A cuore aperto

Matilde Gioli: "Mio padre è morto mentre giravo il mio primo film"

L'attrice 36enne racconta come dopo anni di inquietudine ha ritrovato la serenità: grazie, anche, alla terapia, le gite in montagna e la passione per l'equitazione

03 Lug 2026 - 14:20
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Dietro il sorriso di Matilde Gioli c'è un percorso fatto di prove difficili, perdite, cadute e rinascite. Oggi, a 36 anni, l'attrice milanese si definisce finalmente serena. Lo racconta in un'intervista al Corriere della Sera, nella quale ripercorre alcuni dei passaggi più delicati della sua vita e della sua carriera. Nel frattempo è stata scelta come madrina dell'Italian Global Series Festival, in programma tra Rimini e Riccione dal 3 all'11 luglio. Un ruolo che accoglie con naturalezza.

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Il debutto mentre il padre stava morendo

 Per Matilde Gioli il cinema è arrivato quasi per caso. Accompagnava il fratello a basket quando, nella palestra accanto, Paolo Virzì stava cercando i volti del suo nuovo film, "Il capitale umano". Prima di allora, l'unica esperienza da attrice era stata interpretare un albero durante una recita scolastica.

Quel debutto, però, coincise con uno dei momenti più difficili della sua esistenza. Mentre girava il film, il padre Stefano era gravemente malato. "Ero completamente anestetizzata", ammette. "Rimuovevo quel pensiero e mi concentravo su quello che dovevo fare". Sarebbe morto poco tempo dopo.

Fu proprio Virzì a suggerirle di cambiare cognome, passando da Lojacono a Gioli, quello da nubile della madre, livornese come il regista. Una scelta che, con il senno di poi, l'attrice interpreta come un modo per custodire il rapporto speciale con il padre, proteggendolo dall'esposizione pubblica.

Quella perdita ha rappresentato uno spartiacque. Ma non è stato l'unico momento in cui la vita l'ha costretta a fermarsi. Rischiò infatti la paralisi in seguito a un incidente durante un allenamento di nuoto sincronizzato, un'altra esperienza che ha contribuito a cambiare il suo modo di guardare il mondo.

Dalla frenesia alla pace ritrovata

 Per molto tempo Matilde Gioli ha avuto la sensazione di vivere come un'eterna adolescente. Scelte impulsive, sport estremi, escursioni in montagna affrontate senza paura, persino rientri nel cuore della notte dopo dislivelli di tremila metri. "Era un modo di sfidare il dolore", confessa.

Oggi quel bisogno di mettersi continuamente alla prova ha lasciato spazio a un equilibrio nuovo. La montagna continua a essere il suo rifugio, ma non come terreno di sfida. È diventata il luogo dove rallentare e respirare. Un cambiamento che attribuisce anche alla psicoanalisi e al rapporto con la natura, elemento centrale della sua quotidianità.

L'attrice vive circondata dai suoi cavalli, Nadador e Cricchetto, ai quali riconosce un ruolo importante nella sua crescita personale. "Con loro non puoi fingere", svela. "Se sbaglio o sono indecisa me lo fanno capire subito". Un linguaggio fatto di piccoli gesti che le ha insegnato calma, pazienza e rispetto, qualità che oggi ha fatto sue e custodisce dentro e fuori dal set.

Il lavoro, i successi e un cinema che cambia

 Nonostante la popolarità conquistata negli ultimi anni, Matilde Gioli continua a definirsi un'attrice senza pretese. Dice di adattarsi facilmente alle condizioni di lavoro, senza fare storie per un camerino troppo caldo o troppo freddo, e ricorda con affetto tutte le esperienze che hanno scandito la sua carriera.

Tra queste conserva un posto speciale "I moschettieri del Re" di Giovanni Veronesi, soprattutto per il clima leggero che si respirava sul set. È lì, racconta, che è nato il suo amore per i cavalli, diventati poi una presenza fondamentale nella sua vita.

A proposito del suo lavoro, l'attrice affronta anche un tema delicato come quello del maschilismo nel mondo del cinema. Svela di aver vissuto due episodi spiacevoli nel corso della sua carriera, ma riconosce che qualcosa negli ultimi anni è cambiato. "La situazione per noi donne è migliorata", osserva. "Oggi abbiamo tanti bei ruoli". Parole che raccontano non solo l'evoluzione di un settore, ma anche quella di una donna che dopo avere attraversato il dolore ha imparato a guardare avanti con una serenità. Passo dopo passo.

Matilde Gioli in uno scatto bollente, il capezzolo è a vista

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