IL GIALLO DEGLI ORECCHINI

Zendaya, polemiche sul look alla prima di "Odissea": indossava reperti di 3mila anni fa

L'attrice li ha sfoggiati alla première del nuovo film di Nolan, accendendo il dibattito sulla loro provenienza

19 Lug 2026 - 14:39
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Zendaya alla prima londinese di "Odissea" © IPA

Zendaya alla prima londinese di "Odissea" © IPA

Sembravano il dettaglio perfetto per completare un look da dea. È bastato però osservare quegli orecchini un po' più da vicino perché il tour promozionale dell'attesissimo "Odissea" si trasformasse in un caso internazionale. Alla première londinese del film di Christopher Nolan, Zendaya ha indossato due grandi dischi d'oro che non sarebbero semplici creazioni ispirate all'antichità, ma autentici manufatti iraniani risalenti al primo millennio avanti Cristo.

L'attrice, che nel kolossal interpreta Atena, li ha abbinati a un abito bianco completato da un copricapo drappeggiato. Un'apparizione studiata nei minimi dettagli insieme allo stylist Law Roach. L'effetto era quello di una moderna divinità greca, ma gli orecchini arrivavano da un'altra parte del mondo: l'antica Persia.

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Cosa sappiamo degli orecchini di Zendaya

 La società cui appartengono gli orecchini indossati da Zendaya descrive i pezzi come una coppia di placche-medaglione d’oro di Ziwiye, provenienti dall’Iran e databili al primo millennio a.C. I dischi sono stati inseriti dal gioielliere britannico Glenn Spiro in una montatura contemporanea di oro giallo e diamanti, all'interno della sua collezione "Materials of the Old World".

La società ha spiegato che gli orecchini non sono in vendita, ma fanno parte della sua collezione privata. Ha inoltre precisato che le placche sono sostenute da una struttura a griffe non invasiva, realizzata per non alterare né danneggiare gli oggetti originali. A provocare le polemiche, però, non è il modo in cui i reperti sono stati montati. Il vero punto interrogativo riguarda il viaggio compiuto da quei dischi prima di arrivare nelle mani dei collezionisti londinesi.

Il mistero del tesoro iraniano

 Ziwiye è un sito archeologico dell’Iran nordoccidentale, nella provincia del Kurdistan. Secondo l’Encyclopaedia Iranica, nel 1947 nella zona sarebbe stato scoperto un tesoro composto da oggetti in oro, argento, bronzo e avorio. Il ritrovamento non venne però documentato attraverso uno scavo archeologico regolare. I manufatti furono dispersi molto presto tra commercianti, antiquari e collezioni internazionali. Alcuni sarebbero stati persino tagliati prima della vendita.

Con il passare degli anni, inoltre, l’etichetta “Ziwiye” sarebbe stata applicata a oggetti di origine differente e, in qualche caso, anche a falsi moderni. Per questo attribuire con certezza un singolo pezzo al tesoro resta spesso difficile. La descrizione pubblica degli orecchini indossati da Zendaya indica una provenienza geografica e una datazione, ma non ricostruisce l’intera catena dei proprietari. Non chiarisce, quindi, quando i dischi abbiano lasciato l’Iran, chi li abbia acquistati né attraverso quali documenti siano arrivati sul mercato britannico.

"Sono stati sicuramente trafugati"

 A sollevare il caso è stata Dr. Z, archeologa e divulgatrice molto seguita sui social, che ha puntato il dito contro la provenienza poco trasparente dei manufatti. "Con ogni probabilità questi reperti sono stati saccheggiati in Iran e ora adornano le orecchie di un’attrice americana", ha affermato. Poi, la domanda al centro della polemica: "Perché non usare delle repliche?". Secondo la studiosa, l’operazione non celebrerebbe l’arte antica, ma trasformerebbe l’autenticità dei reperti in uno status symbol, finendo per "feticizzare il passato". Resta importante precisare che, al momento, non esistono prove pubbliche che dimostrino il saccheggio o l’esportazione illegale di questi due oggetti specifici.

La responsabilità è davvero di Zendaya?

 Le critiche hanno coinvolto inevitabilmente Zendaya. Eppure la selezione di un gioiello per un evento internazionale passa attraverso stylist, collezionisti, gioiellieri e addetti stampa. È quindi difficile stabilire quanto l’attrice conoscesse della provenienza dei dischi. Il caso supera così il singolo red carpet. La trasformazione di materiali archeologici in gioielli moderni è infatti una pratica diffusa nel mercato dell’arte e del lusso. Gli orecchini di Zendaya hanno soltanto reso visibile un problema già evidente: un reperto antico può diventare un accessorio, oppure la sua storia dovrebbe venire prima dello spettacolo?

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© Afp  | Zendaya regina del “method dressing”: l’abito ragnatela di Giorgio Armani collezione primavera estate 1990 per la premiere a Roma
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