svolta nel calcio italiano

Stop ai colpi di testa, a Como arriva la rivoluzione per le giovanili: "Per la loro salute" | Quali sono i rischi

La società lariana introduce un regolamento per prevenire rischi di malattie neurodegenerative: pressione dei palloni controllata e rimesse con i piedi

25 Lug 2026 - 10:56
SeguiLogo Tgcom24suSeguici su
Il fenomeno del Como, Nico Paz, impegnato in un colpo di testa nella sfida contro il Parma  © Ansa

Il fenomeno del Como, Nico Paz, impegnato in un colpo di testa nella sfida contro il Parma  © Ansa

Sì ai colpi di testa, ma dagli undici anni in su. È la vera e propria rivoluzione che il Como ha deciso di introdurre nella propria Academy per "tutelare la salute dei giovani calciatori". Una decisione che arriva sulla scorta di una serie di ricerche scientifiche, che hanno evidenziato l'impatto potenzialmente devastante che può avere l'esposizione a continui colpi sulla fronte. Anche se si tratta semplicemente di indirizzare verso la porta un pallone di massimo 450 grammi.

Google Preferred Site

Il nuovo regolamento del Como

 Non si tratta di linee guida, né di atteggiamenti consigliati. Si tratta bensì di un rigido divieto che la società lariana, qualificata in Champions League per la prossima stagione, ha deciso di imporre nel suo vivaio. Almeno fino all'Under 12. Il regolamento interno è infatti molto chiaro: stop assoluto di compiere colpi di testa - sia in allenamento che in partita - fino ai 10 anni. Dagli 11 sarà progressivamente e lentamente introdotto verso il finale di stagione, ma solo in allenamento e usando un pallone di gomma molto leggero. Dall'Under 12 al massimo ogni giocatore potrà colpire cinque volte il pallone con la fronte. Poi, dopo i 12 anni, sarà un liberi tutti.

Le norme sulla pressione dei palloni e la "nuova" rimessa laterale

 Ma le limitazioni e i divieti non sono finiti qui. Per arginare ancor di più il rischio, nell'Academy è stato disposto un costante monitoraggio della pressione dei palloni, che non potranno essere utilizzati nelle sedute di campo se giudicati troppo gonfi. Nuove norme anche per quanto riguarda la rimessa laterale, con l'obiettivo proprio di disincentivare la "tentazione" e l'abitudine a colpire di testa. Fino ai 12 anni, le rimesse laterali saranno battute con i piedi, appoggiando il pallone a terra. Dai 12 anni in poi l'indicazione è di non indirizzare mai il pallone al di sopra della testa, ma sempre verso il busto o più in basso. 

© Ansa

© Ansa

Cosa dicono gli studi scientifici: le malattie neurodegenerative e l'Alzheimer

 Sono anni che grandi campioni del passato, ormai ritirati, denunciano episodi di commozione cerebrale causati proprio dai ripetuti impatti con il pallone. A supportare queste denunce ci ha pensato uno studio su 7.600 ex calciatori professionisti dell’Università di Glasgow pubblicato sul New England Journal of Medicine, secondo cui - rispetto a un gruppo di controllo neutro di 23mila persone - nei giocatori era possibile registrare una maggiore mortalità per malattie neurodegenerative e un rischio più elevato di demenza e Alzheimer. Condizioni ancor più accentuate dato che il colpo di testa è pratica diffusa fin dalle giovanili. Quando, come ha spiegato il responsabile di Medicina dello sport della Asl Roma 1 Romano Franceschetti, "il cranio è più sottile e la muscolatura del collo più debole". Uno studio dell’Università di Tor Vergata, con sensori applicati sulla fronte di giovani calciatori, rilevò che l’impatto dei palloni leggeri in gomma era fino a dieci volte inferiore rispetto a quello dei tradizionali palloni di cuoio. 

Quando il colpo di testa è un fallo: cosa fanno nel resto del mondo

 Quella del Como è una rivoluzione nel calcio italiano, ma di certo non una novità nel panorama europeo e mondiale. Uno dei primi a sottolineare la necessità di ridurre i colpi di testa è stato il brasiliano ex Fiorentina Socrates. Forte della sua laurea in Medicina, ormai anni fa aveva lanciato l'allarme chiedendo di mettere mano in qualche modo al regolamento. Pur non essendo stata colta dalle federazioni mondiali e continentali, questa indicazione è invece già stata fatta propria da diversi club a livello giovanile. In Germania da tempo i colpi di testa sono disincentivati. Nelle scuole calcio di Santa Monica, a Los Angeles, il colpo di testa è addirittura punito come un fallo. Dal 2020 la federazione scozzese ha proibito i colpi di testa sotto i 12 anni.

Il sostegno dell'ex campione del mondo Varane: "Necessario"

 Tra le persone che più hanno spinto il Como a compiere questo passo c'è Raphaël Varane, ex difensore campione del mondo con la Francia nel 2018 e quattro volte campione d'Europa con il Real Madrid. L'ex calciatore, diventato membro del Board of Education della società lariana dopo essersi ritirato anzitempo per problemi di infortuni, ha infatti insistito: "Ho parlato più volte della necessità di prendere sul serio gli impatti alla testa nel calcio e dell’importanza di proteggere i bambini. È importante ridurre i contatti non necessari fra i giovani, quando il cervello è in fase di sviluppo". Il colpo di testa deve secondo lui essere introdotto "passo dopo passo, con il giusto controllo". Osian Roberts, Head of Development del Como, sottolinea anche il rovescio della medaglia di questa rivoluzione: "Vogliamo lavorare più tempo con il pallone, trasmettere capacità di osservazione del gioco e problem solving, prendendo decisioni con calma". E, soprattutto, con i piedi. 

Ti potrebbe interessare

videovideo