GIA' AMMESSA OGGI

A Venezia forse ci sarà una sezione sull'Intelligenza Artificiale

Il direttore del Festival Alberto Barbera: "Nel regolamento ho aggiunto che sono ammessi anche film che fanno uso limitato dell'intelligenza artificiale"

28 Feb 2026 - 14:57
Intelligenza artificiale e big data per evitare errori negli investimenti © Dal Web

Intelligenza artificiale e big data per evitare errori negli investimenti © Dal Web

In occasione dell'iniziativa "Incontri da Festival" all'Università Cattolica di Milano, Alberto Barbera, direttore artistico della Mostra internazionale cinematografica di Venezia, ha dialogato con gli studenti sulla possibilità di introdurre una sezione dedicata al'Intelligenza Artificiale. 

Aprirsi all'innovazione

 "Mi sono interrogato per capire se istituire questa sezione, ma ho pensato che era troppo prematuro, perché i film d'autore con Ia sono ancora pochi", ha spiegato Barbera. "Magari lo farò in futuro, ma nel regolamento ho aggiunto che sono ammessi anche film che fanno uso limitato dell'intelligenza artificiale e non è un passo scontato, perché molti festival rifiutano questo. Io credo che sia un errore clamoroso, come se vent'anni fa avessimo detto che non accettiamo film fatti con effetti speciali", ha aggiunto.

Il cinema in evoluzione

 Dalla fine degli anni Novanta, quando Barbera aveva appena preso il timone del Festival, ad oggi il cinema si evoluto cambiando le proprie vesti innumerevoli volte. Ora si ritrova a fare i conti con l'intelligenza artificiale e con una produzione sempre più in crescita di opere per le piattaforme. "Non ha senso escludere i film delle piattaforme dai festival, perché sono diventate le maggiori produttrici di cinema d'autore", ha sottolineato Barbera. In un mondo dove le produzioni cinematografiche sono triplicate i festival devono "consacrare nuovi autori nel panorama internazionale, e poi, di fronte all'aumento della produzione di film a livello mondiale, selezionare le opere principali". 

Certamente l'IA ha generato diversi dibattiti e controversie riguardo il suo implemento in questo settore. Di recente Luca Ward, per tutelarsi da un uso improprio di questa tecnologia, ha scelto di depositare il marchio sonoro della propria voce. Un caso che invita a un uso consapevole dell'IA.

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