Taormina

Can Yaman: "Mettere su famiglia? Per ora non riesco neanche a prendere un cane"

L’attore racconta il peso della popolarità, il desiderio di reinventarsi e il suo nuovo personaggio nella serie spagnola "Il labirinto delle farfalle", disponibile prossimamente su Canale 5

13 Giu 2026 - 11:56
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 © Ufficio stampa

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C’è stato un periodo in cui la fama era diventata quasi una presenza fisica. Costante, ingombrante, impossibile da ignorare. A raccontarlo è Can Yaman, ospite del Taormina Film Festival, dove l’attore turco ha parlato dei nuovi progetti professionali ma anche del prezzo che il successo gli ha chiesto di pagare negli ultimi anni.

Oggi Can Yaman appare sereno, consapevole, diverso rispetto al ragazzo che si è ritrovato improvvisamente al centro di un fenomeno internazionale. Eppure ci sono stati momenti in cui la popolarità ha superato il confine dell’entusiasmo dei fan. "Cinque o sei anni fa sentivo la presenza costante del pubblico come una pressione", ha raccontato a Vanity Fair. Una sensazione che, in alcuni periodi, si è trasformata in qualcosa di ancora più invasivo. "La gente conosceva il mio indirizzo e per due anni ho vissuto con la folla sotto casa".

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La fama e il bisogno di ritrovare equilibrio

 Con il passare del tempo, però, Can Yaman ha imparato a gestire quell’attenzione continua. Oggi dice di vivere il rapporto con il pubblico in modo più maturo, concedendosi durante festival ed eventi senza rinunciare alla propria privacy.

Una crescita personale che si riflette anche nelle scelte professionali. Dopo aver interpretato per anni personaggi romantici e affascinanti, l’attore sente il bisogno di esplorare strade nuove. In questi termini, a Taormina ha parlato della serie spagnola "Il labirinto delle farfalle", disponibile prossimamente su Canale 5 e in streaming su Mediaset Infinity, dove veste i panni di un agente segreto lontano dagli stereotipi. "All’inizio ero una specie James Bond in purezza,  poi con le varie bozze hanno iniziato ad ammorbidire tutto. È diventato una specie di Bond molto umano, che si sacrifica per le donne. Un thriller romantico, completo: c’è l’azione, la parte più maschile, ma anche la tenerezza con una bambina e con le donne. Mi si addice tantissimo", ha svelato all’Adnkronos.

Oltre l’etichetta del sex symbol

 Tra i temi affrontati c’è anche quello della bellezza, elemento che spesso ha accompagnato il racconto pubblico della sua carriera. Can Yaman, però, ribalta la prospettiva. "Tutte le cose che ho fatto nella vita le ho fatte senza considerare il fatto di essere bello", ha spiegato.

Prima della televisione sognava una carriera da avvocato, studiava con impegno e imparava le lingue straniere. La popolarità e l’immagine sono arrivate dopo. "La bellezza mi ha aiutato, certo, ma da sola non sarebbe bastata", ha aggiunto. Riguardo all'ipotesi di mettere su famiglia, l'attore turco è stato chiaro: "Lo farò quando riuscirò a fermarmi da qualche parte nel mondo. Un giorno mi piacerebbe, ma ora viaggio spessissimo, non riesco neanche ad avere un cane, figuriamoci mettere su famiglia", ha detto al Corriere della Sera.

Parole che raccontano un uomo deciso a non restare intrappolato nell’etichetta di sex symbol. Oggi Can Yaman guarda avanti, alla ricerca di nuovi ruoli e nuove sfide, con la consapevolezza di chi ha imparato che il successo può essere una conquista, ma anche qualcosa da gestire con equilibrio.

Can Yaman sbarca in provincia di Salerno a luglio

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