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Mahmood: "Non mi riconoscevo più, sono ripartito dalle mie origini sarde"

Il cantante presenta a Tgcom24 il nuovo album "Ghettolimpo"

Ufficio stampa

In "Ghettolimpo" l'alto e il basso si incontrano senza mai scontrarsi. Perché in Mahmood le due anime convivono da sempre. Il secondo album dell'artista che esce l'11 giugno è il risultato di due anni di lavoro, complice anche il lockdown, in cui brani apparentemente diversi tra loro hanno in comune la ricerca delle radici. Stavolta quelle sarde. Tra cornamuse dei pastori e mitologia greca, vita reale e Olimpo che si dipanano via via nell'ascolto, "come i livelli di un videogame".

 

 

"Ci ho lavorato due anni e mezzo - racconta Mahmood - sono molto orgoglioso perché rappresenta una parte della mia vita. Lo sento mio, ancora non mi annoio di ascoltarlo. Il titolo è un neologismo, rappresenta un punto a metà fra l'Olimpo e la quotidianità. Sono sempre stato appassionato di mitologia greca. Mia mamma mi aveva regalato un'enciclopedia per ragazzi e io leggevo tutti i miti. Poi la passione l'ho riversata nelle canzoni".

 

Nella cover Mahmood appare infatti come un Narciso al contrario: "Il mio è un Narciso marcio: mentre lui si guarda e si piace, io mi guardo nel riflesso ma non mi riconosco più".

 

mahmood ghettolimpo
Ufficio stampa

 

Un po' quello che gli è successo dopo la vittoria al Festival di Sanremo nel 2019 con "Soldi" e il secondo posto all'Eurovision: "Quando la mia vita è cambiata: tutti mi vedevano in un modo, ma io non mi ci riconoscevo. Ho avuto un periodo strano, non tornavo mai a casa, non vedevo le persone a cui volevo bene. Cercavo l'Alessandro di sempre, ma trovavo solo quello che vedevano gli altri. E quando tornavo tutti mi vedevano in un modo nuovo di cui io non avevo ancora preso coscienza".

 

Da questo periodo è nato il nuovo disco, scritto quasi interamente prima della pandemia, non più sul bus ma in aereo: "Perché da quando è iniziata la quarantena ho scritto poco, chiuso in casa faccio molta fatica. Prendevo moltissimi aerei e scrivevo sempre lì. E quindi racconta dei viaggi. In effetti alcune canzoni oggi potrebbero suonare un po' strane perché descrivono il 2019".

 

Mahmood è da sempre molto legato alle sue radici arabe ma per la prima volta parla della Sardegna, terra natia della madre: "Ho sempre parlato delle mie origini arabe e non di quelle sarde, mentre la verità è che io a casa parlo sardo. Il brano 'T'amo' rappresenta proprio le mie radici, mia madre. Ci ho messo tutto quello che potevo di cosa è lei per me. Quando l'ha sentita la prima volta mia mamma si è messa a piangere".

 

Due i feat, con Elisa e Woodkid: "Non mi andava di riempire questo disco di tanti duetti. Quando metti la voce di un altro, devi dargli importanza. Deve avere spazio per raccontarsi. Ma dei brani con Elisa (Rubini) e Woodkid (Karma) sono molto felice".

 

Quanto all'Eurovision e al successo dei Maneskin, confessa: "Sono molto contento che abbiano vinto, erano i più bravi. Per me è andata benissimo anche se non ho vinto, mi ha dato la possibilità di fare un tour europeo. Nel mio cervello è come se avessi vinto. E' stata una bellissima esperienza, unica, ti insegna tanto. Con i Maneskin ci siamo sentiti, ho fatto loro i miei complimenti".

 

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