A sollevare il caso è stata Dr. Z, archeologa e divulgatrice molto seguita sui social, che ha puntato il dito contro la provenienza poco trasparente dei manufatti. "Con ogni probabilità questi reperti sono stati saccheggiati in Iran e ora adornano le orecchie di un’attrice americana", ha affermato. Poi, la domanda al centro della polemica: "Perché non usare delle repliche?". Secondo la studiosa, l’operazione non celebrerebbe l’arte antica, ma trasformerebbe l’autenticità dei reperti in uno status symbol, finendo per "feticizzare il passato". Resta importante precisare che, al momento, non esistono prove pubbliche che dimostrino il saccheggio o l’esportazione illegale di questi due oggetti specifici.