato", però, da un memorabile refuso sul maxischermo alle spalle della 105enne (che vedremo dopo).

2) La testimonianza di Paolo Sarullo - Nella terza serata del Festival una testimonianza ha scosso la platea dell'Ariston e tutta l'Italia: quella del 25enne Paolo Sarullo, aggredito nel 2024 ad Albenga (Savona) da un gruppo di giovani che voleva rubargli il monopattino. Un pugno al volto, la caduta all'indietro, la testa che sbatte sull'asfalto e l'emorragia cerebrale. Poi il coma, la rimozione di parte del cranio e una tetraplagia con gravi compromissioni cognitive. Una vita stravolta, per sempre. "Non deve succedere più a nessuno. Stop alla violenza giovanile", è l'appello lanciato in videocollegamento da Paolo. Che, tra le altre cose, ha spiegato di aver perdonato i suoi aggressori. Poi ha accennato Balorda nostalgia di Olly, canzone vincitrice di Sanremo 2025. E all'incitazione di Conti a non arrendersi, ha risposto: "Non si molla un caz...". Ben detto, Paolo.

3) La comicità di Ubaldo Pantani - Se si vuole mantenere alti gli ascolti del Festival, bisogna affidarsi ai comici. Quest'anno, a spiccare sul palco di Sanremo è stato Ubaldo Pantani, che ha conquistato tutti con uno dei suoi cavalli di battaglia: Lapo Elkann. Sceso dalle scale con parrucca e abito tricolore, Pantani-Elkann ha voluto omaggiare "i grandi geni italiani come Leonardo da Vinci, Guglielmo Marconi, Galileo Galilei e tanti altri aeroporti. Dobbiamo essere orgogliosi". E quando Conti gli ha chiesto se si fosse preparato per Sanremo, Lapo ha risposto: "Alla stragrande. So che è la 76esima edizione e considerando che tu alla prima edizione avrai avuto 20 anni, complimenti per i tuoi 96 anni. Li porti alla grande". Poi si è avventurato sul regolamento di Sanremo: "Ci sono tre categorie. Big, nuove proposte e gente che ha prenotato tramite l'app ed è in attesa". Pantani - che ha poi sciorinato il meglio del suo repertorio (Massimiliano Allegri, Luciano Spalletti e Rino Gattuso, tra gli altri) - è anche riuscito a incrinare la glacialità siberiana di Irina Shayk.

4) Il duetto dei Morandi - Conti aveva rivelato che nella serata dei duetti ci sarebbero state sorprese. E così è stato. Sul palco insieme al rapper Tredici Pietro (pseudonimo di Pietro Morandi) è sbucato il papà, Gianni, eterno ragazzo della musica italiana. I due - in compagnia di Galeffi e Fudasca&Band - hanno duettato su Vita, brano scritto da Mogol e Mario Lavezzi, che Morandi padre interpretò con Lucio Dalla. Alla fine dell'esibizione, l'abbraccio commosso (e commovente) tra padre e figlio.

5) L'inno alla pace di Laura Pausini - "Il mondo oggi è malato, è sofferente per la follia delle guerre. Dobbiamo curarlo, dobbiamo farlo per i nostri figli", recita Carlo Conti, introducendo l'esibizione di Laura Pausini con Heal The World, brano contenuto nell'album Dangerous di Michael Jackson (1991). Laura - accompagnata dai piccoli cantori del Coro dell'Antoniano e del Coro di Caivano, tutti vestiti di bianco - ha emozionato la platea e i telespettatori con una performance intensa, eterea, angelica. Con standing ovation, meritata, del teatro Ariston.

Lacrime e gioia per Sal Da Vinci, trionfatore al Festival di Sanremo 2026

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I flop del Festival di Sanremo 2026

1) "Repupplica" al posto di "Repubblica" - L'ospitata di Gianna Pratesi è stata "macchiata" da un mastodontico refuso sul maxischermo alle sue spalle. Parlando del referendum del 1946, la grafica ha ricordato che "il 54 per cento" dei voti era andato "alla Repupplica". Non alla "Repubblica", bensì "alla Repupplica". E così l'omaggio agli 80 anni della Repubblica (con la "B") fortemente voluto da Carlo Conti è terminato, suo malgrado, con le scuse in conferenza stampa: "Mi scuso ancora" per il refuso "ma dobbiamo controllare non so quante cose. Questa ci è sfuggita. Mi scuso ancora, ma dalle mie parti si dice: 'Chi non fa, non sbaglia'".

2) I problemi tecnici di Alicia Keys ed Eros Ramazzotti - È finalmente il momento del superospite a Sanremo e, manco a farlo apposta, arrivano i primi problemi tecnici. Mentre la star americana Alicia Keys si apprestava a cantare L'Aurora con Eros Ramazzotti, per la prima volta dal vivo e in esclusiva mondiale, è comparsa la nuvoletta di Fantozzi, che ha stoppato l'esibizione prima ancora che partisse. La "povera" Alicia, mentre stava iniziando a suonare il pianoforte, si è subito accorta che qualcosa non andava: "Stop stop, non mi riesce a sentire in cuffia". E, riferendosi a Eros: "Non può sentire". Conti è stato costretto a lanciare la pubblicità per dare modo ai tecnici di sistemare il tutto. Al ritorno, la voce di Alicia ha fatto scordare quanto appena visto.

3) Belen sbaglia l'attacco - Nella terza serata, durante l'esibizione di Samurai Jay, Belen è spuntata sul palco per un rapidissimo cameo. Avrebbe dovuto mimare il labiale di alcune parole del brano ("Amo, stiamo correndo un po' troppo, facciamo lento"), in sincrono all'audio pre-registrato. Il classico lyp sinc. Ma proprio nel momento in cui doveva "agganciare" la frase, la showgirl ha alzato il microfono in ritardo: il labiale non coincide e il playback diventa, ahimè, manifesto. Finendo virale sui social.

4) Irina Shayk non convince - Un po' come accaduto con Georgina Rodriguez e Megan Gale, la bellezza della supermodella russa Irina Shayk ha superato (e di gran lunga) l'apporto concreto dato al Festival. Ribattezzata sui social come "la bella statuina", Irina compare poco sul palco e non partecipa alle gag, limitandosi a leggere i cartellini con i titoli dei brani. La barriera linguistica, poi, non ha di certo aiutato. E la supermodella ha finito per non incidere come avrebbe voluto.

5) Gli ascolti (in netto calo) su Spotify - Le canzoni in gara al Festival di Sanremo 2026 non sembrano aver conquistato pienamente il pubblico. Spotify, piattaforma di streaming musicale leader a livello mondiale, ha pubblicato i dati degli ascolti dei brani a 24 ore dalla loro primissima esecuzione all'Ariston. Nel 2025, le canzoni allora in gara avevano totalizzato 25.860.358 stream nelle prime 24 ore: quest'anno il numero è sceso a 17.378.654 ascolti totali (-32,79%). Non solo: nessuno dei brani in gara ha superato nelle prime 24 ore il milione di ascolti. Ben nove, invece, erano riusciti a raggiungere questo traguardo lo scorso anno (tra cui Balordia Nostaglia di Olly, canzone poi vincitrice, che poteva vantare oltre due milioni di ascolti).

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