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"Shining", 40 anni di brividi: dentro i segreti dell'horror di Stanley Kubrick

Tratto da un romanzo di Stephen King, il film del maestro americano ha consegnato alla storia del cinema alcune sequenze memorabili e iconiche

Il 23 maggio del 1980 usciva nei cinema americani "Shining", il nuovo film di Stanley Kubrick tratto da un libro di Stephen King con protagonista uno straordinario Jack Nicholson. Un inusuale salto nell'horror del cineasta americano che, a dispetto di alcune critiche feroci al momento dell'uscita, negli anni è assurto allo status di cult assoluto, con alcune scene diventate iconiche nella storia del cinema. 

"Shining" compie 40 anni: le immagini del film da brivido

 

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Da molti è considerato l'horror più bello di tutti i tempi, una classifica stilata dal magazine inglese "Time Out" lo ha messo al secondo posto, superato solo da "L'esocista". Sicuramente il film di Kubrick è un'opera che ha lasciato il segno: costruita su uno dei capolavori di King, uscito tre anni prima, ma prendendosi una buona dose di libertà rispetto a questo (libertà che suscitato gli strali dello scrittore per anni), unisce visionarietà, gode del surplus offerto dalla visionarietà del regista e dalla bravura di un Jack Nicholson in stato di grazia. Il gelido Overlook Hotel, l'infinito piano sequenza del bimbo che percorre i corridoi con il triciclo, le inquietanti bambine gemelle, la terribile stanza 237, la porta sfasciata a colpi d'ascia di fronte a una Shelley Duvall trasfigurata dal terrore, il labirinto immerso nella neve. Sono talmente tante le sequenze e le immagini entrate nell'immaginario collettivo da portare il film fuori dal canone del genere per depositarlo direttamente tra i classici.

 

Ecco 10 curiosità che dovreste conoscere:

 

- Le riprese del film durarono più di un anno e furono caratterizzate da un'alta tensione sul set, in particolare tra il regista, noto per la sua meticolosità, e la protagonista Shelley Duvall. Anche Jack Nicholson ebbe non poche difficoltà, soprattutto per l'abitudine di Kubrick di cambiare continuamente il copione.

 

- Per quanto riguarda il ruolo del protagonista Jack Nicholson fu la prima scelta di Kubrick. Erano stati considerati anche altri attori, come Robert De Niro, Robin Williams e Harrison Ford, ma fuorno scartati anche a causa della disapprovazione di Stephen King.

 

- Per quanto considerato oggi un capolavoro, alla sua uscita il film venne stroncato dalla critica. In particolare vennero sottolineate l'eccessiva lentezza e la recitazione dei protagonisti, considerata troppo sopra le righe. Addirittura ottenne delle nomination ai Razzie Awards per la peggior regia e la peggiore attrice.

 

- La frase che Jack Nicholson in preda alla follia scrive ripetutamente alla macchina da scrivere, in ogni edizione straniera del film ha un diverso significato. Se l'originale è  "Solo lavoro e niente svago rendono Jack un ragazzo triste", nella versione italiana diventa "Il mattino ha l'oro in bocca", in quella tedesca "Non rimandare a domani quello che puoi fare oggi" e in quella spagnola "Anche se ti alzi più presto non farà giorno prima". 

 

- Il regista commissionò alla sua segretaria, Margaret Adams, di battere a macchina la frase  in questione su ciascuna delle circa 500 pagine che nel film compongono il manoscritto di Jack Torrance. Il lavoro richiese mesi.

 

- Esistono tre versioni del film: la versione originale da 146 minuti, la versione di 144 minuti disponibile al pubblico nordamericano e la versione internazionale da 119 minuti. Dopo la premiere ed alcune proiezioni, Kubrick decise di tagliare una scena del finale ambientata nell'ospedale dove è stata ricoverata la moglie di Jack Torrance.

 

- Il film è tratto dal bestseller di Stephen King uscito nel 1977. Lo scrittore critico pesantemente l'opera di Kubrick, tanto per alcune scelte di sceneggiatura, che stravolgevano il senso del libro, quanto per la realizzazione. Ne fu critico al punto che nel 1997 lo stesso King fece un adattamento del suo romanzo per una miniserie tv diretta da Mick Garris. A dispetto della soddisfazione di King il risultato lasciò alquanto a desiderare...

 

-  Gli esterni dell'Overloook Hotel furono al Timberline Lodge, un albergo sul monte Hood in Oregon. I proprietari, temendo che poi nessuno avrebbe più voluto alloggiare in quella camera, chiesero a Kubrick di cambiare il numero della stanza 217, in cui nel romanzo venivano uccise le due gemelle. Il regista la modificò così nella camera 237 che nell'hotel reale in realtà non esiste.

 

- Per quanto riguarda le riprese degli interni il set venne costruito invece a Londra.  All'epoca si trattava del più grande mai costruito, includendo una ricostruzione a grandezza naturale della facciata dell'albergo.

 

- Alcune inquadrature aeree scartate della scena di apertura sono state riutilizzate nell'epilogo della prima versione del film "Blade Runner" di Ridley Scott, uscito l'anno seguente.

 

 

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