in occasione dell'82ma Mostra di Venezia

Cinema, Borgonzoni (Mic): 12 miliardi di ricavi e oltre 124mila occupati nel mercato audiovisivo

L'intervento della sottosegretaria alla Cultura in apertura dell'evento "Il cinema e l'audiovisivo in numeri. Motore culturale, occupazionale e opportunità per il Paese", promosso in occasione dell'82ma edizione della Mostra internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia

28 Ago 2025 - 16:56

"Quasi dodici miliardi di euro, è quanto valgono i ricavi complessivi del mercato audiovisivo italiano stando a una foto recente. In un'altra ad essere immortalata è la platea di più di 124mila professionisti impiegati nell'audiovisivo. Ce n'è poi una terza, che racconta degli effetti sui nostri territori quando vengono scelti come set o come luoghi per lo svolgimento di manifestazioni. A scattarle sono le associazioni di categoria del settore, a cui abbiamo dato voce affinché tratteggiassero con numeri e dati certi il valore positivo – quello culturale, certamente, ma anche quello economico-occupazionale – generato dalle diverse realtà che rappresentano, ognuna rilevante nella sua unicità. Il quadro che emerge sottolinea la strategicità di una filiera industriale e produttiva che rappresenta un'eccellenza". Lo ha affermato la sottosegretaria alla Cultura, Lucia Borgonzoni, intervenendo in apertura dell'evento "Il cinema e l'audiovisivo in numeri. Motore culturale, occupazionale e opportunità per il Paese", promosso in occasione dell'82ma edizione della Mostra internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia dalla Direzione Generale Cinema e Audiovisivo del ministero della Cultura all'Italian Pavilion – coordinato da MiC e Cinecittà – all'Hotel Excelsior, a Venezia Lido.

Borgonzoni: "In questo quadro c'è la necessità di non tagliare i fondi"

 "Non a caso – ha proseguito Borgonzoni – l'Italia è tra i cinque principali Paesi produttori a livello europeo e tra i primi dieci a livello globale. Abbiamo realtà che, da sole, in un anno investono 400 milioni nella produzione di film e serie, generando oltre 100mila cedolini, con un effetto traino anche sulle piccole produzioni indipendenti. Insomma, un'industria creativa con radici solide e orizzonti di crescita, che le misure di sostegno del ministero della Cultura hanno saputo sostenere".


"Il denaro pubblico investito nell'animazione, ad esempio – ha sottolineato la sottosegretaria, – innesca un ritorno economico all'interno del Paese di 7,14 volte superiore al valore originariamente investito. Pensiamo poi all'investimento nella campagna Cinema Revolution: stando alle rilevazioni Cinetel, nel periodo 13 giugno-24 agosto, il cinema italiano ed europeo ha totalizzato 1,3 milioni di presenze con un +6,2% rispetto al 2024 e un +17,8% sul 2023, il 20,4% in più di quanto registrato mediamente nel triennio 2017-2019".

"Un altro dato da aggiungere al quadro delineato fin qui – ha aggiunto la sottosegretaria Borgonzoni – è quello relativo ai set aperti: la situazione che emerge dai primi sette mesi del 2025 è di perfetto allineamento con i dati relativi allo stesso periodo del 2024, con 144 set attivati, inclusi i ‘proseguimenti’, con un aumento di occupazione registrato".

"Sempre più spesso – ha evidenziato Borgonzoni – i set hanno un impatto positivo sul territorio, pensiamo al cosiddetto 'White Lotus Effect' che ha interessato Taormina in seguito alla scelta di ambientare lì la produzione della seconda stagione della nota serie, ma anche al più recente caso di un film indipendente come Vermiglio, ambientato in Trentino, che ha riportato importanti ricadute economiche al territorio durante le fasi di lavorazione".

"Tutto ciò – ha continuato – a testimonianza del fatto che la cultura, oltre a rappresentare un valore, crea valore. Certo di questo, nel quadro del nuovo bilancio finanziario pluriennale europeo, il ministero della Cultura ha espresso la necessità di non tagliare, ma anzi di aumentare, i fondi dedicati alla cultura e la Commissione nella recente proposta di Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034 ha raddoppiato la dotazione relativa a cultura e media. Il Mic ha proposto, inoltre, di attivare un Fondo di coproduzione europeo, di potenziare le linee di intervento in materia di distribuzione internazionale, di incrementare le risorse a sostegno delle sale e di dare maggiore impulso agli strumenti di accesso al credito".

Gli altri interventi

 Aperta dai saluti istituzionali del presidente di Cinecittà Antonio Saccone, l'iniziativa si è svolta alla presenza di un'ampia rappresentanza di associazioni del mondo del cinema e dell'audiovisivo. Nel corso dell'incontro sono intervenuti anche il presidente Anica Alessandro Usai, la presidente Apa Chiara Sbarigia, il presidente Anec Mario Lorini, il presidente Confartigianato Cinema e audiovisivo Corrado Azzollini e Francesco Lattarulo, membro Esecutivo Nazionale Cna Cinema e audiovisivo.

"L'industria italiana del settore è stata trainata nel quinquennio 2020-2024 oltre che dall'aumento dei consumi, dalla stabilizzazione dell'investimento pubblico, dal ciclo positivo innescato dalla dinamica competitiva tra i principali player e nel post-Covid da una accresciuta capacità produttiva e dal rafforzamento della posizione internazionale", ha dichiarato Alessandro Usai, presidente Anica.
 

Il presidente ha evidenziato poi il valore dei diversi settori delle Unioni Anica, che rappresentano l'intera filiera audiovisiva: produzione, distribuzione cinematografica, imprese tecniche e di servizi, editori media audiovisivi, esportatori, editori digitali e creators. "Nel 2024 la creator economy – tra gli esempi citati da Usai – in Italia vale 4,06 miliardi di euro, trainata da Instagram (3,3 mld) e seguita da TikTok (447 mln) e YouTube (280 mln). L'influencer marketing rappresenta un indotto diretto di 370 milioni di euro. L'Italia si posiziona al terzo posto per numero di professionisti in Europa, dopo Spagna e Regno Unito".

Rilevata, inoltre, la crescita del settore dell'animazione, "che conta più di 80 società di animazione associate in Cartoon Italia, con oltre seimila talenti creativi". "L'audiovisivo non è solo una componente dell'industria culturale italiana bensì è uno dei suoi principali motori di sviluppo economico, occupazione e innovazione", ha affermato Chiara Sbarigia, presidente Apa.

"Con 63 associati che rappresentano circa l'85% del mercato nazionale e dell'occupazione del settore, Apa è oggi la principale realtà dei produttori indipendenti in Italia. Guardiamo a questi risultati presentati oggi con orgoglio, consapevoli del ruolo che l'audiovisivo ricopre nel panorama culturale ed economico del Paese", ha proseguito. "Per sostenere nel lungo periodo una traiettoria di crescita è, però, necessario lavorare sulla semplificazione burocratica favorendo la creazione di un settore dinamico e competitivo a livello internazionale che porti visibilità alle eccellenze dei nostri territori", ha concluso.

"Il comparto dell'esercizio è caratterizzato da 1.658 sale cinematografiche (di cui 740 al nord, 559 al centro, 359 al sud e isole). Di queste, 1.216 sono sale commerciali e d'essai e 442 sono sale della comunità. A queste si aggiungono altri 146 cinema-teatri della comunità", ha spiegato Mario Lorini, presidente Anec.

"Guardando ai dati aggiornati al giugno 2025, il profilo di imprese che opera nell'esercizio cinematografico è così suddiviso: 10 Grandi imprese, 31 Medie imprese, 110 Piccole imprese, oltre 600 Micro imprese. Il numero di addetti impiegato nel comparto è di oltre 6.800 (52% uomini - 48% donne) direttamente impiegate nelle sale cinematografiche, cui si aggiungono gli addetti dell'indotto per un totale di oltre 20.000 unità impiegate nelle attività delle sale cinematografiche", ha evidenziato.

"L'associazione rappresenta oltre 500 imprese, in costante aumento. Di queste: 460 sono imprese attive nella creazione di contenuti cinematografici e audiovisivi (produzione); 12 operatori di sale cinematografiche e spazi di proiezione (esercizio cinematografico); 6 distribuzione; 8 post-produzione; 4 operatori media regionali e i restanti sono professionisti e consulenti del settore cinema e audiovisivo", ha detto Corrado Azzollini, presidente Confartigianato Cinema e audiovisivo.

"Le imprese sono ben bilanciate su tutto il territorio (36% al Nord, 31% al Centro, 33% al Sud)", ha aggiunto, sottolineando la "significativa presenza femminile e giovanile, con il 30% di imprenditrici donne e il 18% di giovani imprenditori under 35". "Parliamo di un ecosistema di oltre 1.550 imprese e professionisti. Il cuore produttivo include 919 case di produzione che hanno come focus la produzione di opere prime/seconde, documentari e cortometraggi, film di giovani autori, una buona rappresentanza di produzione di animazione, film di genere e sperimentali. Il 40% delle imprese è a guida femminile e il 30% è under 40", ha evidenziato Francesco Lattarulo, membro Esecutivo Nazionale Cna Cinema e audiovisivo. "Dal 1946 come Cna tuteliamo e valorizziamo il 'saper fare', forti di una rappresentanza capillare sul territorio, ora lo stiamo facendo anche nel settore del cinema e dell'audiovisivo", ha concluso.

Ti potrebbe interessare

Commenti (0)

Disclaimer
Inizia la discussione
0/300 caratteri