L'artista racconta la sua esperienza

Billy Joel, la rivelazione sull'operazione al cervello: "Non volevo farla"

L'intervento è stato reso necessario a causa di una condizione nota come idrocefalo normoteso. L'artista ha provato a evitarlo, ma poi ha cambiato idea

29 Set 2026 - 15:34
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Billy Joel ha raccontato per la prima volta alcuni dettagli della delicata operazione al cervello a cui si è sottoposto dopo la diagnosi di idrocefalo normoteso. Il 77enne cantautore americano, costretto a interrompere l'attività dal vivo, ha spiegato di aver inizialmente rifiutato l'intervento prima di cambiare idea dopo aver compreso le possibili conseguenze della sua malattia. La decisione è arrivata dopo la diagnosi nel maggio 2025. L'idrocefalo normoteso è una condizione caratterizzata da un accumulo di liquido nel cervello che può avere conseguenze potenzialmente gravi.

La diagnosi e il rifiuto iniziale dell'operazione

 Quando i medici gli hanno illustrato il trattamento necessario, Joel non ha accolto immediatamente l'idea di sottoporsi a un intervento chirurgico. Il cantante ha raccontato di aver chiesto in cosa consistesse la procedura e di aver scoperto che avrebbe comportato la perforazione del cranio per inserire uno shunt all'interno del cervello. La prospettiva lo aveva spaventato al punto da fargli inizialmente rifiutare l'operazione.

Billy Joel ha poi accettato di sottoporsi all'intervento

 La posizione del musicista è cambiata dopo che ha cercato maggiori informazioni sulla propria condizione e sulle conseguenze che avrebbe potuto avere rinunciare al trattamento. Joel ha spiegato di non voler rischiare di perdere le proprie capacità cognitive, anche perché per lui non era semplice distinguere ciò che dipendeva dall'età dagli effetti della malattia. A quel punto ha deciso di procedere con l'operazione. I medici gli hanno quindi impiantato uno shunt nel cervello e, secondo quanto riferito dallo stesso artista, il trattamento ha prodotto un miglioramento delle sue condizioni.

Il ritorno sul palco con i Turnstiles

 Nonostante l'intervento, Joel è tornato a esibirsi nel gennaio di quest'anno, quando ha partecipato a una performance insieme ai Turnstiles, tribute band dedicata proprio alla sua musica. Il ritorno alle esibizioni, tuttavia, non significa che il cantante possa riprendere normalmente l'attività dal vivo. I medici gli avrebbero infatti consigliato di evitare di esibirsi con regolarità, mettendolo in guardia sui possibili effetti che le performance potrebbero avere sul suo cervello.

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"Era come avere una commozione cerebrale"

 Secondo quanto raccontato da Joel, i medici gli hanno spiegato che il problema è legato anche alla natura della sua attività professionale. Suonare musica rock a volume molto elevato durante i concerti potrebbe infatti sottoporre il cervello a uno stress paragonabile, secondo i sanitari, a quello di una commozione cerebrale ogni volta che sale sul palco. "Mi hanno detto che, a causa del mio lavoro, che consiste nel suonare musica rock and roll molto forte, era come se avessi qualcosa di simile a una commozione cerebrale ogni volta che facevo uno spettacolo", ha raccontato il cantante.

Il timore di ulteriori danni al cervello

 L'avvertimento ricevuto dai medici riguardava anche i possibili danni ai nervi del cervello. Joel ha riferito che continuare a esibirsi avrebbe potuto provocare ulteriori conseguenze e aumentare la perdita di cellule cerebrali con l'aumentare del numero di concerti. Di fronte a queste indicazioni, il musicista ha quindi compreso di dover interrompere per il momento le esibizioni.

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