Venezia 81, il red carpet del film di Gianni Amelio con Alessandro Borghi
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Alessandro Borghi compie 40 anni. L'attore ha costruito nel corso di poco più di un decennio una carriera caratterizzata da ruoli molto diversi tra loro, passando dal cinema d'autore alle produzioni televisive e alle grandi piattaforme internazionali. La sua filmografia comprende numerosi titoli presentati alla Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. La svolta è arrivata nella seconda metà degli anni Dieci, quando Borghi ha cominciato a imporsi all'attenzione del pubblico e della critica grazie a una serie di interpretazioni che ne evidenziano la versatilità.
Nato a Roma il 18 settembre 1986, tra i passaggi decisivi della sua carriera c'è "Non essere cattivo", il film diretto da Claudio Caligari e presentato alla Mostra di Venezia nel 2015. La Biennale ricorda come proprio questa interpretazione abbia contribuito a farlo conoscere a un pubblico sempre più ampio. Nello stesso periodo arriva anche "Suburra", il film di Stefano Sollima nel quale Borghi interpreta Numero 8. Il personaggio diventa uno dei ruoli più importanti della sua prima fase cinematografica e apre la strada alla successiva versione televisiva della storia.
Nel 2018 arriva uno dei ruoli più impegnativi della carriera: Borghi interpreta Stefano Cucchi in "Sulla mia pelle", diretto da Alessio Cremonini. Il film, presentato nella sezione Orizzonti della Mostra di Venezia, racconta gli ultimi giorni di vita di Cucchi. L'interpretazione gli vale il David di Donatello come miglior attore protagonista nel 2019. L'Accademia del Cinema Italiano registra, inoltre, per Borghi numerose altre candidature ai David, tra cui quelle per "Non essere cattivo", "Suburra", "Fortunata", "Napoli velata", "Il primo re" e "Le otto montagne". Alla Mostra di Venezia, Sulla mia pelle riceve anche il Premio Pasinetti Speciale per il film e per i suoi interpreti, Alessandro Borghi e Jasmine Trinca.
Il percorso cinematografico prosegue con altri progetti molto diversi per genere e ambientazione. Nel 2019 Borghi è protagonista de "Il primo re", diretto da Matteo Rovere, mentre negli anni successivi prende parte a "Mondocane" e a "Le otto montagne", tratto dal romanzo di Paolo Cognetti e diretto da Felix van Groeningen e Charlotte Vandermeersch. Il suo nome torna più volte nei programmi della Mostra di Venezia: l'archivio ufficiale della Biennale documenta infatti la sua presenza in diverse edizioni, da Non essere cattivo nel 2015 fino a Campo di battaglia nel 2024, passando per Il più grande sogno, Suburra: La serie, Sulla mia pelle, Mondocane e The Hanging Sun.
Dai primi lavori fino ai ruoli che lo hanno portato ai David di Donatello e alla ribalta internazionale, la carriera di Alessandro Borghi si è sviluppata soprattutto attraverso la scelta di personaggi molto differenti: criminali, uomini alle prese con vicende drammatiche, figure storiche e protagonisti di storie contemporanee.
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Nel 2024 Borghi è protagonista di "Campo di battaglia", il film di Gianni Amelio presentato in concorso alla 81ª Mostra di Venezia. La pellicola è ambientata nell'ultimo anno della Prima guerra mondiale, alla vigilia dell'epidemia di influenza spagnola. La sua filmografia continua così a muoversi tra produzioni d'autore, cinema popolare e serialità, consolidando una presenza che negli anni lo ha portato anche oltre i confini del cinema italiano.