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J-Ax: "Sono un perdente che ha vinto Fedez? Per me parla la mia musica"

Il rapper racconta a Tgcom24 il nuovo album di inediti "ReAle" che esce venerdì 24 gennaio

Da una parte il re del rap, dall'altra Alessandro Aleotti padre e marito. "ReAle", il nuovo album di J-Ax, mette a confronto due uomini e due generazioni. Diciotto tracce alternate, "una seria e una cazzona", e ben 11 featuring tra cui Boomdabash, Chadia Rodriguez, Enrico Ruggeri, il Pagante, Max Pezzali e Paola Turci che  raccontano un artista a tutto tondo, che non ha paura di dire la sua su politica e immigrazione e che non si tira indietro neanche quando sulla legittima difesa la sua posizione si avvicina a quella di Salvini. Su Fedez, però, cala il silenzio: "Non parlo, sono uscito da una situazione in cui non stavo bene, rispondo con la mia musica".   

Il nuovo album di inediti arriva a due anni dall'addio a Fedez e alla Newtopia, la società che i due rapper avevano creato insieme. Anni in cui Ax è sfuggito ai gossip e alle polemiche e si è concentrato sul suo lavoro: la musica. Dopo i tormentoni estivi "ReAle" rappresenta per l'artista un nuovo inizio. E' riuscito "finalmente" a guardarsi allo specchio: "Per me reale non sono i like, gli aerei privati, i red carpet, ma trovarsi bene negli ambienti normali".

Ax, c'è qualche brano in cui parli di Fedez?
Intanto vorrei sottolineare che non mi sento un traditore. Sulla questione non rispondo, voglio che si parla di me per la mia musica. Basta fare domande in giro per capire come sono andate le cose. C’è una traccia, in cui la vicenda viene liquidata con le prime battute, "Quando piove e diluvia". Racconto tutto quello che è successo la settimana dopo la separazione. Venivo da una situazione in cui non ero felice.  
 

Cosa è successo in quella settimana?
Prima è arrivato un controllo della Guardia di finanza e visto che io pago le tasse fino all'ultimo centesimo ero da una parte tranquillo e dall'altra avevo paura che per qualche errore magari del commercialista venissi sbattuto sulle prime pagine dei giornali. Poi sono arrivate le Iene che mettevano in dubbio la cannabis legale di Maria Salvador. Per fortuna avevano sbagliato a fare gli esami e il servizio non è mai andato in onda. Il brano l'ho scritto come terapia.


In "Mainstream" elenchi ironicamente i venti punti della scalata al successo di un rapper, tu a che step sei?
Quello di un artista a tutto tondo amato dal popolo ma che la gente alla moda non considera. Poi la verità è che in Italia sei il numero uno solo quando schiatti.


In ReAle affronti tanti temi legati all'attualità come il femminicidio e la legittima difesa...
In "Beretta" (realizzata insieme ai Boombdabash, ndr) parlo di una donna che dopo avere subito violenze e denunciato più volte alle autorità, uccide il suo aguzzino. Non sono contrario alla legittima difesa. E sulla libertà di avere un'arma mi colloco nel grigio. Non so dire se sia giusto o sbagliato, cerco di valutare caso per caso. In Beretta lei la giustifico eccome, Lei lo ha denunciato, lui le ha rotto il polso. Adesso non potrà più farle del male.


Una posizione vicina a quella di Salvini, che dirà ora?
Magari smette di dire che spalleggio il Pd. Ma starà in silenzio, non replicherà perché non sottolinea la sua narrativa. Deve sempre dipingermi come il comunista con il Rolex e che sta nell’attico in centro. Io che vivo in piazza Maciachini a Milano...


A proposito di polemiche, cosa pensi di Junior Cally e la sua partecipazione a Sanremo?
Se hai bisogno del rap perché è il genere che adesso tira e lo porti a Sanremo per rendere il Festival attuale, poi non ti puoi lamentare. Il rap ha i suoi canoni e la polemica è sbagliata alla radice. Eminem nel 2001 partecipò come superospite al festival, era strapagato e aveva appena fatto una canzone in cui raccontava a sua figlia come aveva ucciso sua madre. Ora rompete le palle? Almeno Cally è in gara e non è pagato. Mi sembra una polemica da poveretti anche perché pe rme una canzone è una canzone così come un film è un film. 


Come sei cambiato da quando sei diventato papà?
Spero il meno possibile nella mia musica. Mi sento un po' come Batman: c’è Ax e c'è Alessandro... non voglio ostacoli che mi limitino a livello artistico, sono sempre stato libero.


Chi è oggi J-Ax?
Un perdente che ha vinto


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